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Aggiungi un posto a tavola

Commedia musicale di Garinei e Giovannini
scritta con Jaja Fiastri
liberamente ispirata a "After me the deluge" di David Forrest
Musiche di Armando Trovajoli

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Don Chisciotte

Don Chisciotte della Mancia (titolo originale in lingua spagnola: El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha) è la più rilevante opera letteraria dello scrittore spagnolo Miguel de Cervantes Saavedra e una delle più importanti nella storia della letteratura mondiale. Vi si incontrano, bizzarramente mescolati, sia elementi del genere picaresco, sia del romanzo epico-cavalleresco.

Balletto in tre atti

Musica di Ludwig Minkus

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Mary Poppins

La magica storia della tata più celebre del mondo sbarca finalmente a Milano in uno show fatto di incredibili effetti e coinvolgenti coreografie, ma soprattutto canzoni indimenticabili come SupercalifragilistichespiralidosoCam caminìCom’è bello passeggiar con Mary e Un poco di zucchero.
La versione italiana dello show avrà un cast numeroso, una grande orchestra dal vivo, straordinarie coreografie, spettacolari cambi scena, costumi sontuosi e incredibili effetti speciali. 

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Tosca

Tosca è un'opera lirica in tre atti di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. La prima rappresentazione si tenne a Roma, al Teatro Costanzi, il 14 gennaio 1900

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Sweeney Todd

La storia tormentata di Sweeney Todd nasce nel 1842 dalla penna del drammaturgo inglese George Dibdin Pitt, per diventare prima film nel 1936, poi musical e poi ancora film nel 2008 nella versione pluripremiata di Tim Burton con Johnny Deep ed Helena Boham Carter.

Il musical, con le musiche di Stephen Sondheim e tratto dal libro di Hugh Wheeler, è stato portato in scena con incredibile successo nei teatri più famosi di Londra e di Broadway con interpreti d’eccezione quali Angela Lansbury ed Emma Thompson.

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L'esorcista

Quando la medicina non riesce a fornire risposte agli strani sintomi della giovane Regan, Chris sua madre, disperata, si rivolge a un prete per chiedere aiuto. Ma prima che padre Damien possa affrontare ciò che ha di fronte, deve superare un problema enorme che riguarda la sua fede in Dio e le sue convinzioni, poiché questa è una lotta per qualcosa di molto più importante dell’anima di una ragazza.

E’ qualcosa che mette in relazione noi con le nostre paure più profonde, i nostri segreti inconfessabili, nascosti in fondo agli altri e a noi stessi. Una battaglia fino all’ultimo respiro con i demoni che vogliono la nostra vita.

L’esorcista.
L’esorcista, la prova di fede più agghiacciante ed estrema prende vita sul palco.
Trasforma le inquietanti battaglie del bene contro il male, della fede contro il dubbio e dell'ego contro l'ethos in un'esperienza unicamente teatrale, tanto sofisticata quanto emotivamente coinvolgente.

L’Esorcista è l’adattamento teatrale di John Pielmeier, (Agnese di Dio) del romanzo omonimo di William Peter Blatty, da cui è stato tratto il film celeberrimo di William Friedkin.

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La Cena dei Cretini

Esilarante e intelligente commedia, resa celeberrima dal film di Francis Veber dove ricchi borghesi parigini ogni settimana organizzano una cena a cui ognuno invita un “cretino. Chi avrà portato l’“esemplare” migliore sarà il vincitore della serata. Veber, con lucida ironia, sovverte i luoghi comuni e mostra il lato cattivo di ognuno di noi. Ritmo incalzante, dialoghi fitti e brillanti per un classico della commedia francese che da oltre vent’anni diverte, affascina ed emoziona spettatori tutto il mondo. Pistoia e Triestino, due inappuntabili attori comici e “cretini”.

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Il rompiballe

Chi volesse fare i conti con l’ esilarante materia prima scenica non ha che da assistere all’ edizione della commedia interpretata da Nicola Pistoia e Paolo Triestino. Ci pensa l’irresistibile duo, a calarsi nei panni di un killer professionista che deve portare a termine una missione delle sue avendo come base una stanza d’ hotel, e che deve vedersela con un goffo marito abbandonato dalla moglie, lì nello stesso albergo per una strategia di riavvicinamento alla consorte. Con gag che intralciano, ovviamente, il crimine.

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Teresa Mannino

Torna in tour in alcuni dei principali teatri italiani Teresa Mannino con lo spettacolo “Sento la Terra girare” (scritto da lei stessa insieme a Giovanni Donini) e la sua comicità graffiante, leggera, intelligente e sottile. Le sue storie dalla Sicilia attraversano tutta l’Italia per accendere un sorriso, far riflettere, scatenare una risata. Il suo percorso artistico si snoda tra esperienze comiche di palcoscenico e piccolo schermo, radio e cinema, per approdare infine ad un mondo fatto di storie, emozioni e testimonianze.

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Santo piacere

A woman is the first person we meet in our lifes, whether we are male or female. And where girls become more and more familiar with their mothers (also because one day they might have kids on their own), boys will try to understand their relationship with the one who made them for the rest of their lifes. But over the years the role of the woman in their lifes will change, they get to know their nanny, their sister, their grandmother, their first friend, their teacher, their first girlfriend, their wife, their daughter, their ex-wife (who seems to be a completely different person then their wife), their second - and hopefully last - wife and so on ... without forgetting obviously the most feared: their mother-in-law! (and their second mother-in-law!)

 

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Teatro Delusio

A woman is the first person we meet in our lifes, whether we are male or female. And where girls become more and more familiar with their mothers (also because one day they might have kids on their own), boys will try to understand their relationship with the one who made them for the rest of their lifes. But over the years the role of the woman in their lifes will change, they get to know their nanny, their sister, their grandmother, their first friend, their teacher, their first girlfriend, their wife, their daughter, their ex-wife (who seems to be a completely different person then their wife), their second - and hopefully last - wife and so on ... without forgetting obviously the most feared: their mother-in-law! (and their second mother-in-law!)

 

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Misery

A woman is the first person we meet in our lifes, whether we are male or female. And where girls become more and more familiar with their mothers (also because one day they might have kids on their own), boys will try to understand their relationship with the one who made them for the rest of their lifes. But over the years the role of the woman in their lifes will change, they get to know their nanny, their sister, their grandmother, their first friend, their teacher, their first girlfriend, their wife, their daughter, their ex-wife (who seems to be a completely different person then their wife), their second - and hopefully last - wife and so on ... without forgetting obviously the most feared: their mother-in-law! (and their second mother-in-law!)

 

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La piccola bottega degli orrori

A woman is the first person we meet in our lifes, whether we are male or female. And where girls become more and more familiar with their mothers (also because one day they might have kids on their own), boys will try to understand their relationship with the one who made them for the rest of their lifes. But over the years the role of the woman in their lifes will change, they get to know their nanny, their sister, their grandmother, their first friend, their teacher, their first girlfriend, their wife, their daughter, their ex-wife (who seems to be a completely different person then their wife), their second - and hopefully last - wife and so on ... without forgetting obviously the most feared: their mother-in-law! (and their second mother-in-law!)

 

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La rottamazione di un italiano perbene

A woman is the first person we meet in our lifes, whether we are male or female. And where girls become more and more familiar with their mothers (also because one day they might have kids on their own), boys will try to understand their relationship with the one who made them for the rest of their lifes. But over the years the role of the woman in their lifes will change, they get to know their nanny, their sister, their grandmother, their first friend, their teacher, their first girlfriend, their wife, their daughter, their ex-wife (who seems to be a completely different person then their wife), their second - and hopefully last - wife and so on ... without forgetting obviously the most feared: their mother-in-law! (and their second mother-in-law!)

 

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Arturo Brachetti

After his international debut in Paris, Arturo Brachetti returns to his origins at the Teatro Sistina with his show ' Solo - the Master of quick change'. In a show full of colors and magic, Brachetti will give the public an extraordinary one man show, by giving free rein to the imagination in a home without a place and without time, made of memories and fantasies. 

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Aladin

Dopo il grande successo di “Rapunzel il Musical” e “La Regina di Ghiaccio il musical”
Alessandro Longobardi produce per OTI – Officine del Teatro Italiano, in collaborazione con Viola Produzioni, ALADIN IL MUSICAL GENIALE, il nuovo grande family show, che debutterà al teatro Brancaccio il 2 Ottobre 2019, ideato e diretto da Maurizio Colombi.
Una rilettura di una delle principali novelle contenute nella raccolta di fiabe orientali “Le mille e una notte”, per creare un musical comico e irriverente che gioca con l’equivoco.
L’ambientazione è quella romantica mediorientale con alcune contaminazioni in stile Bollywood.
La musica si avvale di 8 brani editi arrangiati in stile Raì, genere musicale nato in Algeria e Marocco (tra i quali ricordiamo quelli di Jeb Khaled) ed altri appositamente composti dal consolidato trio Davide Magnabosco, Alex Procacci e Paolo Barillari già Autori della colonna sonora di "Rapunzel il musical" e "La Regina di ghiaccio il musical".
Nella storia, oltre ai noti personaggi: Aladin, il Genio, etc., sono stati creati nuovi caratteri che rendono la drammaturgia più ricca ed interessante.
Il cast sarà composto da 20 performer diretti nelle coreografie da Rita Pivano. Le scene saranno firmate da Alessandro Chiti, i costumi da Francesca Grossi, la direzione musicale sarà di Davide Magnabosco.
 

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Il mercante di Venezia

Nel “Mercante di Venezia” i temi affrontati sono quelli eternamente cari al Bardo: il conflitto tra generazioni; la bellezza che muore e che si riscatta ad un tempo, (sullo sfondo una Venezia divisa tra Thomas Mann e Giorgio Baffo); la giovinezza che deve fare i conti con le trasformazioni del tempo e della società, (la crisi della potenza economica e culturale lagunare, assorbita da un gioco festoso, metafora di una persistente primavera della vita che è “perenne amare i sensi e non pentirsi”, come direbbe Sandro Penna).

A perpetuare una strada già solcata con successo, (il precedente “Mercante” da me diretto era interpretato dal grande Giorgio Albertazzi), si staglia l’eccellenza scenica di Mariano Rigillo nei panni di Shylock. Uno degli attori fondamentali nelle mie visioni che, di fatto, mi ha tenuto a battesimo, (Biennale Teatro Venezia 2007, “La sposa persiana”). Con lui, Romina Mondello nella principessa “terrestre” Porzia, e una nutrita schiera di giovani attori pieni di talento. “Nell’antico concerto che dice la rassegnata disperazione per la morte di un uomo, e forse d’una città, e forse anche di tutto ciò che è già vissuto abbastanza”. Questa la fine di “Anonimo Veneziano” di Giuseppe Berto. Ecco; il mio “Mercante” comincia così. 

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Uno sguardo dal ponte

Uno sguardo dal ponte, scritto da Arthur Miller nel 1955 e considerato tra i più importanti testi della drammaturgia americana del Novecento, riprende realisticamente una delle pagine più drammatiche del sogno americano vissuto da milioni di italiani approdati in America, nella New York degli anni ’50, alla ricerca di un futuro migliore.

Miller racconta la miseria degli immigrati italiani, la loro difficoltà ad adattarsi al nuovo mondo, l’incapacità di comprendere un sistema di leggi che ritengono differente dall’ordine naturale delle cose e, soprattutto, la vacuità del sogno americano. Da ciò scaturirà una tragedia annunziata fin dall’inizio, poiché mettere insieme quelle condizioni disagiate e quei sentimenti e passioni fortissimi non potrà che fatalmente condurre ad un drammatico epilogo.

Lo spettacolo messo in scena da Enrico Lamanna riprende il dramma interiore di Eddy Carbone (Sebastiano Somma), della sua famiglia e del suo sogno americano. L’ amore che prova verso la giovane nipote non è altro che la proiezione della sua esigenza di proteggerne la purezza, la necessità di custodirla con la stessa cura di una ceramica preziosa. Un sogno da accarezzare al di là del ponte, sotto un cielo di stelle misto ad un mare dove si naufraga in una voglia di tenerezza.

Sebastiano Somma, applaudito a teatro nella stagione 2013/14 nei panni del professor Laurana di A ciascuno il suo di Leonardo Sciascia, è uno dei volti più popolari dello spettacolo italiano, grazie a numerose stagioni come protagonista di fiction televisive di grande successo.

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Così è se vi pare

100 anni compie il testo “Così è se vi pare” di Luigi Pirandello, tra i più rappresentati del Teatro italiano nel mondo. Solo lo scorso anno prestigiosi allestimenti si sono prodotti a Launceston e Brisbane in Australia, a Kamakura e Kanazawa in Giappone, senza dimenticare nazioni come l’Inghilterra, la Francia e la Spagna che in maniera ciclica con le loro compagnie stabili, s’immergono nella drammaturgia pirandelliana, attratti dall’insondabilità dell’animo umano. Fiumi d’inchiostro a ragione, hanno versato fior di penne sulla scrittura eccelsa di Pirandello, dove ogni singola parola compone un mosaico di stupefacente bellezza, disegnando con perfezione cioè che “agita” l’approccio al mistero ed alla volontà di “sapere”.

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School of rock

Con la prestigiosa firma di Massimo Romeo Piparo debutta “School of Rock”, il musical che Andrew Lloyd Webber ha tratto dal film di Richard Linklater del 2003, una grande novità che mette al centro la musica e porta in Italia un grande titolo internazionale, per la prima volta dopo Broadway e il West End. Nei panni del celebre chitarrista irriverente Dewey Finn (ruolo che fu di Jack Black), il bravissimo Lillo, alias Pasquale Petrolo (per questa occasione senza il compagno Greg). Ad accompagnarlo in questa divertente commedia che è soprattutto un grande omaggio alla musica, un cast di 25 performer e tre band dal vivo, con 13 protagonisti under 14, selezionati tra i 90 allievi dell’Accademia Sistina. La trama è molto divertente e parla di Dewey Finn, un musicista che viene cacciato dalla sua band perché troppo scalmanato, e, disperato per la mancanza di soldi, si spaccia per il nuovo supplente di una prestigiosa scuola. Non sapendo ovviamente nulla di materie che non riguardino la musica, devia immediatamente le proprie lezioni in quella direzione, accorgendosi ben presto dell’enorme talento della propria classe. Con questa formerà una band e si iscriverà ad una imminente battaglia tra banMa riuscirà a farlo di nascosto dalla Preside e dai genitori? Il musical ha debuttato il 6 dicembre 2015 a Broadway al Winter Garden Theatre dopo alcune anteprime, con la regia di Laurence Connor e coreografie di JoAnn M. Hunter, con Alex Brightman e Sierra Boggess nei panni rispettivamente di Dewey Finn e Rosalie Mullins, .

 

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Piccoli crimini coniugali

L’incontro con Maurizio De Giovanni è stato nella mia carriera recente, portatore di novità importanti e di progetti che mi hanno appassionato.
In “Qualcuno volo sul nido del cuculo” l’adattamento di Maurizio mi ha permesso di portare quella storia che trasuda umanità, in Italia nel 1982, conferendole una immediatezza ed una riconoscibilità ancora più efficaci per il nostro pubblico, regalando allo spettacolo un successo straordinario.
Ho poi approfondito la mia conoscenza delle umanità raccontate da De Giovanni, interpretando l’ispettore Lojacono nella fortunatissima serie televisiva, giunta alla seconda stagione, “I bastardi di Pizzofalcone”.
Quando in una pausa a pranzo con Maurizio parlammo de “Il silenzio grande” vidi l’idea nascere lì in pochi minuti.
Ebbi subito la sensazione che, nelle sue mani, un tema importante come quello dei rapporti familiari, del tempo che scorre, del luogo dove le nostre vite scorrono e mutano negli anni, ovvero la casa, avrebbe avuto una evoluzione emozionante e sorprendente.
Immagino uno spettacolo dove le verità che i protagonisti si dicono, a volte si urlano o si sussurrano, possano farvi riconoscere, dove, come sempre accade anche nei momenti più drammatici, possano esplodere risate, divertimento, insomma la vita.
Questa è una delle funzioni che il teatro può avere, quella di raccontarci come siamo, potremmo essere o anche quello che saremmo potuti essere. Questa storia ha poi al suo interno grandissime sorprese, misteri che solo un grande scrittore di gialli come Maurizio De Giovanni avrebbe saputo maneggiare con questa abilità e che la rendono davvero un piccolo classico contemporaneo.
Per rendere al meglio, il teatro necessita di attori che aderiscano in modo moderno ai personaggi e penso che Massimiliano Gallo, con il quale ho condiviso set e avventure cinematografiche, sia oggi uno degli attori italiani più efficaci e completi. Sarà per me una grande gioia dirigerlo in un personaggio per lui ideale.
Questo facciamo a teatro, o almeno ci sforziamo di fare, cerchiamo disperatamente la verità, e confidiamo nella vostra voglia di crederci.
Buon divertimento e grazie per l’attenzione.

Alessandro Gassmann

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Piccoli crimini coniugali

Nella capitale della provincia cinese del Sezuan giungono tre dèi alla ricerca di qualche anima buona e ne trovano solo una, la prostituta Shen Te, che li ospita per la notte. Il compenso inaspettato per tale atto di bontà è una tonda sommetta, mille dollari d’argento, ossia, per Shen Te, la possibilità di vivere bene. Ma il compenso è accompagnato dal comandamento di continuare a praticare la bontà. La povera Shen Te apre una tabaccheria e si trova subito addosso uno sciame di parassiti, falsi e veri parenti bisognosi, esigenti fino alla ferocia, da cui è costretta a difendersi. Per farlo, una notte, si traveste da cugino cattivo, Shui Ta, spietato con tutti. A complicare la situazione però interviene l’amore…

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Amadeus

“Amadeus” è la storia di una feroce gelosia.
Il dramma, ambientato alla fine del ‘700, racconta il presunto tentativo, senza fondamento storico, del compositore italiano Antonio Salieri di distruggere la reputazione dell’odiato avversario Wolfgang Amadeus Mozart. Per l’ultima rielaborazione della leggenda romantica già raccolta da Puskin e messa in musica da Nikolaj Rimskij-Korsalkov, secondo la quale Wolfgang Amadeus Mozart, artista puro, genio innato, era stato vittima del geloso Antonio Salieri, Peter Shaffer ha fatto del musicista italiano non tanto un rivale del giovane salisburghese, almeno per quanto riguarda il successo, quanto piuttosto un moralista che possiede lo sterile talento del critico.
La figura portante dello spettacolo è Salieri, interpretato da Geppy Gleijeses, uno dei più grandi attori italiani. Salieri ammira il genio ed il respiro immortale delle “partiture senza nemmeno una correzione” di Mozart, ma coglie l’occasione dell’insuccesso del rivale per infliggergli un lungo calvario esistenziale, fisico e morale, fino a provocarne la morte. Salieri non è visto come un uomo perfido ma come un uomo disperato. Mozart, interpretato da Lorenzo Gleijeses (vincitore del premio UBU nel 2006 come “Nuovo attore emergente”, diretto in passato da registi del calibro di Ejmuntas Nekrosius, Nikolaj Karpov, Alfredo Arias, Julia Varley e Eugenio Barba – Odin Teatret) è ingenuo e rigido nelle sue convinzioni e prigioniero del proprio genio.
Concludendo, il personaggio di Mozart risulta essere frutto di uno scherzo della natura. Quello di Salieri, ieri come oggi, ha purtroppo valenza universale.
La regia è affidata ad Andrei Konchalovsky, grandissimo regista di cinema e teatro, versatile ed eccentrico.

 

 

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Mastro Don Gesualdo

Il Mastro don Gesualdo è interpretato da Enrico Guarneri che dotato di un’innata vis comica e tecnicamente assurto al ruolo di attore poliedrico, si è dimostrato, nel corso di questi anni, capace di passare dal registro drammatico a quello grottesco con grande maestria interpretando molti dei personaggi che hanno fatto la storia della drammaturgia teatrale siciliana ed europea. Enrico Guarneri è dotato quindi di tutte le qualità fisiche ed interpretative necessarie ad incarnare perfettamente Gesualdo Motta, il manovale che è riuscito a ‘farsi’ da solo, divenendo ricco con il proprio lavoro, odiato da tutti, trattato ora con disprezzo ora con ironia. La messinscena dello spettacolo è affidata al regista Guglielmo Ferro, figlio di Turi, interprete del Mastro don Gesualdo nel 1967, che, da anni, si dedica alla drammaturgia contemporanea adottando una tecnica registica di respiro europeo. La sua profonda conoscenza del teatro contemporaneo, il gusto minimalista e moderno delle sue messinscene sono indispensabili per un’operazione culturale che mira, nel rispetto assoluto del valore storico-letterario del testo verghiano, ad una trasposizione più attuale del Mastro don Gesualdo. La rielaborazione drammaturgica di Micaela Miano intende ricontestualizzare il ‘concetto di roba’, che permea il romanzo, l’incessante e frenetica attività di speculazione di un mondo di estremo materialismo, dove non c’è posto per i sentimenti, in un mondo senza spazio e tempo, in cui i personaggi sono ‘fotografati’ come una marionetta e non si può fare altro che andare incontro al proprio destino, che niente e nessuno potrà cambiare. Non c’è alcuna visione positiva della vita, che emerge come in un vicolo cieco, inesorabile.

 

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Lo Schiaccianoci

Non è Natale senza Lo Schiaccianoci ma, si sa, non è Natale solo dove splende la luce. La rilettura del più classico dei classici, ideata dal coreografo scaligero, ribalta l’ambientazione originale del primo atto, sostituendo all’enorme casa borghese in festa la strada di un’immaginaria periferia metropolitana: qui, abitanti senzatetto e ribelli senza fortuna vivono come comunità d’invisibili, adattandosi agli stenti della quotidianità e agli scarti della città. Un muro imponente separa due strati di società, chiudendo fisicamente e idealmente una fetta d’umanità disagiata in un angolo di vita separata e nascosta.
Nessun pupazzo o soldatino, ma solo un principe, il Fuggitivo, e la sua amata: i due giovani temerari tenteranno il grande salto oltre il muro e affronteranno bande di uomini oscuri, vigilanti di rivoluzionari tumulti. La tradizionale ‘battaglia dei topi’ si trasformerà in un cruento scontro di strada il cui esito sarà l’evasione del Fuggitivo e la salvezza di Clara. Attraverso il coraggioso passaggio a un’altra dimensione – il viaggio immaginario di Clara è tutto ciò che avviene nella testa della giovane un attimo prima di decidere se seguire o no il suo eroe verso luoghi ignoti – la coppia di avventurosi inizierà una nuova vita, non bella e fantasiosa come quella immaginata, ma pur sempre fiduciosa verso il futuro. Il secondo atto riaggancia ambientazioni e personaggi della tradizione, in un viaggio tra danze di mondo e personaggi bizzarri, un incanto che cancellerà per un attimo gli incubi grigi di una vita nell’ombra. La magia non durerà tuttavia per sempre e sul finale Clara, pur tentando davvero la fuga da quel luogo, tornerà ad osservare il muro della sua prigionia con la consapevolezza di un’impossibile liberazione: dall’altra parte continueranno a vivere gli invisibili, estranei al suo nuovo mondo come pezzi mancanti di un’umanità irrisolta.

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Lo Schiaccianoci

“A che servono gli uomini?” è una commedia musicale scritta da Iaia Fiastri,
commediografa di successo e storica collaboratrice della premiata ditta “Garinei e
Giovannini” con la quale firma, tra gli altri, “Aggiungi un posto a tavola”, “Alleluja brava
gente” e “Taxi a due piazze”.
Nel 1988, anno della prima messa in scena della commedia, la protagonista venne
interpretata da Ombretta Colli, e suo marito Giorgio Gaber preparò per lo spettacolo una
colonna sonora ricca di ritmi, originalità, brani belli e semplici che arrivano subito
all’orecchio e rimangono nella testa degli spettatori.
La protagonista di questo nuovo allestimento sarà Nancy Brilli, attrice di gran talento, che
interpreterà Teodolinda, Teo per gli amici, una donna in carriera stufa del genere maschile,
che si definisce soddisfatta della sua vita da single ma rimpiange di non aver mai avuto
un figlio.Un giorno scoprirà che il suo vicino di casa (un giovane imbranato con le donne) lavora
presso un istituto di ricerche genetiche dove si pratica l’inseminazione artificiale. Con il
pretesto di una visita all’istituto, Teo ruberà la provetta numero 119, riuscendo a diventare
madre senza avere i fastidi di un rapporto con l’altro sesso, che finora si è rivelato solo
fonte di delusioni. Durante la gravidanza, spinta dalla curiosità, cercherà però in tutti i
modi di conoscere il nome del donatore, e con uno stratagemma riuscirà a scoprirlo. Ed
ecco il colpo di scena! L’uomo è Osvaldo, quarantenne che vive ancora con la madre, dai
modi rozzi e con una grande considerazione di sé stesso. La scoperta innescherà una
serie di situazioni comiche e offrirà numerosi spunti di riflessione sul ruolo attuale della
donna, sempre più emancipata ma in costante conflitto con i dogmi della società civile.

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Perfetta

Perfetta è un monologo teatrale che racconta un mese di vita di una donna attraverso le quattro fasi del ciclo femminile, prendendo in esame quattro giorni qualsiasi, quattro martedì. Una donna, quella interpretata da Geppi Cucciari, che conduce una vita regolare, nella quale trovano posto il lavoro, la vita familiare, e i mille impegni e responsabilità che le affollano la vita. Come in una sorta di “Giorno della marmotta” i martedì sono tutti identici; cambiano però gli stati d’animo, le percezioni, le emozioni e gli umori della protagonista, che rispondono a dei cicli che la nostra civiltà lineare non sembra contemplare. Una scenografia minimalista si colora a seconda dello stato d’animo della protagonista ed esalta la presenza di Geppi Cucciari, la quale dà in questo monologo una straordinaria prova d’attrice.
Mattia Torre, dopo il successo della serie TV “La linea verticale” e della sua trilogia teatrale (“Migliore”, “456” e “Qui e ora”) si misura con umorismo e profondità con il tema complesso e articolato del ciclo femminile, cercando di trattare con umiltà, ma anche frontalità, un tabù di cui gli uomini sanno pochissimo e di cui persino molte donne non sono così consapevoli.
Perfetta è un monologo nel quale trovano spazio comicità e satira di costume; ma anche e soprattutto un tentativo di consapevolezza e di empowerment femminile di cui sembra esserci un grande bisogno nel nostro tempo.

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Up & Down

“Questo spettacolo parla anche di te, solo che tu ancora non lo sai…”
Un vero e proprio happening comico e al tempo stesso emozionante che parla delle relazioni: ironia e irriverenza accompagnano gli spettatori in un viaggio che racconta la bellezza che risiede nelle diversità.
Paolo Ruffini va in scena con degli attori con la Sindrome di Down, affrontando insieme a loro significato della parola “disabilità”, fino a dimostrare che la loro dovrebbe definirsi “Sindrome di UP”! Lo scheletro dello spettacolo è costruito sull’intenzione di Paolo Ruffini di realizzare uno straordinario One Man Show, con imponenti scenografie ed effetti speciali. Parte però una sequela di boicottaggi e rocambolesche interruzioni in cui gli attori fanno irruzione dimostrando di essere molto più abili di lui.

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Panariello Conti Pieraccioni

GIORGIO PANARIELLO, CARLO CONTI e LEONARDO PIERACCIONI ancora insieme in una nuova tournée teatrale.
Il successo dei tre campioni dello spettacolo italiano non conosce battute di arresto: dopo i Palasport, porteranno quest’autunno il loro divertentissimo show nei teatri di tutta la penisola.

Prodotto da Friends&Partners, “Il Tour” nella versione teatrale vedrà il trio di mattatori protagonisti indiscussi della scena.

Amici di lungo corso, Panariello Conti e Pieraccioni hanno condiviso spesso le loro carriere, diventando dei “numeri uno” nel proprio genere per il pubblico italiano: tra standing ovation, repliche e sold out, il varietà è una garanzia di divertimento puro. Uno show a 360 gradi in cui cinema, teatro e televisione si intrecciano, tra gag, battute e sketch esilaranti, con uno sguardo rivolto alla stretta attualità. Su tutto l’improvvisazione, il coinvolgimento del pubblico e l’affiatamento tra i tre.

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L'attimo fuggente

L’Attimo Fuggente è una storia d’Amore. Amore per la poesia, per il libero pensiero, per la vita. Quell’Amore che ci fa aiutare il prossimo a eccellere, non secondo i dettami sociali strutturati e imposti ma seguendo le proprie passioni, pulsioni, slanci magnifici e talvolta irrazionali. Seguendo quegli Yawp che spingono un uomo a lottare per conquistare la donna amata, a compiere imprese per raggiungere i tetti del mondo, a combattere per la giustizia con la non violenza.
Tom Schulman ha scritto una straordinaria storia di legami, di relazioni e di incontri che cambiano gli uomini nel profondo.
L’Attimo Fuggente rappresenta ancora oggi, a trent'anni dal debutto cinematografico, una pietra miliare nell’esperienza di migliaia di persone in tutto il mondo. Portare sulla scena la storia dei giovani studenti della Welton Academy e del loro incontro col il professor Keating significa dare nuova vita a questi legami, rinnovando quella esperienza in chi ha forte la memoria della pellicola cinematografica e facendola scoprire a quelle nuove generazioni che, forse, non hanno ancora visto questa storia raccontata sul grande schermo e ancora non sanno “che il potente spettacolo continua, e che tu puoi contribuire con un verso”.
Marco Iacomelli

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L'attimo fuggente

Il Padre (Andrea Giordana), è un professore universitario in pensione, che decide di lasciare la casa del figlio – dove vive con lui, la nuora e i nipoti – per trasferirsi in una residenza per anziani. È una decisione dettata dall’orgoglio, dal desiderio di non essere di troppo in un appartamento diventato piccolo dopo la nascita della seconda nipote. Il protagonista, vedovo da molti anni, parla spesso con la moglie (Vanessa Gravina), morta giovane, e ricorda il tempo passato.
Egli non ha più fiducia verso il prossimo e non ha il coraggio di parlare a nessuno delle proprie paure e dei propri pensieri. Non riesce a comunicare nemmeno con suo figlio, (Luchino Giordana) troppo distante da quelle problematiche e incapace di comprenderlo pienamente.

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Orson Welles Roast

Come sarebbe un breve incontro con Orson Welles se potesse, solo per un'ora, tornare a stare tra noi?
Ci svelerebbe qualche segreto della sua tecnica straordinaria o passerebbe tutto il tempo a raccontare aneddoti esilaranti? 
Scaglierebbe, indignato, invettive contro i nemici di allora e gli orrendi tempi moderni o ne sorriderebbe sornione? Genio infinito e grandissimo cialtrone. 
Senza nulla da nascondere, con ancora moltissimo da offrirci, per sempre in grado di stupire.

Premio UBU 2009 Miglior Attore  - Giuseppe Battiston 
Premio Olimpico del Teatro 2009 - Miglior interprete di monologo
Premio Hystrio - Teatro Festival Mantova 2009

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Omaggio a Battisti

Un tuffo nelle canzoni più belle del duo Battisti-Mogol!

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Se questo è un uomo

Valter Malosti porta in scena, per la prima volta senza mediazione, l’inconfondibile voce salda e mite del Primo Levi di Se questo è un uomo. Un monologo ininterrotto che rende la parola protagonista e restituisce a questa irripetibile opera prima la sua dimensione di opera acustica: una voce nuda che riproduce la babele del campo di concentramento, orchestrandola sulle lingue parlate in quel perimetro di filo spinato.
Valter Malosti traspone in scena la voce che più di ogni altra ha saputo far parlare Auschwitz, quella di Primo Levi in Se questo è un uomo, affidandosi al potere della parola per rischiarare l’atroce viaggio verso la demolizione dell’uomo da parte dell’uomo. Sul palco risuona inconfondibile la voce mite e salda dello scrittore e testimone del Lager, che da oltre settant’anni racconta al mondo l’orrore e la follia dello sterminio nazista con il libro di avventure più atroce e più bello del ventesimo secolo, per la prima volta direttamente in scena senza alcuna mediazione. La condensazione scenica del testo, curata da Domenico Scarpa e dallo stesso Malosti, riverbera attraverso un monologo ininterrotto che rende la parola protagonista, fortissima, inesauribile e indelebile nelle coscienze. Ed è proprio la voce di Levi a riecheggiare in quella di Malosti, restituendo a questa irripetibile opera prima la sua dimensione di opera acustica: una voce nuda che riproduce la babele del campo di concentramento – i suoni, le minacce, gli ordini, il rumore della fabbrica di morte – orchestrandola sulle lingue parlate in quel perimetro di filo spinato. Sopravvivere e raccontare.
La voce di Se questo è un uomo distilla una moltitudine di registri espressivi, narrativi, percettivi, gli “a parte” meditativi, morali, politici e perfino scientifici, che Malosti converte sul palco in una quantità polifonica di dimensioni e di chiaroscuri. Se questo è un uomo riporta in suono e immagine l’orrore dell’umanità: quella “miseria” storica che ha permesso di azzerare la dignità umana – la negazione del diritto di considerarsi “uomo” affermata da Levi.
 

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Idomeneo, Re di Creta

Musica Wolfgang Amadeus Mozart

Opera seria in tre atti
Libretto dell’abate Varesco

 

Prima rappresentazione
Monaco di Baviera, Teatro Cuvilliés, 29 gennaio 1781

Durata: 3h 15' circa, con 1 intervallo

Direttore

Michele Mariotti

Regia

Robert Carsen
 

 

MAESTRO DEL CORO Roberto Gabbiani
SCENE Robert Carsen e Luis F. Carvalho
COSTUMI Luis F. Carvalho
LUCI Robert Carsen e Peter Van Praet
MOVIMENTI COREOGRAFICI Marco Berriel
VIDEO Will Duke

 

PRINCIPALI INTERPRETI

 

IDOMENEO Charles Workman
IDAMANTE Joel Prieto
ILIA Rosa Feola / Adriana Ferfecka
ELETTRA Miah Persson
GRAN SACERDOTE Oliver Johnston
UNA VOCE Antonio Di Matteo

 

Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma

 

Nuovo allestimento
in coproduzione con Teatro Real di Madrid
e Canadian Opera Company di Toronto

 

con sovratitoli in italiano e inglese

 

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La tempesta

«Cosa è questa “tempesta” che Prospero scatena e interrompe a suo piacimento, e che non causa danno alcuno? Si tratta evidentemente di une tempête sous un crâne, come direbbe Victor Hugo – quella di Prospero, un’opera di pura (o impura) immaginazione, la stessa opera teatrale cui noi assistiamo. Essa ha solo un effetto, quello di condurre tutti i nemici di Prospero sotto la sua ferula, nell’unico posto dove tutti i suoi desideri sono immediatamente appagati, la sua isola, il suo universo, quello della creazione letteraria. È ciò che ogni scrittore può fare a volontà – trasformare i propri nemici in personaggi della propria opera letteraria, dove può castigarli come meglio crede. La natura immaginaria della vendetta di Prospero appare con evidenza alla fine dell’opera, nell'assenza stessa di una conclusione. Antonio non si umilia davanti al fratello; la vendetta letteraria di Prospero si dissolve in fumo». (René Girard,Shakespeare. Il teatro dell’invidia, Milano, Adelphi, 1998).

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Il sistema periodico

Il sistema periodico: Malosti, Lo Cascio e l’autobiografia chimica di Primo Levi, o per meglio dire la storia di una passione e delle sue radici.
Nel 1975 appariva nel mondo della letteratura Il sistema periodico, l’opera che nel 2006 un’inchiesta promossa dal quotidiano inglese The Guardian ha proclamato «il miglior libro di scienza di tutti i tempi», dalla penna del chimico e uomo di pensiero noto per aver portato testimonianza al grande pubblico degli orrori perpetrati dal regime nazista nei campi di concentramento, Primo Levi. Fu proprio questo volume, il più «primoleviano» fra i suoi testi (così lo definì Italo Calvino), ad innescare la fortuna dello scrittore negli Stati Uniti, nel mondo anglofono e, infine, in tutti i paesi del mondo. Nel 2010, in occasione della EuroScience Open Forum, nasceva a Torino la lettura scenica Il segno del chimico, di Domenico Scarpa con la regia e l’interpretazione di Valter Malosti. Oggi quel lavoro viene rilanciato, rinnovato e amplificato nella nuova esecuzione scenica affidata ad una voce d’eccezione, quella dell’attore siciliano Luigi Lo Cascio. Sul sound design e i live electronics di G.U.P. Alcaro, Lo Cascio si addentra nell’universo chimico-narrativo del grande scrittore, una sorta di autobiografia in ventuno storie brevi intitolate ciascuna a un elemento della tavola periodica, da Argon a Carbonio. Lo spettacolo si apre con due racconti di giovinezza: Idrogeno, uno sguardo all’origine della sua vocazione di scienziato e di tecnico, e Zinco, che ci parla invece con un tono lieve e inaspettato di una amicizia femminile ai tempi dell’università. Al centro del lavoro è Cerio, racconto della grande amicizia con Alberto Dalla Volta, nata nel campo di concentramento. In Vanadio ci si imbatte, vent’anni dopo Auschwitz, nel dottor Müller, superiore di Levi nel laboratorio chimico del Lager. Infine, la straordinaria invenzione di Carbonio: seguendo la storia di un atomo di carbonio nel suo viaggio secolare si conclude anche il viaggio nelle storie di tutta una vita, quella di uno dei più grandi scrittori del nostro Novecento.

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Accabadora

Tratto da uno dei più bei romanzi di Michela Murgia, vincitore del Premio Campiello 2010 e uno dei libri più letti in Italia negli ultimi anni, lo spettacolo di Veronica Cruciani è un intenso monologo in prima persona di Maria, figlia di Tzia Bonaria Urrai, l’accabadora di Soreni. Più che un monologo lo spettacolo è un dialogo tra sé e un’altra parte di sé, tra una figlia e il suo genitore interiore.

Non è una riduzione del romanzo ma un ampliamento che ci mostra una parte inedita dell’interiorità di Maria. Lo spettacolo inizia proprio dove il romanzo termina.

La protagonista torna dal “continente” dov’era fuggita per cambiare vita e per sfuggire alla verità sulla sua madre adottiva: Tzia Bonaria è un’accabadora, aiuta le persone in fin di vita a morire. Al suo ritorno a Soreni, Maria è, ormai,una donna o vorrebbe esserlo ma la permanenza sul letto di morte della Tzia mette in dubbio tutte le sue certezze, genera nuovi sentimenti, riporta a galla vecchi ricordi, permettendole di capire il sentimento di “umanità che si nasconde dietro a quel gesto che si colloca nella zona grigia tra l’omicidio e la compassione”.

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Un romano a Marte

Musica Vittorio Montalti

Opera vincitrice del premio di composizione del Teatro dell’Opera di Roma
Libretto di Giuliano Compagno

 

 

Prima rappresentazione assoluta

Direttore

John Axelrod

Regia

Fabio Cherstich
 

 

Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma

Nuovo allestimento

con sovratitoli in italiano e inglese

 

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Satyricon

Andrea De Rosa si affida alla penna di Francesco Piccolo per una rilettura in chiave contemporanea del Satyricon di Petronio. Un affondo spietato sulla mondanità decadente del nostro oggi che marca il senso di smarrimento di vuoto come cifre fondamentali del presente, attingendo alla macchina inarrestabile dell’opera originale: una miscela di sorprendenti brandelli narrativi, fra feste, cene, sesso, strani rituali, truffe, risse, naufragi e perfino licantropi.

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Se questo è Levi

Performance/reading itinerante sull’opera di Primo Levi
con Andrea Argentieri
a cura di Luigi De Angelis/Fanny & Alexander

Di fronte alle parole di Primo Levi: la memoria e il teatro con Fanny&Alexander che portano in scena una performance/reading itinerante dedicata alla straordinaria figura dello scrittore, interpretato da Andrea Argentieri. Se questo è Levi è un incontro a tu per tu con il grande uomo di pensiero, punteggiato in tre tappe attorno alla sua opera.

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Non farmi perdere tempo

Naturalmente non tutto si può fare, ma vale sempre la pena cercarne o perlomeno conquistarsene “la possibilità”. Come il pirandelliano protagonista de L’uomo dal fiore in bocca si rifugia nell'immaginazione, così Tina si rifugia nella grande medicina che è la fantasia, pur non perdendo mai di vista il concreto. Anni nostri. Tina, una donna comune, è colpita dal destino, ma non si arrenderà mai. Ha individuato il tempo a sua disposizione come risorsa-energia-fortuna-possibilità e se n’è impadronita produttivamente: lo ha conquistato. Sono i gesti quotidiani e le aspettative comuni che la illuminano riguardo alla preziosità del tempo che normalmente lasciamo scorrere e perdere… Ad un certo punto della sua vita, sollecitata da un evento, decide di affrontare e concludere molte delle faccende ordinarie e straordinarie, delle aspirazioni e passioni che ha sopportato, aspettato o rimandato per molto tempo. Siano esse familiari o d’amore o di lavoro o di divertimento, vanno affrontate adesso. Il tempo stringe. <br> <strong>Lunetta Savino</strong>, attrice prismatica, è la giovane Tina, invecchiata per una rara patologia e dimostra ad una coetanea che gli eventi tristi spesso hanno un’altra chiave di lettura: quella buffa. Nonostante si passi continuamente dalla casa alle scale del palazzo, dalla strada a uno studio medico, lo spazio scenico praticato resta stretto e circoscritto come la vita di Tina, ma qualcosa lo rende ampio come la sua anima.

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L'onore perduto

L’irreprensibile e prude segretaria Katharina Blum incontra a un ballo di carnevale Ludwig Götten, un piccolo criminale, sospetto terrorista. Trascorre la notte con lui e l’indomani, non del tutto consapevole della situazione, ne facilita la fuga. Katharina, interrogata brutalmente dalla polizia, collabora solo in parte. La stampa scandalistica, attraverso lo spietato giornalista Werner Tötges, viola ripetutamente la privacy di Katharina e manipola le informazioni raccolte, rendendola prima complice del bandito e poi una vera e propria estremista. La vita di Katharina viene sconvolta: riceve minacce, i suoi conoscenti vengono emarginati, il suo onore viene definitivamente compromesso. La polizia e lo Stato non la tutelano. Dapprima disperata, poi lucida nel suo isolamento, Katharina Blum si vendica uccidendo Tötges. <br>Nonostante il tema drammatico, la struttura è lieve, ironica e piena di simpatia per il personaggio. Lo scrittore, non fa che parodiare il linguaggio della stampa scandalistica, con i suoi luoghi comuni, le moralizzazioni spicciole, la sua piattezza intrinseca. La forma del romanzo è quella del giallo: si parte dall'atto già avvenuto, andando avanti e a ritroso, permettendoci così di vedere quell'incubo mediatico che avvolge la protagonista, con le menzogne che ne distruggono le relazioni sociali ed intime, portandola al gesto estremo.

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Fronte del porto

Alessandro Gassmann dirige Fronte del porto, trasferendo nella Napoli di 40 anni fa la vita degli operai vittime della criminalità e di colui che per primo è riuscito ad alzare la testa. Capolavoro cinematografico del 1954 di Elia Kazan con Marlon Brando, la pièce racconta una città misera, sconsolata e popolata di personaggi palpitanti, nell’adattamento di Enrico Ianniello che, in equilibrio tra teatro cinema e letteratura, traduce per la scena la storia di sopruso mafioso ispirata al romanzo di Budd Schulberg.

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A testa in giù

Vaudeville contemporaneo, Zeller prova la sua abilità con infinite varianti sul tema del desiderio, del tradimento della verità e della menzogna.
Due coppie di amici, una cena convocata dopo molto tempo e un grande disagio che improvvisamente si presenta fra loro. 
Nulla di “nuovo” ma grande abilità nella declinazione delle varianti, fra le parole si nascondono frustrazioni e risentimenti, bugie e sensualità.
È una ridicola resa dei conti che mostra la falsa morale che si nasconde dietro le convenzioni, Paolo e Alice, Lorenza e Michele credono di vivere in un sistema di valori condivisi che si possono facilmente trasgredire.
Ma la dimensione non è psicologica: tutto è affidato alla parola, al teatro; si tratta di un abile gioco di maschere, un gioco divertente e crudele che rende confusi i confini fra la menzogna e la verità, il reale e l’immaginario. L’adulterio sembra essere l’unico orizzonte della vita coniugale. Ma non è necessario distinguere così chiaramente la verità dalla menzogna.
La commedia costringe gli attori ad abbandonare l’arco psicologico o narrativo dei personaggi, perché di volta in volta ognuno di loro è chiamato a recitare o giocare un ruolo opposto a quello che ha vissuto nella scena precedente e deve farlo con molta leggerezza senza dare la sensazione di stare mentendo.
E’ l’architettura della commedia che si fa carico della narrazione e l’attore deve sforzarsi di non essere più intelligente della situazione in cui si trova.

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L'Operazione

Quattro attori mettono in scena una pièce sulle Brigate Rosse e un famoso critico teatrale, loro vera ossessione, non si presenta alla recita. Accecati dal delirio combattente dei personaggi che interpretano, lo sequestrano e lo costringono a vedere lo spettacolo. Dialoghi frizzanti e gran ritmo per il testo vincitore Premio Eti 2009.

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Il cielo sopra il letto

Quattro attori mettono in scena una pièce sulle Brigate Rosse e un famoso critico teatrale, loro vera ossessione, non si presenta alla recita. Accecati dal delirio combattente dei personaggi che interpretano, lo sequestrano e lo costringono a vedere lo spettacolo. Dialoghi frizzanti e gran ritmo per il testo vincitore Premio Eti 2009.

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I soliti ignoti

I SOLITI IGNOTI

La commedia è la prima versione teatrale del mitico film di Monicelli, uscito nel 1958 e diventato col tempo un classico imperdibile della cinematografia italiana e non solo.
Le gesta maldestre ed esilaranti di un gruppo di ladri improvvisati sbarcano sulle scene rituffandoci nell'Italia povera ma vitale del secondo dopoguerra.
L'adattamento è fedele alla meravigliosa sceneggiatura di Age e Scarpelli senza rinunciare a trovate di scrittura e di regia per rendere moderna quell'epoca lontana.
Il cast si avvarrà di attori di primo piano cresciuti alla lezione di quei mostri sacri della recitazione che sono stati Gassman, Mastroianni, Totò e gli altri attori del film.
Uno spettacolo divertentissimo ed emozionante, assolutamente da non perdere.

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La grande magia

n grande omaggio a Eduardo firmato da Lluís Pasqual che porta in scena La grande magia, testo del 1948, fra i primi della lucida e cupa Cantata dei giorni dispari. Una lezione di verità strepitosa in cui la risata indulgente sui vizi e i difetti dell’umanità si trasforma in una caustica denuncia dei miserevoli comportamenti umani e delle loro conseguenze. Sul palco il «giuoco eterno» della tragedia della vita, con le sue atroci, brillanti e feroci illusioni.

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Abracadabra La notte dei miracoli

ABRACADABRA ~ La Notte dei Miracoli uno straordinario spettacolo con i migliori artisti del panorama Magico nazionale e internazionale. Una serata emozionante per assistere dal vivo alla vera Magia. Lasciatevi trasportare nell'universo dell'Illusione con una vera esperienza Magica all'insegna dell'Amore e della solidarietà. Parte del ricavato sarà devoluto a "Uniphelan Onlus" associazione a sostegno dei bambini affetti dalla Sindrome di Phelan McDermid.La data7 dicembre Roma, Teatro Ghione

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Notre Dame de Paris

Dopo il travolgente successo di pubblico delle precedenti stagioni, con la cifra record di 4 milioni di spettatori, torna a teatro nel 2019 Notre Dame de Paris, l’opera moderna più famosa al mondo tratta dall’omonimo romanzo di Victor Hugo con le musiche di Riccardo Cocciante e le liriche originali di Luc Plamondon.

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Il lago dei cigni

Musica Pëtr Il’ič Čajkovskij

Balletto in un prologo e quattro atti
Durata: 2h 30 circa con 1 intervallo
direttore Nir Kabaretti e Carlo Donadio (7, 8 gennaio)
coreografia Benjamin Pech

da Marius Petipa e Lev Ivanov
SCENE E COSTUMI Aldo Buti
LUCI Vinicio Cheli

PRINCIPALI INTERPRETI

Amandine Albisson
Susanna Salvi
Daniel Camargo
Germain Louvet
Claudio Cocino

Orchestra e Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma

Allestimento Teatro dell’Opera di Roma

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I Capuleti e i Montecchi

Musica di Vincenzo Bellini

Opera in due atti
libretto di Felice Romani

Prima rappresentazione assoluta, Teatro La Fenice di Venezia, 11 marzo 1830

Direttore

Daniele Gatti

Regia, scene, costumi, luci

Denis Krief
 

 

MAESTRO DEL CORO Roberto Gabbiani

 

PRINCIPALI INTERPRETI

ROMEO Anna Goryachova  / Vasilisa Berzhanskaya

GIULIETTA Mariangela Sicilia/ Benedetta Torre

TEBALDO Iván Ayón Rivas / Giulio Pelligra

LORENZO Nicola Ulivieri

CAPELLIO Alessio Cacciamani

 

Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma

 

Nuovo allestimento
con sovratitoli in italiano e inglese

 

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La scuola delle mogli

La scuola delle mogli; è una commedia sapiente e di sorprendente maturità: vi si respira un’amarezza ed una modernità come solo negli ultimi testi Molière riuscirà a trovare. Vi è la gioia e il dolore della vita, il teatro comico e quello tragico, come in Shakespeare. Il tutto avviene in un piccolo mondo con pochi personaggi.<br> M’immagino una scena che è una piazza, come in una città ideale, con la sua prospettiva, la sua geometria, dove al centro vi è una casa girevole, al cui interno possiamo vedere una scala che porta ad una camera che è anche una cella, una stanza delle torture. L’azione avviene nello spazio tra questa casa ed un’altra, che non vediamo, appartenenti entrambe al protagonista, il quale si fregia di un doppio nome e di una doppia identità, come doppia è la sua natura. Egli è uno spietato cinico ma anche un innamorato ossessivo, un indefesso fustigatore delle debolezze altrui come anche una fragilissima vittima del proprio gioco. Al centro una giovane donna cavia di un esperimento che solo una mente maschilista e misantropica poteva escogitare: è stata presa da bambina, orfana, e poi lasciata nell’ignoranza di tutto per poter essere la moglie ideale, vittima per non dire schiava, del futuro marito che la dominerà su tutti i piani, economici, culturali, psicologici. La natura, l’istinto, l’intelligenza del cuore renderanno però vano il piano penitenziale e aguzzino che si è tramato intorno a lei. (…)<br> Una commedia alla Plauto che nasconde uno dei testi più moderni, contraddittori ed inquieti sul desiderio e sull’amore. Dove si dice che la natura da maggiore felicità che non le regole sociali, che gli uomini si sono dati. Dove il cuore senza saperlo insegna molto di più di qualsiasi scuola. Dove Molière riesce a guardarsi senza pietismo, senza assolversi, ma anzi rappresentandosi come il più colpevole di tutti, il più spregevole (ma forse anche il più innamorato), riuscendo ancora una volta a farci ridere di noi stessi, delle nostre debolezze ed incompiutezze, della miseria di essere uomini.

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Il lago dei cigni

ATTO I
SCENA 1
A castello si sta celebrando una festa in onore del principe Siegfried, che ha compiuto la maggiore età ed è circondato da amici e cortigiani che ballano e danzano insieme a lui. Si unisce ai festeggiamenti anche la madre di Siegfried, la regina regnante, che esorta il figlio a scegliere una sposa tra le fanciulle che lei ha invitato al ballo che si terrà il giorno successivo. Ad un certo momento, nel bel mezzo della festa, gli ospiti entrano nel castello, e Siegfried rimane solo. Assorto nei suoi pensieri, cerca un po’ di tranquillità e si dirige verso il vicino lago. Mentre sta osservando le rovine diroccate di un vecchio castello, alcuni cigni in volo catturano la sua attenzione e lo spingonoad imbracciare la sua balestra per andare a cacciare nel bosco.

SCENA 2
Siegfried, sulle rive del lago, rimane meravigliato a fissare alcuni cigni bianchi che, non appena giunti a riva, si trasformano misteriosamente in ragazze. A colpirlo in particolare la bellezza di una di loro, Odette. La fanciulla, così come le altre giovani donne, è vittima di un incantesimo che la costringe ad essere un cigno durante il giorno, per poi assumere sembianze umane soltanto di notte. Solo un uomo davvero innamorato e fedele potrà rompere l’incantesimo. Siegfried giura ad Odette eterno amore e le assicura che non sposerà nessun’altra donna. Nel frattempo è giunta l’alba e le fanciulle sono richiamate al lago dal malvagio mago Rothbart, che le trasforma nuovamente in cigni.

ATTO II
SCENA 1
A castello iniziano i festeggiamenti. Siegfried è ancora pensieroso, nel suo cuore c’è ancora Odette e si rifiuta di scegliere una delle sei pretendenti giunte a palazzo poiché nessuna può competere con la sua amata. Quand’ecco che uno squillo di tromba annuncia l’arrivo di nuovi ospiti: uno strano cavaliere che scorta Odette, accompagnato da un seguito di cigni neri. Si tratta del mago Rothbart e della figlia Odile che, grazie alla magia di cui è capace il padre, ha assunto l’aspetto di Odette. Siegfried cade nella trappola e si promette alla fanciulla che crede la sua amata Odette. Nello stesso istante però Siegfried scorge la vera Odette, capisce di essere stato ingannato e disperatamente corre fuori dal castello per cercare di raggiungerla.

SCENA 2
Odette raggiunge il lago e racconta alle altre fanciulle ciò che ha visto al castello: il principe ha rotto il suo giuramento e lei è destinata a rimanere cigno per sempre. Disperato Siegfried arriva sulle sponde del lago implorando il perdono di Odette, che lo perdona in virtù del suo amore. Appare Rothbart che, ostinato ad ostacolare i due amanti, dà inizio ad un duello col principe durante il quale viene miseramente sconfitto. L’alba arriva e finalmente Siegfried ed Odette possono coronare il loro sogno d’amore: il sortilegio si è spezzato.

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Neri Marcorè Tra Faber e Gaber

NERI MARCORE'
TANGO DEL CALCIO DI RIGORE

25 giugno 1978. L’Argentina batte l’Olanda nella finale dei mondiali, davanti al generale Jorge Videla e a Licio Gelli. Per una sera il Paese può festeggiare, prima che i “voli della morte” riprendano e che le Madri di Plaza de Mayo tornino a chiedere giustizia. Quarant’anni dopo da quei giorni terribili, un bimbo di allora oggi adulto ricostruisce il suo passato di appassionato di calcio, recuperando storie tra mito, realismo magico e realtà storica.

di Giorgio Gallione
con Neri Marcorè e Ugo Dighero
produzione: Teatro Nazione di Genova 

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Disney on ice - Frozen

Topolino e i suoi amici presentano una spettacolare produzione Disney On Ice! Cantate anche voi con Anna, Elsa e Olaf. E poi c’è Sebastian con Ariel e la vivace Rapunzel con il suo affascinante amico Flynn Rider, mentre la Bella e la Bestia vi accompagneranno nel loro castello incantato sul ghiaccio. Non perdete questo spettacolo indimenticabile per voi e per la vostra famiglia!
 

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Belle ripiene

Dopo la riuscitissima commedia “Smetti di Piangere Penelope”, Massimo Romeo Piparo torna a firmare uno spettacolo di prosa tutto al femminile.

L’affiatatissimo trio artefice del successo della piece francese sull’annoso tema dell’orologio biologico- D’Aquino, Lanfranchi, Sardo- affiancato dalla new entry Rossella Brescia, torna a proporre un esilarante spaccato di vita femminile dove protagonisti del racconto sono questa volta– guarda un po’!- il cibo e gli uomini: le donne amano mangiare ma poi si costringono a infernali diete dimagranti…ci sarà un elemento in comune tra il loro rapporto col cibo e quello con gli uomini…?

Questa gustosa commedia dimagrante è ambientata nel regno delle donne ovvero dentro una cucina tra pentole e fornelli.

La particolarità è che in questo caso i fornelli e la cucina sono veri.

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Ghost - il Musical

Ghost Il Musical: un’appassionante storia d’amore capace di far sognare ancora oggi tutti noi. Romanticismo, thriller e commedia per un Musical senza tempo che ci commuove sulle note della bellissima colonna sonora dove non poteva mancare l’indimenticabile brano “Unchained Melody”dei The Righteous Brothers.

Trasposizione fedele del cult-movie della Paramount, tra i maggiori successi del cinema di tutti i tempi e vincitore dell’Oscar per la sceneggiatura, è riscritto per il palcoscenico dallo stesso sceneggiatore, Bruce Joel Rubin.
Molly, Sam e la travolgente sensitiva Oda Mae Brown lasceranno il pubblico senza fiato.

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THE FULL MONTY – IL MUSICAL

A vent’anni dalla prima edizione del Musical di Broadway, torna in Italia una riedizione totalmente rinnovata a firma di Massimo Romeo Piparo. Protagonisti d’eccellenza i campioni di incasso di Mamma Mia!, Paolo Conticini e Luca Ward che, con Gianni Fantoni, Jonis Bascir, Nicolas Vaporidis e un grande cast con orchestra dal vivo, daranno “corpo” e anima ai disoccupati più intraprendenti della Storia del Musical. Ovviamente, per le spettatrici più “golose”, sul finale è garantito il “full monty” (servizio completo…). Dal team creativo e i protagonisti di Mamma Mia!, un altro imperdibile successo prodotto dalla Peeparrow Entertainment che vi farà saltare sulle poltrone con una colonna sonora travolgente, tante risate e una bellissima storia di riscatto sociale.

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Michele Serra - L'amaca di domani

Scrivere ogni giorno, per ventisette anni, la propria opinione sul giornale, è una forma di potere o una condanna? Un esercizio di stile o uno sfoggio maniacale, degno di un caso umano? Bisogna invidiare le bestie, che per esistere non sono condannate a parlare?
Le parole, con le loro seduzioni e le loro trappole, sono le protagoniste di questo racconto teatrale comico e sentimentale, impudico e coinvolgente. 
Le persone e le cose trattate nel corso degli anni – la politica, la società, le star vere e quelle fasulle, la gente comune, il costume, la cultura – riemergono dal grande sacco delle parole scritte con intatta vitalità e qualche sorpresa. 
Michele Serra racconta di sé e del mestiere fragile e faticoso dello scrittore cercando di dipanare la matassa delle proprie debolezze e delle proprie manie.
Ma forse il vero bandolo, come per ogni cosa, è nell’infanzia.
Il finale, per fortuna, è ancora da scrivere.

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