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We Will Rock You

Nell’aprile 2019, dopo un tour di grande successo di pubblico e critica, che ha registrato circa 65.000 spettatori paganti nelle 56 repliche che hanno toccato da nord a sud le principali città italiane, si è conclusa la prima stagione teatrale di We Will Rock You, lo spettacolo con le canzoni dei Queen. Le vicende di Galileo e Scaramouche hanno appassionato a ritmo di Rock platee animate da giovani e meno giovani che hanno condiviso con i protagonisti, tra emozioni e risate, il racconto di una Speranza, del potere salvifico del Rock and Roll, della condivisione e del diritto di poter esprimere se stessi.

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Finché social non ci separi

Hai mai detto a tuo marito che non sopporti che la sera venga a letto con le calze antiscivolo?

Hai mai confessato alla tua fidanzata che ti piacerebbe che si ricordasse che sesso non e solo una parola del nostro vocabolario, ma anche un qualcosa che andrebbe praticato?

Sei mai riuscito a dire al tuo compagno che prima di baciarti al mattino dovrebbe lavarsi i denti?

Sei in grado di dire alla tua Lei che il lavandino serve per lavarsi e non come recipiente per i suoi trucchi?

Molte coppie convivono non dicendosi le cose e il risultato e che la coppia scoppia.

Angelo e Katia, coppia sul palco ma soprattutto nella vita, hanno scelto di dirsi tutto, anche le cose meno belle, e per farlo si sono affidati all’ironia che smorza i toni senza sminuire l’importanza di ciò che ci si dice.

Tutto parte da una lista dei difetti.

Katia scrive quelli di Angelo e lui fa altrettanto con quelli di lei.

La lista viene subito mostrata al pubblico che non solo assisterà per tutto lo spettacolo allo scambio comico tra i due a suon di difetti , ma sara anche chiamato a dire la propria attraverso il meccanismo dei bigliettini anonimi e dei social.

Come?

Possiamo solo anticiparvi che in questo spettacolo qualcuno si aggirerà in mezzo al pubblico e che i telefoni rimarranno accesi!Un percorso comico a tappe nella convivenza tra l’uomo e la donna per sottolineare che la bellezza sta appunto nella diversità dei due emisferi a confronto: quello maschile dove calcio, birra e sesso la fanno da padroni, e quello femminile con le sue infinite e incomprensibili, per lui, sfumature.

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Aggiungi un posto a tavola

Commedia musicale di Garinei e Giovannini
scritta con Jaja Fiastri
liberamente ispirata a "After me the deluge" di David Forrest
Musiche di Armando Trovajoli

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Enrico Brignano - Un’ora sola vi vorrei

Grande successo di pubblico per “Un’ora sola vi vorrei”, il nuovo one-man show di ENRICO BRIGNANO che, dopo aver attraversato l’Italia in lungo e in largo, tornerà a calcare i palcoscenici delle principali città della penisola, a partire da: Roma, Bologna, Firenze, Bari, Torino e seguiranno anche altre.
Dopo i sold out di “Innamorato Perso”, che ha fatto ridere ed emozionare il pubblico italiano dei palazzetti, l’artista torna in scena con questo nuovo e imperdibile show che sfida e rincorre il tempo.
Da febbraio 2020, “Un’ora sola vi vorrei” farà inizialmente tappa a Roma al Teatro Brancaccio, poi Bologna al Teatro EuropAuditorium, poi ancora Firenze al Teatro Verdi, così Bari al Teatro Team, come Torino presso il Teatro Alfieri.

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Enrico Bertolino - Instant Theatre

Enrico Bertolino ha iniziato da oltre tre anni a cimentarsi in una formula teatrale innovativa, ideata insieme a Luca Bottura, e portata con successo nei teatri delle principali città italiane tra cui Roma, Milano, Bologna, Genova, Torino e Verona. Si tratta dell’ instant theatre®, spettacolo in cui narrazione, attualità, umorismo, storia, costume, cronaca, comicità, politica e satira si incontrano sulle assi di un palcoscenico.

Il teatro diventa così luogo di informazione satirica strettamente legata all’attualità, e lo spettacolo un percorso di conoscenza di un tema politico o sociale, un “tutorial” col sorriso sulle labbra, particolarmente indicato per chi, come lo stesso Bertolino, gronda certezze e dubbi equamente ripartiti. Novanta minuti di spettacolo per chiarirsi le proprie convinzioni e farsene delle nuove.

E’ possibile adattare l’esperimento ai più svariati temi del dibattito pubblico nazionale o locale attraverso un sapiente lavoro autorale svolto a tre mani da Enrico BertolinoLuca Bottura Massimo Navone che ne cura anche la regia.

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Debora Villa - Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere

“Tanto tempo fa, i Marziani e le Venusiane si incontrarono, si innamorarono e vissero felici insieme perché si rispettavano e accettavano le loro differenze. Poi arrivarono sulla terra e
furono colti da amnesia: si dimenticarono di provenire da pianeti diversi.”
Il testo di John Gray è un best seller mondiale che ha venduto cinquanta milioni di copie ed è stato tradotto in quaranta lingue, si basa su un pensiero tanto semplice quanto efficace: gli
uomini e le donne vengono da due pianeti diversi.
A portare in scena l’adattamento teatrale, una esilarante terapia di gruppo collettiva, del libro più celebre dello psicologo statunitense John Gray sarà per la prima volta in assoluto una
donna: l’attrice Debora Villa. Cercando di restare imparziale, Debora vi condurrà per mano alla scoperta dell'altro sesso senza pregiudizi. Per la prima volta quindi, sarà una rappresentante di Venere a ricordarci, con la sua comicità travolgente e irriverente, raffinata e spiazzante, quali sono le clamorose differenze che caratterizzano i Marziani e le Venusiane.
Uomini e donne impareranno a conoscersi di nuovo “perché – come sostiene Gray- quando si imparano a riconoscere e apprezzare le differenze tra i due sessi, tutto diventa più facile, le
incomprensioni svaniscono e i rapporti si rafforzano

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Mary Poppins

La magica storia della tata più celebre del mondo sbarca finalmente a Milano in uno show fatto di incredibili effetti e coinvolgenti coreografie, ma soprattutto canzoni indimenticabili come SupercalifragilistichespiralidosoCam caminìCom’è bello passeggiar con Mary e Un poco di zucchero.
La versione italiana dello show avrà un cast numeroso, una grande orchestra dal vivo, straordinarie coreografie, spettacolari cambi scena, costumi sontuosi e incredibili effetti speciali. 

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Tosca

Tosca è un'opera lirica in tre atti di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. La prima rappresentazione si tenne a Roma, al Teatro Costanzi, il 14 gennaio 1900

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La Divina Commedia - Musical

A 10 anni dal primo debutto torna lo spettacolo che ha incantato il pubblico di tutte le età coinvolgendo con la sua storia, emozionando con le sue musiche, affascinando con le creazioni fantastiche del tre volte Premio Oscar Carlo Rambaldi. LA DIVINA COMMEDIA Opera Musical, ispirato al poema di Dante Alighieri, raccoglie l’anima operistica di un avvincente racconto in musica, con composizioni originali coinvolgenti redatte dalla nota mano di Marco Frisina, e quella appassionata, viva e modernissima di una narrazione che punta dritto allo spettatore, conducendolo con diversi linguaggi, dentro uno show ricco di storia, effetti speciali e magia.

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Giuseppe Giacobazzi - Noi mille volti e una bugia

Andrea Sasdelli alias Giuseppe Giacobazzi, ovvero l’uomo e la sua maschera.

Un dialogo, interiore ed esilarante, di 25 anni di convivenza a volte forzata.

25 anni fatti di avventure ed aneddoti, situazioni ed equivoci, gioie e malinconie, sempre spettatori e protagonisti di un’epoca che viaggia a velocità sempre maggiore. Dove in un lampo si è passati dalla bottega sotto casa alle “app” per acquisti, dal ragù sulla stufa ai robot da cucina programmabili con lo smartphone; il tutto vissuto dall’uomo Andrea e raccontato dal comico Giacobazzi. Come in uno specchio, o meglio come in un ritratto (l’omaggio a Dorian Gray è più che voluto), dove questa volta ad invecchiare è l’uomo e non il ritratto.

Sono proprio questi i “NOI” che vediamo riflessi nei nostri mille volti (i rimandi letterari non mancano, dal già citato Wilde a Pirandello, da Orwell a Hornby), convivendo, spesso a fatica con la bugia del compiacerci e del voler piacere a chi ci sta di fronte.

È uno spettacolo che con ironia e semplicità cerca di rispondere ad un domanda: “Dove finisce la maschera e dove inizia l’uomo?”, che poi è il problema di tutti, perché tutti noi conviviamo quotidianamente con una maschera.

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Francesco Tesei - Human

Improvvisamente camminiamo in una foresta di emozioni che ci riconnettono con l’infinito del nostro io, per un’esperienza di condivisione suggestiva quasi al limite del nostro credere, e un’esplorazione profonda del nostro inconscio.

Il nuovo spettacolo di Francesco Tesei propone uno sguardo alla sua arte da una prospettiva originale e quanto mai attuale: il mentalismo come modo per tornare a stupirsi per le magie dei rapporti umani.

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La Cena dei Cretini

Esilarante e intelligente commedia, resa celeberrima dal film di Francis Veber dove ricchi borghesi parigini ogni settimana organizzano una cena a cui ognuno invita un “cretino. Chi avrà portato l’“esemplare” migliore sarà il vincitore della serata. Veber, con lucida ironia, sovverte i luoghi comuni e mostra il lato cattivo di ognuno di noi. Ritmo incalzante, dialoghi fitti e brillanti per un classico della commedia francese che da oltre vent’anni diverte, affascina ed emoziona spettatori tutto il mondo. Pistoia e Triestino, due inappuntabili attori comici e “cretini”.

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Il rompiballe

Chi volesse fare i conti con l’ esilarante materia prima scenica non ha che da assistere all’ edizione della commedia interpretata da Nicola Pistoia e Paolo Triestino. Ci pensa l’irresistibile duo, a calarsi nei panni di un killer professionista che deve portare a termine una missione delle sue avendo come base una stanza d’ hotel, e che deve vedersela con un goffo marito abbandonato dalla moglie, lì nello stesso albergo per una strategia di riavvicinamento alla consorte. Con gag che intralciano, ovviamente, il crimine.

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Teresa Mannino

Torna in tour in alcuni dei principali teatri italiani Teresa Mannino con lo spettacolo “Sento la Terra girare” (scritto da lei stessa insieme a Giovanni Donini) e la sua comicità graffiante, leggera, intelligente e sottile. Le sue storie dalla Sicilia attraversano tutta l’Italia per accendere un sorriso, far riflettere, scatenare una risata. Il suo percorso artistico si snoda tra esperienze comiche di palcoscenico e piccolo schermo, radio e cinema, per approdare infine ad un mondo fatto di storie, emozioni e testimonianze.

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Misery

A woman is the first person we meet in our lifes, whether we are male or female. And where girls become more and more familiar with their mothers (also because one day they might have kids on their own), boys will try to understand their relationship with the one who made them for the rest of their lifes. But over the years the role of the woman in their lifes will change, they get to know their nanny, their sister, their grandmother, their first friend, their teacher, their first girlfriend, their wife, their daughter, their ex-wife (who seems to be a completely different person then their wife), their second - and hopefully last - wife and so on ... without forgetting obviously the most feared: their mother-in-law! (and their second mother-in-law!)

 

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La piccola bottega degli orrori

A woman is the first person we meet in our lifes, whether we are male or female. And where girls become more and more familiar with their mothers (also because one day they might have kids on their own), boys will try to understand their relationship with the one who made them for the rest of their lifes. But over the years the role of the woman in their lifes will change, they get to know their nanny, their sister, their grandmother, their first friend, their teacher, their first girlfriend, their wife, their daughter, their ex-wife (who seems to be a completely different person then their wife), their second - and hopefully last - wife and so on ... without forgetting obviously the most feared: their mother-in-law! (and their second mother-in-law!)

 

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La rottamazione di un italiano perbene

A woman is the first person we meet in our lifes, whether we are male or female. And where girls become more and more familiar with their mothers (also because one day they might have kids on their own), boys will try to understand their relationship with the one who made them for the rest of their lifes. But over the years the role of the woman in their lifes will change, they get to know their nanny, their sister, their grandmother, their first friend, their teacher, their first girlfriend, their wife, their daughter, their ex-wife (who seems to be a completely different person then their wife), their second - and hopefully last - wife and so on ... without forgetting obviously the most feared: their mother-in-law! (and their second mother-in-law!)

 

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Arturo Brachetti

After his international debut in Paris, Arturo Brachetti returns to his origins at the Teatro Sistina with his show ' Solo - the Master of quick change'. In a show full of colors and magic, Brachetti will give the public an extraordinary one man show, by giving free rein to the imagination in a home without a place and without time, made of memories and fantasies. 

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Michele Serra - L'amaca di domani

Scrivere ogni giorno, per ventisette anni, la propria opinione sul giornale, è una forma di potere o una condanna? Un esercizio di stile o uno sfoggio maniacale, degno di un caso umano? Bisogna invidiare le bestie, che per esistere non sono condannate a parlare?
Le parole, con le loro seduzioni e le loro trappole, sono le protagoniste di questo racconto teatrale comico e sentimentale, impudico e coinvolgente. 
Le persone e le cose trattate nel corso degli anni – la politica, la società, le star vere e quelle fasulle, la gente comune, il costume, la cultura – riemergono dal grande sacco delle parole scritte con intatta vitalità e qualche sorpresa. 
Michele Serra racconta di sé e del mestiere fragile e faticoso dello scrittore cercando di dipanare la matassa delle proprie debolezze e delle proprie manie.
Ma forse il vero bandolo, come per ogni cosa, è nell’infanzia.
Il finale, per fortuna, è ancora da scrivere.

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La tempesta

La tempesta, ultimo capolavoro di William Shakespeare e suo definitivo congedo dalle scene, è un congegno teatrale prodigioso, in cui s’incrociano alcuni temi che prefigurano l’orizzonte della modernità: lo sguardo occidentale a confronto con quello dell’altro, la realtà e l’illusione, l’incantesimo della mente e il potere come complotto e usurpazione, il mistero della giovinezza e l’incombere della fine.
Roberto Andò – regista abituato a muoversi agilmente tra cinema e teatro – rilegge La tempesta attraverso il fluire, grandioso e imprevedibile, della mente di Prospero, assecondando l’incedere minuzioso e incalzante del suo piano per congedarsi dal mondo e iniziare la figlia Miranda al mistero dell’esistenza. Protagonista è Renato Carpentieri, un attore giunto alla sua piena maturità, qui affiancato da un cast di eccellenti interpreti.

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Dio ride

Una zattera in forma di piccola scena approdava in teatro venticinque anni fa. Trasportava sei vagabondi, cinque musicanti e un narratore di nome Simkha Rabinovich.
A chi sentiva il desiderio di ascoltare, Simkha -alias Moni Ovadia- raccontava storie di una gente esiliata, ne cantava le canzoni, canti tristi e allegri, luttuosi e nostalgici, di quel popolo che illuminò e diede gloria alla diaspora.
Artista ironico e auto-ironico, narratore dotato di una lucidità e di una profondità fuori dal comune e intellettuale poliedrico, Moni Ovadia ha alle spalle una carriera artistica straordinaria, quasi interamente volta alla conservazione e alla diffusione dell’antica cultura yddish e dell’Europa dell’Est.
Con la vitalità da giullare del popolo, Moni Ovadia porta sul palcoscenico il suo nuovo spettacolo, Dio ride Nish Koshe che ha per protagonista il compagno (tovarisch) Rabinovich o il cittadino (grajdanìn) Rabinovich, il carattere più celebre dell’umorismo ebraico-sovietico. Attraverso la sua arguzia e le sue avventure, Rabinovich ci aveva fatto viaggiare nelle nefandezze, nelle assurdità, ma anche nei paradossi e nelle contraddizioni umane del sistema sovietico e, per “simpatia”, di tutti i sistemi del cosiddetto “socialismo reale”. Ora Simkha Rabinovich e i suoi compagni di strada ritornano per continuare la narrazione di quel popolo sospeso fra cielo e terra in permanente attesa, per indagarne la vertiginosa spiritualità. E lo fanno con lo stile di un racconto impossibile eppure necessario, rapsodico e trasfigurato, fatto di storie e canti, di storielle e musiche, di piccole letture e riflessioni, alla ricerca di un divino ineffabile presente e assente, vivo e forse inesistente, padre e madre, redentore che chiede di essere redento nel cammino di donne, uomini e creature viventi verso un mondo di giustizia e di pace.

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Aladin

Dopo il grande successo di “Rapunzel il Musical” e “La Regina di Ghiaccio il musical”
Alessandro Longobardi produce per OTI – Officine del Teatro Italiano, in collaborazione con Viola Produzioni, ALADIN IL MUSICAL GENIALE, il nuovo grande family show, che debutterà al teatro Brancaccio il 2 Ottobre 2019, ideato e diretto da Maurizio Colombi.
Una rilettura di una delle principali novelle contenute nella raccolta di fiabe orientali “Le mille e una notte”, per creare un musical comico e irriverente che gioca con l’equivoco.
L’ambientazione è quella romantica mediorientale con alcune contaminazioni in stile Bollywood.
La musica si avvale di 8 brani editi arrangiati in stile Raì, genere musicale nato in Algeria e Marocco (tra i quali ricordiamo quelli di Jeb Khaled) ed altri appositamente composti dal consolidato trio Davide Magnabosco, Alex Procacci e Paolo Barillari già Autori della colonna sonora di "Rapunzel il musical" e "La Regina di ghiaccio il musical".
Nella storia, oltre ai noti personaggi: Aladin, il Genio, etc., sono stati creati nuovi caratteri che rendono la drammaturgia più ricca ed interessante.
Il cast sarà composto da 20 performer diretti nelle coreografie da Rita Pivano. Le scene saranno firmate da Alessandro Chiti, i costumi da Francesca Grossi, la direzione musicale sarà di Davide Magnabosco.
 

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Così è se vi pare

100 anni compie il testo “Così è se vi pare” di Luigi Pirandello, tra i più rappresentati del Teatro italiano nel mondo. Solo lo scorso anno prestigiosi allestimenti si sono prodotti a Launceston e Brisbane in Australia, a Kamakura e Kanazawa in Giappone, senza dimenticare nazioni come l’Inghilterra, la Francia e la Spagna che in maniera ciclica con le loro compagnie stabili, s’immergono nella drammaturgia pirandelliana, attratti dall’insondabilità dell’animo umano. Fiumi d’inchiostro a ragione, hanno versato fior di penne sulla scrittura eccelsa di Pirandello, dove ogni singola parola compone un mosaico di stupefacente bellezza, disegnando con perfezione cioè che “agita” l’approccio al mistero ed alla volontà di “sapere”.

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Uno sguardo dal ponte

Uno sguardo dal ponte, scritto da Arthur Miller nel 1955 e considerato tra i più importanti testi della drammaturgia americana del Novecento, riprende realisticamente una delle pagine più drammatiche del sogno americano vissuto da milioni di italiani approdati in America, nella New York degli anni ’50, alla ricerca di un futuro migliore.

Miller racconta la miseria degli immigrati italiani, la loro difficoltà ad adattarsi al nuovo mondo, l’incapacità di comprendere un sistema di leggi che ritengono differente dall’ordine naturale delle cose e, soprattutto, la vacuità del sogno americano. Da ciò scaturirà una tragedia annunziata fin dall’inizio, poiché mettere insieme quelle condizioni disagiate e quei sentimenti e passioni fortissimi non potrà che fatalmente condurre ad un drammatico epilogo.

Lo spettacolo messo in scena da Enrico Lamanna riprende il dramma interiore di Eddy Carbone (Sebastiano Somma), della sua famiglia e del suo sogno americano. L’ amore che prova verso la giovane nipote non è altro che la proiezione della sua esigenza di proteggerne la purezza, la necessità di custodirla con la stessa cura di una ceramica preziosa. Un sogno da accarezzare al di là del ponte, sotto un cielo di stelle misto ad un mare dove si naufraga in una voglia di tenerezza.

Sebastiano Somma, applaudito a teatro nella stagione 2013/14 nei panni del professor Laurana di A ciascuno il suo di Leonardo Sciascia, è uno dei volti più popolari dello spettacolo italiano, grazie a numerose stagioni come protagonista di fiction televisive di grande successo.

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Gigi Proietti - Cavalli di Battaglia

Cavalli di Battaglia è un excursus nel repertorio di Proietti: popolare, drammaturgico, canoro, mimico, poetico, parodistico, comico, umano, multiculturale. Una contaminazione dei generi che caratterizzano i suoi spettacoli e che sono gli ingredienti del suo grande successo. Un'occasione unica, dunque, per rivedere in scena l’artista poliedrico.

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QUEL COPIONE DI SHAKESPEARE & CO

Vittorio Viviani interpreta e commenta le novelle italiane che furono lette, tradotte, copiate e riscritte in tutta Europa dal ‘300 al ‘600.

Quelle novelle che diffusero il famoso “stile italiano” divulgando valori come grazia, eleganza, buone maniere, leggerezza e, soprattutto, ironia,

In pratica, “la sprezzatura” del Castiglione, che oggi diremmo understatement.

Guerre, violenza sulle donne, donne in lotta per l’autonomia, l’avarizia, la prepotenza del potente; ma anche la pace, l’amicizia, la cortesia, l’eleganza, il convivere civile, l’amore. E l’amore fra i popoli. Vale a dire, i temi di sempre. I temi di oggi.

Raccontare quelle novelle è un atto politico: è un rinascimento, un risorgimento per resistere alla barbarie incombente.

E per divertirci, innanzitutto!

Un reading di grande teatralità, di digressioni e di aneddotica, di grande umorismo, di canzoni, nello spirito e nello stile affabulatorio di Vittorio Viviani.

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VINCENT VAN GOGH

Come può vivere un grande pittore in un luogo dove non c’è altro colore che il bianco, nella devastante neutralità di un vuoto? È il 1889 e l’unico desiderio di Vincent è uscire dalle austere mura del manicomio di Saint Paul. Vincent Van Gogh - l’odore assordante del bianco è una sorta di thriller psicologico firmato da Stefano Massini che, con la sua drammaturgia asciutta e tagliente, ma ricca di spunti poetici, offre considerevoli opportunità di riflessione attorno al tema della creatività artistica, lasciando lo spettatore con il fiato sospeso dall’inizio alla fine. Il serrato dialogo tra Van Gogh, interpretato da un intenso Alessandro Preziosi, e suo fratello Theo, propone non soltanto un ampio sguardo sulla vicenda umana dell’artista, ma ne rivela altresì uno stadio sommerso. Al regista Alessandro Maggi è affidato il compito di modulare le infinite e intrinseche variabili di questo toccante testo.

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Christian racconta Christian De Sica

Christian De Sica torna a teatro con il suo nuovo spettacolo “Christian racconta Christian De Sica”. Il grande attore e regista italiano si racconta al pubblico con parole e canzoni, accompagnato da uno spumeggiante sestetto musicale.
Il fuoriclasse dello spettacolo italiano rivivrà gli incontri della sua vita e gli aneddoti della sua grande carriera, accanto a lui sul palco Pino Stabioli, brillante interprete d’eccezione e cerimoniere dello show, che dialogherò con De Sica. “Christian racconta Christian De Sica” contiene monologhi irresistibili e storie commoventi che riguardano il grande papà Vittorio, l’infanzia e il cinema di Natale che ha accompagnato la storia italiana negli ultimi 30 anni. Christian De Sica, grazie al suo talento raro, passa dall’incontro con un’attempata e fantasiosa Wanda Osiris al ricordo del liceo con Carlo Verdone, dai pezzi swing italiani e stranieri, magistralmente interpretati, alle intramontabili note di Sinatra. Insieme alla sua band e al pianoforte del Maestro Biseo, Christian racconta De Sica emozionando, cantando, divertendo ed entusiasmando.

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School of rock

Con la prestigiosa firma di Massimo Romeo Piparo debutta “School of Rock”, il musical che Andrew Lloyd Webber ha tratto dal film di Richard Linklater del 2003, una grande novità che mette al centro la musica e porta in Italia un grande titolo internazionale, per la prima volta dopo Broadway e il West End. Nei panni del celebre chitarrista irriverente Dewey Finn (ruolo che fu di Jack Black), il bravissimo Lillo, alias Pasquale Petrolo (per questa occasione senza il compagno Greg). Ad accompagnarlo in questa divertente commedia che è soprattutto un grande omaggio alla musica, un cast di 25 performer e tre band dal vivo, con 13 protagonisti under 14, selezionati tra i 90 allievi dell’Accademia Sistina. La trama è molto divertente e parla di Dewey Finn, un musicista che viene cacciato dalla sua band perché troppo scalmanato, e, disperato per la mancanza di soldi, si spaccia per il nuovo supplente di una prestigiosa scuola. Non sapendo ovviamente nulla di materie che non riguardino la musica, devia immediatamente le proprie lezioni in quella direzione, accorgendosi ben presto dell’enorme talento della propria classe. Con questa formerà una band e si iscriverà ad una imminente battaglia tra banMa riuscirà a farlo di nascosto dalla Preside e dai genitori? Il musical ha debuttato il 6 dicembre 2015 a Broadway al Winter Garden Theatre dopo alcune anteprime, con la regia di Laurence Connor e coreografie di JoAnn M. Hunter, con Alex Brightman e Sierra Boggess nei panni rispettivamente di Dewey Finn e Rosalie Mullins, .

 

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Amadeus

“Amadeus” è la storia di una feroce gelosia.
Il dramma, ambientato alla fine del ‘700, racconta il presunto tentativo, senza fondamento storico, del compositore italiano Antonio Salieri di distruggere la reputazione dell’odiato avversario Wolfgang Amadeus Mozart. Per l’ultima rielaborazione della leggenda romantica già raccolta da Puskin e messa in musica da Nikolaj Rimskij-Korsalkov, secondo la quale Wolfgang Amadeus Mozart, artista puro, genio innato, era stato vittima del geloso Antonio Salieri, Peter Shaffer ha fatto del musicista italiano non tanto un rivale del giovane salisburghese, almeno per quanto riguarda il successo, quanto piuttosto un moralista che possiede lo sterile talento del critico.
La figura portante dello spettacolo è Salieri, interpretato da Geppy Gleijeses, uno dei più grandi attori italiani. Salieri ammira il genio ed il respiro immortale delle “partiture senza nemmeno una correzione” di Mozart, ma coglie l’occasione dell’insuccesso del rivale per infliggergli un lungo calvario esistenziale, fisico e morale, fino a provocarne la morte. Salieri non è visto come un uomo perfido ma come un uomo disperato. Mozart, interpretato da Lorenzo Gleijeses (vincitore del premio UBU nel 2006 come “Nuovo attore emergente”, diretto in passato da registi del calibro di Ejmuntas Nekrosius, Nikolaj Karpov, Alfredo Arias, Julia Varley e Eugenio Barba – Odin Teatret) è ingenuo e rigido nelle sue convinzioni e prigioniero del proprio genio.
Concludendo, il personaggio di Mozart risulta essere frutto di uno scherzo della natura. Quello di Salieri, ieri come oggi, ha purtroppo valenza universale.
La regia è affidata ad Andrei Konchalovsky, grandissimo regista di cinema e teatro, versatile ed eccentrico.

 

 

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Mastro Don Gesualdo

Il Mastro don Gesualdo è interpretato da Enrico Guarneri che dotato di un’innata vis comica e tecnicamente assurto al ruolo di attore poliedrico, si è dimostrato, nel corso di questi anni, capace di passare dal registro drammatico a quello grottesco con grande maestria interpretando molti dei personaggi che hanno fatto la storia della drammaturgia teatrale siciliana ed europea. Enrico Guarneri è dotato quindi di tutte le qualità fisiche ed interpretative necessarie ad incarnare perfettamente Gesualdo Motta, il manovale che è riuscito a ‘farsi’ da solo, divenendo ricco con il proprio lavoro, odiato da tutti, trattato ora con disprezzo ora con ironia. La messinscena dello spettacolo è affidata al regista Guglielmo Ferro, figlio di Turi, interprete del Mastro don Gesualdo nel 1967, che, da anni, si dedica alla drammaturgia contemporanea adottando una tecnica registica di respiro europeo. La sua profonda conoscenza del teatro contemporaneo, il gusto minimalista e moderno delle sue messinscene sono indispensabili per un’operazione culturale che mira, nel rispetto assoluto del valore storico-letterario del testo verghiano, ad una trasposizione più attuale del Mastro don Gesualdo. La rielaborazione drammaturgica di Micaela Miano intende ricontestualizzare il ‘concetto di roba’, che permea il romanzo, l’incessante e frenetica attività di speculazione di un mondo di estremo materialismo, dove non c’è posto per i sentimenti, in un mondo senza spazio e tempo, in cui i personaggi sono ‘fotografati’ come una marionetta e non si può fare altro che andare incontro al proprio destino, che niente e nessuno potrà cambiare. Non c’è alcuna visione positiva della vita, che emerge come in un vicolo cieco, inesorabile.

 

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Schiaccianoci

Arriva all’Auditorium della Conciliazione a Roma la grande danza con un titolo fra i più tradizionali e amati del periodo natalizio: “Lo Schiaccianoci” di Ciajkovskij con la regia e coreografia di Luciano Cannito basata sulla versione originale di Petipa del celebre balletto, nella nuova produzione di Fabrizio di Fiore Entertaiment per la Roma City Ballet Company.

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A che servono gli uomini?

“A che servono gli uomini?” è una commedia musicale scritta da Iaia Fiastri,
commediografa di successo e storica collaboratrice della premiata ditta “Garinei e
Giovannini” con la quale firma, tra gli altri, “Aggiungi un posto a tavola”, “Alleluja brava
gente” e “Taxi a due piazze”.
Nel 1988, anno della prima messa in scena della commedia, la protagonista venne
interpretata da Ombretta Colli, e suo marito Giorgio Gaber preparò per lo spettacolo una
colonna sonora ricca di ritmi, originalità, brani belli e semplici che arrivano subito
all’orecchio e rimangono nella testa degli spettatori.
La protagonista di questo nuovo allestimento sarà Nancy Brilli, attrice di gran talento, che
interpreterà Teodolinda, Teo per gli amici, una donna in carriera stufa del genere maschile,
che si definisce soddisfatta della sua vita da single ma rimpiange di non aver mai avuto
un figlio.Un giorno scoprirà che il suo vicino di casa (un giovane imbranato con le donne) lavora
presso un istituto di ricerche genetiche dove si pratica l’inseminazione artificiale. Con il
pretesto di una visita all’istituto, Teo ruberà la provetta numero 119, riuscendo a diventare
madre senza avere i fastidi di un rapporto con l’altro sesso, che finora si è rivelato solo
fonte di delusioni. Durante la gravidanza, spinta dalla curiosità, cercherà però in tutti i
modi di conoscere il nome del donatore, e con uno stratagemma riuscirà a scoprirlo. Ed
ecco il colpo di scena! L’uomo è Osvaldo, quarantenne che vive ancora con la madre, dai
modi rozzi e con una grande considerazione di sé stesso. La scoperta innescherà una
serie di situazioni comiche e offrirà numerosi spunti di riflessione sul ruolo attuale della
donna, sempre più emancipata ma in costante conflitto con i dogmi della società civile.

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Perfetta

Perfetta è un monologo teatrale che racconta un mese di vita di una donna attraverso le quattro fasi del ciclo femminile, prendendo in esame quattro giorni qualsiasi, quattro martedì. Una donna, quella interpretata da Geppi Cucciari, che conduce una vita regolare, nella quale trovano posto il lavoro, la vita familiare, e i mille impegni e responsabilità che le affollano la vita. Come in una sorta di “Giorno della marmotta” i martedì sono tutti identici; cambiano però gli stati d’animo, le percezioni, le emozioni e gli umori della protagonista, che rispondono a dei cicli che la nostra civiltà lineare non sembra contemplare. Una scenografia minimalista si colora a seconda dello stato d’animo della protagonista ed esalta la presenza di Geppi Cucciari, la quale dà in questo monologo una straordinaria prova d’attrice.
Mattia Torre, dopo il successo della serie TV “La linea verticale” e della sua trilogia teatrale (“Migliore”, “456” e “Qui e ora”) si misura con umorismo e profondità con il tema complesso e articolato del ciclo femminile, cercando di trattare con umiltà, ma anche frontalità, un tabù di cui gli uomini sanno pochissimo e di cui persino molte donne non sono così consapevoli.
Perfetta è un monologo nel quale trovano spazio comicità e satira di costume; ma anche e soprattutto un tentativo di consapevolezza e di empowerment femminile di cui sembra esserci un grande bisogno nel nostro tempo.

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Mi piace

Grandma Concetta used to say "Every bit of life or memory of each of us is in an attic or in a basement", but with the advent of the internet the hiding place is replaced by a hashtag in which you can keep your emotions. Gabriele opens his # to his audience right on the stage, the only place where the actor manages to be the very image of himself.

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Up & Down

“Questo spettacolo parla anche di te, solo che tu ancora non lo sai…”
Un vero e proprio happening comico e al tempo stesso emozionante che parla delle relazioni: ironia e irriverenza accompagnano gli spettatori in un viaggio che racconta la bellezza che risiede nelle diversità.
Paolo Ruffini va in scena con degli attori con la Sindrome di Down, affrontando insieme a loro significato della parola “disabilità”, fino a dimostrare che la loro dovrebbe definirsi “Sindrome di UP”! Lo scheletro dello spettacolo è costruito sull’intenzione di Paolo Ruffini di realizzare uno straordinario One Man Show, con imponenti scenografie ed effetti speciali. Parte però una sequela di boicottaggi e rocambolesche interruzioni in cui gli attori fanno irruzione dimostrando di essere molto più abili di lui.

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Panariello Conti Pieraccioni

GIORGIO PANARIELLO, CARLO CONTI e LEONARDO PIERACCIONI ancora insieme in una nuova tournée teatrale.
Il successo dei tre campioni dello spettacolo italiano non conosce battute di arresto: dopo i Palasport, porteranno quest’autunno il loro divertentissimo show nei teatri di tutta la penisola.

Prodotto da Friends&Partners, “Il Tour” nella versione teatrale vedrà il trio di mattatori protagonisti indiscussi della scena.

Amici di lungo corso, Panariello Conti e Pieraccioni hanno condiviso spesso le loro carriere, diventando dei “numeri uno” nel proprio genere per il pubblico italiano: tra standing ovation, repliche e sold out, il varietà è una garanzia di divertimento puro. Uno show a 360 gradi in cui cinema, teatro e televisione si intrecciano, tra gag, battute e sketch esilaranti, con uno sguardo rivolto alla stretta attualità. Su tutto l’improvvisazione, il coinvolgimento del pubblico e l’affiatamento tra i tre.

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A TESTA IN GIU'

A testa in giù è un testo del francese Florian Zeller, uno dei più affermati autori del nostro tempo. Si tratta della storia di Daniel che invita a cena, contro il consiglio di sua moglie, il suo migliore amico Patrick e la sua nuova conquista Emma per la quale ha lasciato la moglie. Emma, giovane e carina, funge da catalizzatore provocando una tempesta negli animi dei commensali, scuotendo certezze, risvegliando frustrazione, gelosia e invidia. L'originalità di questa commedia consiste nel fatto che il pubblico è testimone dei pensieri segreti dei personaggi che parlano in disparte. Un grande gioco degli attori che svelano con la tecnica del doppio linguaggio una verità comica, crudele e meravigliosamente patetica. L’irresistibile Emilio Solfrizzi e la versatile Paola Minaccioni daranno ritmo a questo formidabile e comico labirinto di gesti e parole, diretti dalla sofisticata regia di Gioele Dix.

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La tempesta

«Cosa è questa “tempesta” che Prospero scatena e interrompe a suo piacimento, e che non causa danno alcuno? Si tratta evidentemente di une tempête sous un crâne, come direbbe Victor Hugo – quella di Prospero, un’opera di pura (o impura) immaginazione, la stessa opera teatrale cui noi assistiamo. Essa ha solo un effetto, quello di condurre tutti i nemici di Prospero sotto la sua ferula, nell’unico posto dove tutti i suoi desideri sono immediatamente appagati, la sua isola, il suo universo, quello della creazione letteraria. È ciò che ogni scrittore può fare a volontà – trasformare i propri nemici in personaggi della propria opera letteraria, dove può castigarli come meglio crede. La natura immaginaria della vendetta di Prospero appare con evidenza alla fine dell’opera, nell'assenza stessa di una conclusione. Antonio non si umilia davanti al fratello; la vendetta letteraria di Prospero si dissolve in fumo». (René Girard,Shakespeare. Il teatro dell’invidia, Milano, Adelphi, 1998).

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Accabadora

Tratto da uno dei più bei romanzi di Michela Murgia, vincitore del Premio Campiello 2010 e uno dei libri più letti in Italia negli ultimi anni, lo spettacolo di Veronica Cruciani è un intenso monologo in prima persona di Maria, figlia di Tzia Bonaria Urrai, l’accabadora di Soreni. Più che un monologo lo spettacolo è un dialogo tra sé e un’altra parte di sé, tra una figlia e il suo genitore interiore.

Non è una riduzione del romanzo ma un ampliamento che ci mostra una parte inedita dell’interiorità di Maria. Lo spettacolo inizia proprio dove il romanzo termina.

La protagonista torna dal “continente” dov’era fuggita per cambiare vita e per sfuggire alla verità sulla sua madre adottiva: Tzia Bonaria è un’accabadora, aiuta le persone in fin di vita a morire. Al suo ritorno a Soreni, Maria è, ormai,una donna o vorrebbe esserlo ma la permanenza sul letto di morte della Tzia mette in dubbio tutte le sue certezze, genera nuovi sentimenti, riporta a galla vecchi ricordi, permettendole di capire il sentimento di “umanità che si nasconde dietro a quel gesto che si colloca nella zona grigia tra l’omicidio e la compassione”.

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L'amaca di domani

Scrivere ogni giorno, per ventisette anni, la propria opinione sul giornale, è una forma di potere o una condanna? Un esercizio di stile o uno sfoggio maniacale, degno di un caso umano? Bisogna invidiare le bestie, che per esistere non sono condannate a parlare?

Le parole, con le loro seduzioni e le loro trappole, sono le protagoniste di questo monologo teatrale comico e sentimentale, impudico e coinvolgente nel quale Michele Serra apre allo spettatore la sua bottega di scrittura.

Le persone e le cose trattate nel corso degli anni – la politica, la società, le star vere e quelle fasulle, la gente comune, il costume, la cultura – riemergono dal grande sacco delle parole scritte con intatta vitalità e qualche sorpresa.

Dipanando la matassa della propria scrittura, Michele Serra fornisce anche traccia delle proprie debolezze e delle proprie manie. Il vero bandolo, come per ogni cosa, forse è nell’infanzia.

Il finale, per fortuna, è ancora da scrivere.

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Un romano a Marte

Musica Vittorio Montalti

Opera vincitrice del premio di composizione del Teatro dell’Opera di Roma
Libretto di Giuliano Compagno

 

 

Prima rappresentazione assoluta

Direttore

John Axelrod

Regia

Fabio Cherstich
 

 

Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma

Nuovo allestimento

con sovratitoli in italiano e inglese

 

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Satyricon

Andrea De Rosa si affida alla penna di Francesco Piccolo per una rilettura in chiave contemporanea del Satyricon di Petronio. Un affondo spietato sulla mondanità decadente del nostro oggi che marca il senso di smarrimento di vuoto come cifre fondamentali del presente, attingendo alla macchina inarrestabile dell’opera originale: una miscela di sorprendenti brandelli narrativi, fra feste, cene, sesso, strani rituali, truffe, risse, naufragi e perfino licantropi.

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Se questo è Levi

Performance/reading itinerante sull’opera di Primo Levi
con Andrea Argentieri
a cura di Luigi De Angelis/Fanny & Alexander

Di fronte alle parole di Primo Levi: la memoria e il teatro con Fanny&Alexander che portano in scena una performance/reading itinerante dedicata alla straordinaria figura dello scrittore, interpretato da Andrea Argentieri. Se questo è Levi è un incontro a tu per tu con il grande uomo di pensiero, punteggiato in tre tappe attorno alla sua opera.

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Non farmi perdere tempo

Naturalmente non tutto si può fare, ma vale sempre la pena cercarne o perlomeno conquistarsene “la possibilità”. Come il pirandelliano protagonista de L’uomo dal fiore in bocca si rifugia nell'immaginazione, così Tina si rifugia nella grande medicina che è la fantasia, pur non perdendo mai di vista il concreto. Anni nostri. Tina, una donna comune, è colpita dal destino, ma non si arrenderà mai. Ha individuato il tempo a sua disposizione come risorsa-energia-fortuna-possibilità e se n’è impadronita produttivamente: lo ha conquistato. Sono i gesti quotidiani e le aspettative comuni che la illuminano riguardo alla preziosità del tempo che normalmente lasciamo scorrere e perdere… Ad un certo punto della sua vita, sollecitata da un evento, decide di affrontare e concludere molte delle faccende ordinarie e straordinarie, delle aspirazioni e passioni che ha sopportato, aspettato o rimandato per molto tempo. Siano esse familiari o d’amore o di lavoro o di divertimento, vanno affrontate adesso. Il tempo stringe. <br> <strong>Lunetta Savino</strong>, attrice prismatica, è la giovane Tina, invecchiata per una rara patologia e dimostra ad una coetanea che gli eventi tristi spesso hanno un’altra chiave di lettura: quella buffa. Nonostante si passi continuamente dalla casa alle scale del palazzo, dalla strada a uno studio medico, lo spazio scenico praticato resta stretto e circoscritto come la vita di Tina, ma qualcosa lo rende ampio come la sua anima.

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L'onore perduto

L’irreprensibile e prude segretaria Katharina Blum incontra a un ballo di carnevale Ludwig Götten, un piccolo criminale, sospetto terrorista. Trascorre la notte con lui e l’indomani, non del tutto consapevole della situazione, ne facilita la fuga. Katharina, interrogata brutalmente dalla polizia, collabora solo in parte. La stampa scandalistica, attraverso lo spietato giornalista Werner Tötges, viola ripetutamente la privacy di Katharina e manipola le informazioni raccolte, rendendola prima complice del bandito e poi una vera e propria estremista. La vita di Katharina viene sconvolta: riceve minacce, i suoi conoscenti vengono emarginati, il suo onore viene definitivamente compromesso. La polizia e lo Stato non la tutelano. Dapprima disperata, poi lucida nel suo isolamento, Katharina Blum si vendica uccidendo Tötges. <br>Nonostante il tema drammatico, la struttura è lieve, ironica e piena di simpatia per il personaggio. Lo scrittore, non fa che parodiare il linguaggio della stampa scandalistica, con i suoi luoghi comuni, le moralizzazioni spicciole, la sua piattezza intrinseca. La forma del romanzo è quella del giallo: si parte dall'atto già avvenuto, andando avanti e a ritroso, permettendoci così di vedere quell'incubo mediatico che avvolge la protagonista, con le menzogne che ne distruggono le relazioni sociali ed intime, portandola al gesto estremo.

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Fronte del porto

Alessandro Gassmann dirige Fronte del porto, trasferendo nella Napoli di 40 anni fa la vita degli operai vittime della criminalità e di colui che per primo è riuscito ad alzare la testa. Capolavoro cinematografico del 1954 di Elia Kazan con Marlon Brando, la pièce racconta una città misera, sconsolata e popolata di personaggi palpitanti, nell’adattamento di Enrico Ianniello che, in equilibrio tra teatro cinema e letteratura, traduce per la scena la storia di sopruso mafioso ispirata al romanzo di Budd Schulberg.

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La Menzogna

Vaudeville contemporaneo, Zeller prova la sua abilità con infinite varianti sul tema del desiderio, del tradimento della verità e della menzogna.
Due coppie di amici, una cena convocata dopo molto tempo e un grande disagio che improvvisamente si presenta fra loro. 
Nulla di “nuovo” ma grande abilità nella declinazione delle varianti, fra le parole si nascondono frustrazioni e risentimenti, bugie e sensualità.
È una ridicola resa dei conti che mostra la falsa morale che si nasconde dietro le convenzioni, Paolo e Alice, Lorenza e Michele credono di vivere in un sistema di valori condivisi che si possono facilmente trasgredire.
Ma la dimensione non è psicologica: tutto è affidato alla parola, al teatro; si tratta di un abile gioco di maschere, un gioco divertente e crudele che rende confusi i confini fra la menzogna e la verità, il reale e l’immaginario. L’adulterio sembra essere l’unico orizzonte della vita coniugale. Ma non è necessario distinguere così chiaramente la verità dalla menzogna.
La commedia costringe gli attori ad abbandonare l’arco psicologico o narrativo dei personaggi, perché di volta in volta ognuno di loro è chiamato a recitare o giocare un ruolo opposto a quello che ha vissuto nella scena precedente e deve farlo con molta leggerezza senza dare la sensazione di stare mentendo.
E’ l’architettura della commedia che si fa carico della narrazione e l’attore deve sforzarsi di non essere più intelligente della situazione in cui si trova.

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L'Operazione

Quattro attori mettono in scena una pièce sulle Brigate Rosse e un famoso critico teatrale, loro vera ossessione, non si presenta alla recita. Accecati dal delirio combattente dei personaggi che interpretano, lo sequestrano e lo costringono a vedere lo spettacolo. Dialoghi frizzanti e gran ritmo per il testo vincitore Premio Eti 2009.

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Il cielo sopra il letto

Quattro attori mettono in scena una pièce sulle Brigate Rosse e un famoso critico teatrale, loro vera ossessione, non si presenta alla recita. Accecati dal delirio combattente dei personaggi che interpretano, lo sequestrano e lo costringono a vedere lo spettacolo. Dialoghi frizzanti e gran ritmo per il testo vincitore Premio Eti 2009.

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La grande magia

Lluís Pasqual, artista poliedrico e da sempre affascinato dal tema dell’illusione teatrale, affronta La grande magia, la commedia di Eduardo De Filippo il cui tema centrale è proprio il rapporto tra realtà, vita e illusione. 
Durante uno spettacolo di magia, il Professor Otto Marvuglia esegue un numero con il quale fa “sparire” la moglie di Calogero Di Spelta, allo scopo di consentire alla donna di fuggire con il suo amante e facendo credere al povero marito che potrà ritrovarla solamente se aprirà, con totale fiducia nella sua fedeltà, la scatola in cui sostiene sia rinchiusa. Ma quando la donna, pentita del suo gesto ritorna sui suoi passi, il marito si rifiuta di riconoscerla, preferendo alla realtà della situazione l’illusione di una moglie fedele, custodita in quella magica e inseparabile scatola.

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Ditegli sempre di sì

Ditegli sempre di sì è uno dei primi testi scritti da Eduardo, un’opera vivace, colorata il cui protagonista è un pazzo metodico con la mania della perfezione; una commedia molto divertente che, pur conservando le sue note farsesche, suggerisce serie riflessioni sul labile confine tra salute e malattia mentale. In Ditegli sempre di sì la pazzia di Michele Murri è vera, infatti è stato per un anno in manicomio e solo la fiducia di uno psichiatra ottimista gli ha permesso di ritornare alla vita normale. Michele è un pazzo tranquillo, socievole, cortese, all’apparenza l’uomo più normale del mondo, ma in verità la sua follia è più sottile perché consiste essenzialmente nel confondere i suoi desideri con la realtà che lo circonda; eccede in ragionevolezza, prende tutto alla lettera, ignora l’uso della metafora, puntualizza e spinge ogni cosa all’estremo. Tornato a casa dalla sorella Teresa si trova a fare i conti con un mondo assai diverso dagli schemi secondo i quali è stato rieducato in manicomio; tra equivoci e fraintendimenti alla fine ci si chiede: chi è il vero pazzo? E qual è la realtà vera?

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I soliti ignoti

I SOLITI IGNOTI

La commedia è la prima versione teatrale del mitico film di Monicelli, uscito nel 1958 e diventato col tempo un classico imperdibile della cinematografia italiana e non solo.
Le gesta maldestre ed esilaranti di un gruppo di ladri improvvisati sbarcano sulle scene rituffandoci nell'Italia povera ma vitale del secondo dopoguerra.
L'adattamento è fedele alla meravigliosa sceneggiatura di Age e Scarpelli senza rinunciare a trovate di scrittura e di regia per rendere moderna quell'epoca lontana.
Il cast si avvarrà di attori di primo piano cresciuti alla lezione di quei mostri sacri della recitazione che sono stati Gassman, Mastroianni, Totò e gli altri attori del film.
Uno spettacolo divertentissimo ed emozionante, assolutamente da non perdere.

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La grande magia

n grande omaggio a Eduardo firmato da Lluís Pasqual che porta in scena La grande magia, testo del 1948, fra i primi della lucida e cupa Cantata dei giorni dispari. Una lezione di verità strepitosa in cui la risata indulgente sui vizi e i difetti dell’umanità si trasforma in una caustica denuncia dei miserevoli comportamenti umani e delle loro conseguenze. Sul palco il «giuoco eterno» della tragedia della vita, con le sue atroci, brillanti e feroci illusioni.

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Abracadabra La notte dei miracoli

ABRACADABRA ~ La Notte dei Miracoli uno straordinario spettacolo con i migliori artisti del panorama Magico nazionale e internazionale. Una serata emozionante per assistere dal vivo alla vera Magia. Lasciatevi trasportare nell'universo dell'Illusione con una vera esperienza Magica all'insegna dell'Amore e della solidarietà. Parte del ricavato sarà devoluto a "Uniphelan Onlus" associazione a sostegno dei bambini affetti dalla Sindrome di Phelan McDermid.La data7 dicembre Roma, Teatro Ghione

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Edoardo Leo

Un reading-spettacolo che raccoglie appunti, suggestioni, letture e pensieri che l’attore e regista romano Edoardo Leo ha raccolto dall'inizio della sua carriera ad oggi. Venti anni di appunti, ritagli, ricordi e risate, trasformati in uno spettacolo coinvolgente, che cambia forma e contenuto ogni volta, in base allo spazio e all’occasione. È uno spettacolo che fa sorridere e riflettere, che racconta spaccati di vita umana unendo parole e musica. Una riflessione su comicità e poesia per spiegare che, in fondo, non sono così lontane.

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Notre Dame de Paris

Dopo il travolgente successo di pubblico delle precedenti stagioni, con la cifra record di 4 milioni di spettatori, torna a teatro nel 2019 Notre Dame de Paris, l’opera moderna più famosa al mondo tratta dall’omonimo romanzo di Victor Hugo con le musiche di Riccardo Cocciante e le liriche originali di Luc Plamondon.

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Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban

Dopo gli storici eventi del "Gladiatore in concerto" al Colosseo e al Circo Massimo nel 2018, l’Orchestra Italiana del Cinema torna, a grande richiesta, a Roma il 29 e 30 dicembre 2019 all’Auditorium Parco della Musica, Sala Santa Cecilia per presentare “Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban™ in Concerto” (terzo capitolo della celebre saga di J.K. Rowling).
Una straordinaria formazione di oltre 120 musicisti tra Orchestra e Coro, eseguirà dal vivo la magica partitura di John Williams sotto la direzione dal Maestro Timothy Henty, in perfetto sincrono con l’intero film proiettato in alta definizione con dialoghi ed effetti speciali su uno schermo di oltre 12 metri.

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Popolizio legge Belli

Popolizio legge Belli per il pubblico dell’Argentina in una serata-evento tra i versi affilati, cinici, disperati e rivoluzionari del cantore della Città eterna più acclamato di tutti i tempi, Gioachino Belli. La voce del regista e attore Massimo Popolizio ci accompagna fra i sonetti erotici e filosofici per parlare della Roma di oggi e di sempre, riscoprendo il celebre spirito di un popolo che appariva al poeta come una “grandiosa macchina parlante”, tutt’uno con la sua città.

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Il lago dei cigni

Musica Pëtr Il’ič Čajkovskij

Balletto in un prologo e quattro atti
Durata: 2h 30 circa con 1 intervallo
direttore Nir Kabaretti e Carlo Donadio (7, 8 gennaio)
coreografia Benjamin Pech

da Marius Petipa e Lev Ivanov
SCENE E COSTUMI Aldo Buti
LUCI Vinicio Cheli

PRINCIPALI INTERPRETI

Amandine Albisson
Susanna Salvi
Daniel Camargo
Germain Louvet
Claudio Cocino

Orchestra e Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma

Allestimento Teatro dell’Opera di Roma

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I Capuleti e i Montecchi

Musica di Vincenzo Bellini

Opera in due atti
libretto di Felice Romani

Prima rappresentazione assoluta, Teatro La Fenice di Venezia, 11 marzo 1830

Direttore

Daniele Gatti

Regia, scene, costumi, luci

Denis Krief
 

 

MAESTRO DEL CORO Roberto Gabbiani

 

PRINCIPALI INTERPRETI

ROMEO Anna Goryachova  / Vasilisa Berzhanskaya

GIULIETTA Mariangela Sicilia/ Benedetta Torre

TEBALDO Iván Ayón Rivas / Giulio Pelligra

LORENZO Nicola Ulivieri

CAPELLIO Alessio Cacciamani

 

Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma

 

Nuovo allestimento
con sovratitoli in italiano e inglese

 

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La scuola delle mogli

La scuola delle mogli; è una commedia sapiente e di sorprendente maturità: vi si respira un’amarezza ed una modernità come solo negli ultimi testi Molière riuscirà a trovare. Vi è la gioia e il dolore della vita, il teatro comico e quello tragico, come in Shakespeare. Il tutto avviene in un piccolo mondo con pochi personaggi.<br> M’immagino una scena che è una piazza, come in una città ideale, con la sua prospettiva, la sua geometria, dove al centro vi è una casa girevole, al cui interno possiamo vedere una scala che porta ad una camera che è anche una cella, una stanza delle torture. L’azione avviene nello spazio tra questa casa ed un’altra, che non vediamo, appartenenti entrambe al protagonista, il quale si fregia di un doppio nome e di una doppia identità, come doppia è la sua natura. Egli è uno spietato cinico ma anche un innamorato ossessivo, un indefesso fustigatore delle debolezze altrui come anche una fragilissima vittima del proprio gioco. Al centro una giovane donna cavia di un esperimento che solo una mente maschilista e misantropica poteva escogitare: è stata presa da bambina, orfana, e poi lasciata nell’ignoranza di tutto per poter essere la moglie ideale, vittima per non dire schiava, del futuro marito che la dominerà su tutti i piani, economici, culturali, psicologici. La natura, l’istinto, l’intelligenza del cuore renderanno però vano il piano penitenziale e aguzzino che si è tramato intorno a lei. (…)<br> Una commedia alla Plauto che nasconde uno dei testi più moderni, contraddittori ed inquieti sul desiderio e sull’amore. Dove si dice che la natura da maggiore felicità che non le regole sociali, che gli uomini si sono dati. Dove il cuore senza saperlo insegna molto di più di qualsiasi scuola. Dove Molière riesce a guardarsi senza pietismo, senza assolversi, ma anzi rappresentandosi come il più colpevole di tutti, il più spregevole (ma forse anche il più innamorato), riuscendo ancora una volta a farci ridere di noi stessi, delle nostre debolezze ed incompiutezze, della miseria di essere uomini.

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Il lago dei cigni

ATTO I
SCENA 1
A castello si sta celebrando una festa in onore del principe Siegfried, che ha compiuto la maggiore età ed è circondato da amici e cortigiani che ballano e danzano insieme a lui. Si unisce ai festeggiamenti anche la madre di Siegfried, la regina regnante, che esorta il figlio a scegliere una sposa tra le fanciulle che lei ha invitato al ballo che si terrà il giorno successivo. Ad un certo momento, nel bel mezzo della festa, gli ospiti entrano nel castello, e Siegfried rimane solo. Assorto nei suoi pensieri, cerca un po’ di tranquillità e si dirige verso il vicino lago. Mentre sta osservando le rovine diroccate di un vecchio castello, alcuni cigni in volo catturano la sua attenzione e lo spingonoad imbracciare la sua balestra per andare a cacciare nel bosco.

SCENA 2
Siegfried, sulle rive del lago, rimane meravigliato a fissare alcuni cigni bianchi che, non appena giunti a riva, si trasformano misteriosamente in ragazze. A colpirlo in particolare la bellezza di una di loro, Odette. La fanciulla, così come le altre giovani donne, è vittima di un incantesimo che la costringe ad essere un cigno durante il giorno, per poi assumere sembianze umane soltanto di notte. Solo un uomo davvero innamorato e fedele potrà rompere l’incantesimo. Siegfried giura ad Odette eterno amore e le assicura che non sposerà nessun’altra donna. Nel frattempo è giunta l’alba e le fanciulle sono richiamate al lago dal malvagio mago Rothbart, che le trasforma nuovamente in cigni.

ATTO II
SCENA 1
A castello iniziano i festeggiamenti. Siegfried è ancora pensieroso, nel suo cuore c’è ancora Odette e si rifiuta di scegliere una delle sei pretendenti giunte a palazzo poiché nessuna può competere con la sua amata. Quand’ecco che uno squillo di tromba annuncia l’arrivo di nuovi ospiti: uno strano cavaliere che scorta Odette, accompagnato da un seguito di cigni neri. Si tratta del mago Rothbart e della figlia Odile che, grazie alla magia di cui è capace il padre, ha assunto l’aspetto di Odette. Siegfried cade nella trappola e si promette alla fanciulla che crede la sua amata Odette. Nello stesso istante però Siegfried scorge la vera Odette, capisce di essere stato ingannato e disperatamente corre fuori dal castello per cercare di raggiungerla.

SCENA 2
Odette raggiunge il lago e racconta alle altre fanciulle ciò che ha visto al castello: il principe ha rotto il suo giuramento e lei è destinata a rimanere cigno per sempre. Disperato Siegfried arriva sulle sponde del lago implorando il perdono di Odette, che lo perdona in virtù del suo amore. Appare Rothbart che, ostinato ad ostacolare i due amanti, dà inizio ad un duello col principe durante il quale viene miseramente sconfitto. L’alba arriva e finalmente Siegfried ed Odette possono coronare il loro sogno d’amore: il sortilegio si è spezzato.

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Disney on ice - Frozen

Topolino e i suoi amici presentano una spettacolare produzione Disney On Ice! Cantate anche voi con Anna, Elsa e Olaf. E poi c’è Sebastian con Ariel e la vivace Rapunzel con il suo affascinante amico Flynn Rider, mentre la Bella e la Bestia vi accompagneranno nel loro castello incantato sul ghiaccio. Non perdete questo spettacolo indimenticabile per voi e per la vostra famiglia!
 

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Un nemico del popolo

Applaudito da oltre 17.000 spettatori per 31 repliche nella scorsa Stagione, torna sul palco dell’Argentina Un nemico del popolo, lo straordinario viaggio etico- politico del Dottor Stockmann, creatura nata dalla penna di Henrik Ibsen e portata alla vita dall’energia e della sapienza di Massimo Popolizio, regista e interprete dell’acclamato allestimento. In scena il dilemma morale che divide due fratelli in una lotta politica senza esclusione di colpi.

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Belle ripiene

Dopo la riuscitissima commedia “Smetti di Piangere Penelope”, Massimo Romeo Piparo torna a firmare uno spettacolo di prosa tutto al femminile.

L’affiatatissimo trio artefice del successo della piece francese sull’annoso tema dell’orologio biologico- D’Aquino, Lanfranchi, Sardo- affiancato dalla new entry Rossella Brescia, torna a proporre un esilarante spaccato di vita femminile dove protagonisti del racconto sono questa volta– guarda un po’!- il cibo e gli uomini: le donne amano mangiare ma poi si costringono a infernali diete dimagranti…ci sarà un elemento in comune tra il loro rapporto col cibo e quello con gli uomini…?

Questa gustosa commedia dimagrante è ambientata nel regno delle donne ovvero dentro una cucina tra pentole e fornelli.

La particolarità è che in questo caso i fornelli e la cucina sono veri.

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Kinky Boots

Teatro Nuovo di Milano è orgoglioso di annunciare la nuova produzione: KINKY BOOTS, il favoloso musical che ha debuttato a Broadway nel 2013 aggiudicandosi sei premi alla 67ª edizione dei Tony Awards, tra cui miglior musical e miglior colonna sonora.

La musica e i testi sono di Cyndi Lauper e libretto è firmato da Harvey Fierstein. Il musical, nel 2015 ha debuttato a Londra ed è pronto a conquistare Roma.

Kinky Boots, vincitore di tutti i maggiori premi Best Musical, tra gli spettacoli più apprezzati di Broadway e del West End di Londra, è una favolosa celebrazione musicale dell’amicizia e della convinzione che può cambiare il mondo quando, si cambia idea, quando si riesce a vedere tutto con altri occhi.

Kinky Boots ci trascinerà dagli angusti spazi della fabbrica, alle sfilate glamour di Milano. Charlie Price eredita dal padre la fabbrica di scarpe di famiglia, ormai ridotta al lastrico. È costretto a licenziare alcuni dipendenti e, per risollevare le sorti dell'azienda, capisce che deve assolutamente diversificare la sua produzione. Serve un’idea straordinaria che arriverà proprio

assistendo allo spettacolo di Lola, una favolosa drag queen che, per esigenze sceniche, ha bisogno di nuovi stivali, forti e robusti.

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ASCANIO CELESTINI

Il 23 marzo 1944 i Gruppi d’Azione Patriottica attaccano una colonna tedesca in via Rasella. Il 24 marzo, per rappresaglia, i nazisti uccidono 335 persone in una cava sulla via Ardeatina, dieci italiani per ogni tedesco morto.
A vent’anni dal debutto, Ascanio Celestini porta in scena Radio clandestina, spettacolo che riflette sulla storia e sulla memoria a partire da uno degli episodi più tragici dell’occupazione nazista in Italia.

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Ghost - il Musical

Ghost Il Musical: un’appassionante storia d’amore capace di far sognare ancora oggi tutti noi. Romanticismo, thriller e commedia per un Musical senza tempo che ci commuove sulle note della bellissima colonna sonora dove non poteva mancare l’indimenticabile brano “Unchained Melody”dei The Righteous Brothers.

Trasposizione fedele del cult-movie della Paramount, tra i maggiori successi del cinema di tutti i tempi e vincitore dell’Oscar per la sceneggiatura, è riscritto per il palcoscenico dallo stesso sceneggiatore, Bruce Joel Rubin.
Molly, Sam e la travolgente sensitiva Oda Mae Brown lasceranno il pubblico senza fiato.

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Destinati all'estinzione

C’è chi parla con il cane e lo fa mentre lo veste, c’è chi guida mentre manda messaggi con il cellulare e c’è chi vuole fare la rivoluzione ma la fa solo su Facebook, c’è chi parcheggia la macchina nel posto riservati ai disabili “tanto sono 5 solo minuti”.
C’è chi festeggia il complemese, chi dice ciaone e chi fa l’Apericena. Ma soprattutto c’è chi crede che la terra sia piatta e probabilmente si è anche convinto che la colpa sia di Silvio.
Sono questi i piccoli segnali che fanno presagire un ritorno… quello dei Dinosauri.
Amici miei, che ci piaccia o no, siamo “DESTINATI ALL’ESTINZIONE”.

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Arlecchino servitore di due padroni

Un gioioso tuffo nella Commedia dell’Arte con l’Arlecchino servitore di due padroni di Goldoni per la regia di Valerio Binasco, che si confronta con la grande tradizione comica italiana in questo formidabile congegno teatrale dai meccanismi vorticosi.

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THE FULL MONTY – IL MUSICAL

A vent’anni dalla prima edizione del Musical di Broadway, torna in Italia una riedizione totalmente rinnovata a firma di Massimo Romeo Piparo. Protagonisti d’eccellenza i campioni di incasso di Mamma Mia!, Paolo Conticini e Luca Ward che, con Gianni Fantoni, Jonis Bascir, Nicolas Vaporidis e un grande cast con orchestra dal vivo, daranno “corpo” e anima ai disoccupati più intraprendenti della Storia del Musical. Ovviamente, per le spettatrici più “golose”, sul finale è garantito il “full monty” (servizio completo…). Dal team creativo e i protagonisti di Mamma Mia!, un altro imperdibile successo prodotto dalla Peeparrow Entertainment che vi farà saltare sulle poltrone con una colonna sonora travolgente, tante risate e una bellissima storia di riscatto sociale.

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Mine Vaganti

Il giovane Tommaso torna nella grande casa di famiglia a Lecce con l’intenzione di comunicare al variegato clan dei parenti chi veramente è: un omosessuale con ambizioni letterarie e non un bravo studente di economia fuori sede come tutti credono. Ma la sua rivelazione viene bruciata sul tempo da una rivelazione ancora più inattesa e scioccante del fratello Antonio. Tommaso è costretto a fermarsi a Lecce, rivedere i suoi piani e lottare per la verità, contro un mondo famigliare pieno di contraddizioni e segreti.

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Il nodo

Un’aula di una scuola pubblica. È l’ora di ricevimento per una insegnante di una 5° classe elementare. È tesa, ha la testa altrove, è in attesa di una telefonata che non arriva mai. Al colloquio si presenta inaspettatamente la madre di un suo allievo. Vuole parlarle, ma non sarà un dialogo facile. Suo figlio alcuni giorni prima è stato sospeso, è tornato a casa pieno di lividi e lei vuole a tutti i costi capire il perché. È stato vittima di bullismo o forse lui stesso è stato un molestatore... forse l’insegnante l’ha trattato con asprezza...
Sciogliere questo nodo, cercare la verità è l’unica possibilità a cui aggrapparsi. Perché, come conseguenza del fatto, il figlio ha commesso qualcosa di tremendo, di irreparabile. E solo un confronto durissimo tra le due donne potrà dare un senso al dolore, allo smarrimento e al loro reciproco, soffocante senso di colpa.

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Angelo Duro - Da Vivo

Dopo il successo di pubblico e di critica dell’ultima tournée teatrale che ha registrato ovunque il sold out, Angelo Duro con la sua comicità dissacrante torna a calcare il palcoscenico del Teatro Brancaccio con il nuovo spettacolo (anche se lui non lo chiama spettacolo ma “stile di vita”) DA VIVO. Si annuncia esilarante il one man show del comico da quasi due milioni di followers, seguitissimo dal pubblico per la sua ironia cinica e imprevedibile che fa ridere e insieme riflettere. È lui stesso ad affermare: : “Chi vi dice che parlerò? Posso starmene pure quaranta minuti in silenzio. Chi me lo vieta?”. Bisognerà vederlo live per scoprire cosa racconterà questa volta.

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Imitation of Life

Arriva sul palco dell’Argentina Imitation of Life, il capolavoro iperrealista di Kornél Mundruczó, rinomato regista e sceneggiatore cinematografico ungherese tra i più significativi e apprezzati nel panorama contemporaneo internazionale. Un docudramma intenso e avvincente, di eccezionale intensità, che posa uno sguardo lucido sulle contraddizioni di una società – ungherese e non solo – in cui sempre più la violenza e la discriminazione si presentano come risposte ad un disagio profondo, strutturato, radicato. Opera multimediale, suggestiva ma di spirito fortemente naturalista, lo spettacolo ha ricevuto numerosi e prestigiosi riconoscimenti internazionali, che ne hanno premiata la sorprendente proposta scenica, che abbandona la violenza e la
provocazione per offrire uno scorcio intimo e silenzioso del destino degli individui. 

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The Opera Locos

Dopo il grande successo in Spagna, Francia e Messico arriva in Italia THE OPERA LOCOS per poi proseguire la sua tournee in Usa, Canada e Gran Bretagna!

Cinque tra i più famosi cantanti lirici del mondo sono convocati per un evento unico che ripercorre i più grandi classici dell'opera. Le premesse sono quelle per una serata gloriosa… o così sarebbe dovuto essere. L'evento inizia alla grande ma ben presto sembra chiaro che il palcoscenico è troppo piccolo per accogliere degli ego così ingombranti. Il caotico risvolto dello spettacolo originerà momenti di incredibile comicità per il pubblico che sarà testimone di un inesorabile scontro di cinque vanesie “prime donne” in una sfida fino all’ultima Aria. Sarà una serata da ricordare!
La trama segue cinque personaggi pazzi che si esprimono attraverso frammenti di Arie di opere famose, mescolate tra di loro o con temi di varietà, riorganizzati o parodiati.

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Che disastro Peter Pan

Dal 2016 il pubblico di tutta Italia apprezza ed applaude il “tragico” cast di Che disastro di commedia - versione Italiana del pluripremiato successo planetario The play that goes wrong, - rappresentata con successo al Teatro Brancaccio, dove una compagnia amatoriale nel corso della recita è sottoposta a una serie di imprevisti che mettono a dura prova la loro professionalità.

Dagli stessi autori, arriva CHE DISASTRO PETER PAN, versione Italiana della commedia inglese campione d’incassi Peter Pan goes wrong e promette di aumentare il caos e le risate che ne scaturiscono, determinando l’ennesimo fallimento della sgangherata Compagnia amatoriale dello sperduto “Sant’Eufrasio Piedimonte”, compagnia che si ripropone ancora più ambiziosa rispetto al passato.  Quando il regista apparirà sul palcoscenico, con il suo assistente/co-regista si inizieranno a percepire le tensioni alla base di questa ennesima, tentata, impresa teatrale. Come per Che disastro di commedia, le porte non si apriranno, gli oggetti scompariranno per ricomparire altrove, gli effetti sonori saranno inevitabilmente anticipati o ritardati e gli attori, impegnati in ruoli multipli, combatteranno ancora una volta contro inconvenienti tecnici e non ricordando le battute, intrappoleranno gli altri in “loop” esasperanti. Una farsa che cela un intenso lavoro sugli attori e trucchi teatrali sorprendenti.

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Che disastro Peter Pan

Dal 2016 il pubblico di tutta Italia apprezza ed applaude il “tragico” cast di Che disastro di commedia - versione Italiana del pluripremiato successo planetario The play that goes wrong, - rappresentata con successo al Teatro Brancaccio, dove una compagnia amatoriale nel corso della recita è sottoposta a una serie di imprevisti che mettono a dura prova la loro professionalità.

Dagli stessi autori, arriva CHE DISASTRO PETER PAN, versione Italiana della commedia inglese campione d’incassi Peter Pan goes wrong e promette di aumentare il caos e le risate che ne scaturiscono, determinando l’ennesimo fallimento della sgangherata Compagnia amatoriale dello sperduto “Sant’Eufrasio Piedimonte”, compagnia che si ripropone ancora più ambiziosa rispetto al passato.  Quando il regista apparirà sul palcoscenico, con il suo assistente/co-regista si inizieranno a percepire le tensioni alla base di questa ennesima, tentata, impresa teatrale. Come per Che disastro di commedia, le porte non si apriranno, gli oggetti scompariranno per ricomparire altrove, gli effetti sonori saranno inevitabilmente anticipati o ritardati e gli attori, impegnati in ruoli multipli, combatteranno ancora una volta contro inconvenienti tecnici e non ricordando le battute, intrappoleranno gli altri in “loop” esasperanti. Una farsa che cela un intenso lavoro sugli attori e trucchi teatrali sorprendenti.

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Don Chisciotte

Chi è pazzo? Chi è normale?
Forse chi vive nella sua lucida follia riesce ancora a compiere atti eroici. Di più: forse ci vuole una qualche forma di follia, ancor più che il coraggio, per compiere atti eroici.
La lucida follia è quella che ti permette di sospendere, per un eterno istante, il senso del limite: quel “so che dobbiamo morire” che spoglia di senso il quotidiano umano, ma che solo ci rende umani.
L'animale non sa che dovrà morire: in ogni istante è o vita o morte. L'uomo lo sa ed è, in ogni istante, vita e morte insieme. Emblematico in questo è Amleto, coevo di Don Chisciotte, che si chiede: chi vorrebbe faticare, soffrire, lavorare indegnamente, assistere all’insolenza dei potenti, alle premiazioni degli indegni sui meritevoli, se tanto la fine è morire?
Don Chisciotte va oltre: trascende questa consapevolezza e combatte per un ideale etico, eroico. Un ideale che arricchisce di valore ogni gesto quotidiano. E che, involontariamente, l'ha reso immortale.
È forse folle tutto ciò? È meglio vivere a testa bassa, inseriti in un contesto che ci precede e ci forma, in una rete di regole pre-determinate che, a loro volta, ci determinano? Gli uomini che, nel corso dei secoli, hanno osato svincolarsi da questa rete - avvalendosi del sogno, della fantasia, dell'immaginazione - sono stati spesso considerati “pazzi”. Salvo poi venir riabilitati dalla Storia stessa. Dopotutto, sono proprio coloro che sono folli abbastanza da credere nella loro visione del mondo, da andare controcorrente, da ribaltare il tavolo, che meritano di essere ricordati in eterno: tra gli altri, Galileo, Leonardo, Mozart, Che Guevara, Mandela, Madre Teresa, Steve Jobs e, perché no, Don Chisciotte.

Alessio Boni

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Dolore sotto chiave

Un dittico con la regia di Carlo Cecchi che riunisce due atti unici di Eduardo De Filippo: Dolore sotto chiave e Sik-Sik, l’artefice magico. Due piccoli gioielli della tradizione eduardiana che sono una riflessione sul mondo del teatro come metafora della vita.
Il grande maestro del teatro Carlo Cecchi, funambolo e innovatore della scena che ha attraversato il Novecento, restituisce con questo dittico l’amarezza e il realismo di Eduardo De Filippo, la sua capacità di graffiare anche con una sola, fulminea invenzione paradossale. Un incontro tra due intelligenze severe, inflessibili e rivoluzionarie del palcoscenico che hanno da sempre combattuto, dentro e fuori la scena, per un “teatro vivente”. Un rigoroso esempio di coscienza critica nel classico gioco “del teatro nel teatro”, proprio attraverso quella contrapposizione tra realtà e finzione, spinta oltre l’asfittico dibattito tra vita e forma. Due anime artistiche vigorose si saldano così sulle tavole del palcoscenico, per entrambi “specchio” in cui la realtà si riflette nella finzione e viceversa. Con Dolore sotto chiave e Sik-Sik, l’artefice magico Carlo Cecchi offre al pubblico un doppio Eduardo, dalla prospettiva e con lo sguardo di un uomo, prima che un artista, che ha dedicato una carriera e una vita all’arte del teatro.

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Barbara Foria in EU...FORIA

Approda  per una one night al Teatro Brancaccio la prorompente comicità dell’attrice napoletana con il meglio della sua produzione artistica e dei suoi personaggi.

“IL MEGLIO DI…” raccoglie il meglio dei monologhi che Barbara Foria ha scritto e portato in scena nell’ultimo decennio nei migliori teatri italiani.

Uno spettacolo che contiene tutte le risposte alle domande che nessuno le ha mai fatto. Perché il problema, checché ne dica la Mannoia, non è tanto quello che le donne non dicono, ma quello che le donne dicono e gli uomini non capiscono!

Per fortuna con l’età si diventa più saggi e così impari finalmente a vivere; impari a mostrare gli anni e nascondere i danni; impari che quando la vita ti offre limoni la cosa migliore è cercare qualcuno da limonare; impari che la forma dell’amore non e’ a cuore ma rotonda, un po’ come la sua pancia ed i tuoi fianchi, e ti accorgi così che innamorarsi a 20 anni significa avere tanti sogni nel cassetto, ma superati i 40 in quel cassetto trovi solo un sacco di medicine ordinanatamente disposte in ordine alfabetico.

In fondo va bene così: il compito di renderci felici non spetta agli altri, ma a noi stesse.

Dobbiamo solo cominciare a farci del bene: non fiori, ma sandali di Jimmy Choo, non massaggi, ma viaggi a Cuba!

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Nel Nostro Piccolo - Ale e Franz

Nel nostro piccolo è un viaggio alla ricerca del nostro punto di partenza, quello che ha mosso la nostra voglia e ricerca di comicità̀. Ma Ridendo. Il racconto di un mondo visto dalla parte di chi ha il coraggio, con le proprie idee, di vedere dentro la vita di ognuno. Raccontare le piccolezze, le sconfitte, le paure che ci accompagnano. Sempre Ridendo. Il coraggio di vivere storie non sempre vincenti. La forza di trasmettere emozioni vere: i fallimenti di una vita, la delusione degli ideali, la conoscenza profonda di sentimenti penetranti, come l’amore. La gioia della vita. Ridendo ovviamente. Ridendo riusciamo a scoprire i nostri difetti.
La risata è il nostro veicolo fondamentale per riuscire a parlare di noi senza prenderci troppo sul serio.

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Misericordia

Emma Dante porta sul palco dell’Argentina le atmosfere tragiche ed esuberanti del suo teatro per parlarci di una ferita italiana: quella della disperata e sconfinata solitudine di un popolo di donne offese dalla violenza. Sul palcoscenico la storia di «tre puttane e un ragazzo menomato che vivono in un tugurio» dà vita ad una realtà squallida, intrisa di povertà, analfabetismo e provincialismo, per esplorare l’inferno di un degrado terribile, sempre più ignorato dalla società.

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La valle dell’Eden

Uno dei capolavori della narrativa americana al Teatro Argentina con La valle dell’Eden diretto da Antonio Latella. Una messinscena-evento dal bestseller di John Steinbeck che riflette sugli interrogativi, i timori e le speranze del nostro tempo mettendo al centro la parola: quella del grande scrittore e quella data in voce, vibrante sul palco, in lotta tra creazione e responsabilità.

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Così è (se vi pare)

Filippo Dini dirige e interpreta un Pirandello (il suo primo) che guarda a Buñuel. In un claustrofobico interno borghese, il mistero della signora Frola e del signor Ponza, suo genero, assume i contorni surreali di un sogno. I veri pazzi? I pettegoli che stanno a guardare.

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