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Il Cristo Portacroce

Le Gallerie Nazionali di Arte Antica presentano per la prima volta al pubblico dal 25 gennaio al 30 giugno 2019, nella sede di Galleria Corsinia Roma, un capolavoro recentemente riscoperto di Giorgio Vasari: il Cristo Portacroce, realizzato per il banchiere e collezionista Bindo Altoviti nel 1553.
Il dipinto costituisce uno dei vertici della produzione dell’artista aretino e uno degli ultimi dipinti realizzati a Roma prima della sua partenza per Firenze.
Il ritrovamento si deve a Carlo Falciani, esperto studioso di pittura vasariana, che lo ha riconosciuto nel quadro registrato da Vasari nel proprio libro delle Ricordanze, indicandone la data e il nome del prestigioso destinatario.
Il dipinto testimonia un momento assai importante dell’attività romana di Vasari, allora al servizio di papa Giulio III e della sua cerchia.
Riportata nel suo contesto, l’opera si rivela un caso esemplare per capire le pratiche di lavoro di Giorgio Vasari e i caratteri peculiari della sua fortunatissima ‘maniera’.

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Burri e Il Grande Cretto Di Gibellina

Una rilettura del percorso dell'artista a partire dall'opera di Land Art più grande al mondo. La mostra, al Museo Carlo Bilotti dal 23 marzo al 9 giugno 2019, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Curato da Massimo Recalcati con il coordinamento scientifico di Alessandro Sarteanesi, prodotto e realizzato da Magonza editore, il progetto espositivo "La ferita della bellezza. Alberto Burri e il Grande Cretto di Gibellina", partendo da questo grande intervento, risale il percorso dell'artista con una selezione di lavori esemplari, letti in relazione alla poetica della ferita, tema che nell’interpretazione di Massimo Recalcati attraversa la sua intera opera, incidendo la materia, disegnando strappi, lacerazioni, crettature, bruciature, giungendo sino a declinazioni inedite che pensano ad una genesi e a un processo di carattere spirituale.
Culmine del percorso interpretativo sono le fotografie in bianco e nero di Aurelio Amendola sul Grande Cretto. Fotografo che per eccellenza ha raccolto le immagini di Burri, dei suoi lavori e dei processi creativi, Amendola ha realizzato gli scatti in due riprese, nel 2011 e nel 2018, a completamento avvenuto dell’opera (2015). Nel percorso inoltre, il video di Petra Noordkamp – prodotto e presentato nel 2015 dal Guggenheim Museum di New York, in occasione della grande retrospettiva The Trauma of Painting – filma in un racconto poetico e di grande sapienza tecnica l’opera di Burri e il paesaggio circostante.

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Robert Mapplethorpe

Le Gallerie Nazionali di Arte Antica presentano dal 15 marzo al 30 giugno 2019, nella sede di Galleria Corsini a Roma, la mostra Robert Mapplethorpe. L’obiettivo sensibile, a cura di Flaminia Gennari Santori. L’esposizione prosegue il dialogo e l’intreccio tra passato e presente iniziato con l’esposizione di Parade di Picasso nel 2017 e la mostra Eco e Narciso nel 2018, tratto distintivo della strategia delineata dalla direzione del museo.
La mostra, che raccoglie quarantacinque opere, si concentra su alcuni temi che contraddistinguono l’opera di Robert Mapplethorpe (1946 — 1989), notissimo, rivoluzionario e controverso maestro del secondo Novecento: lo studio delle nature morte, dei paesaggi, della statuaria classica e della composizione rinascimentale.
La scelta della curatrice di fare una mostra su Robert Mapplethorpe è ispirata alla pratica collezionistica dell’artista, avido raccoglitore di fotografie storiche, passione che condivideva con il compagno Sam Wagstaff, la cui collezione costituisce un fondo straordinario del dipartimento di fotografia del Getty Museum. La selezione delle opere e la loro collocazione nella Galleria rispondono a diverse intenzioni: mettere in luce aspetti del lavoro di Mapplethorpe che risuonano in modo particolare con la sede museale, intesa come spazio — fisico e concettuale — del collezionismo, per innescare una relazione inedita tra i visitatori, le opere e gli ambienti della Galleria.
Il 2019 è il trentesimo anniversario della morte di Robert Mapplethorpe e questa iniziativa, organizzata in collaborazione con la Robert Mapplethorpe Foundation di New York, si iscrive in una serie di mostre dedicate all’artista, tra le quali una grande retrospettiva al Guggenheim di New York e, in Italia, quella al Museo Madre di Napoli che si concentra in modo inedito sull’intima matrice performativa della pratica fotografica dell’artista.

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Leonardo da Vinci. La scienza prima della scienza

La mostra alle Scuderie del Quirinale intende presentare al grande pubblico la figura di Leonardo da Vinci all’interno della fitta trama di relazioni culturali che pervade l’ingegneria, la tecnica, l’arte e il pensiero tra Quattro e Cinquecento.

Dalla formazione toscana, al soggiorno milanese, fino al tardo periodo romano, la mostra ripercorre l’opera di Leonardo sul fronte tecnologico e scientifico e traccerà le connessioni culturali con i suoi contemporanei, per offrire una visione finalmente ampia di questa grande figura, spesso presentata come genio isolato.

Le sezioni della mostra esploreranno i grandi temi affrontati da Leonardo sul versante del pensiero tecnico e umanistico, al centro del dibattito degli artisti e tecnologi rinascimentali: lo sviluppo di macchine per i grandi cantieri di costruzione, l’utilizzo del disegno e della prospettiva come strumenti di conoscenza e rappresentazione, l’arte della guerra tra tradizione e innovazione, il vagheggiamento di macchine fantastiche come quelle per il volo, la passione per la rappresentazione dell’elemento macchina in quanto tale, l’ideazione di soluzioni negli ambiti del lavoro e della produzione, la riflessione sulla città ideale e lo studio delle vie d’acqua, la riscoperta del mondo classico e una riflessione su come, nel tempo, sia nato e si sia sviluppato il mito di Leonardo.

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Sylvie Fleury

L'Istituto Svizzero è lieto di presentare "Chaussures italiennes", la prima unica esposizione in Italia dell'artista Sylvie Fleury. La tecnica di Fleury consiste in una rappresentazione iniziale di una forma caratteristica che viene poi arricchita, ampliata e ulteriormente sviluppata attraverso l'uso di diversi media. Forma, colore e forma grafica di scarpe, rossetti, carrelli della spesa o riviste di moda.

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Joint is Out of Time

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea presenta la mostra Joint is Out of Time, a cura di Saretto Cincinelli e Bettina Della Casa, un nuovo innesto che ridefinisce l’attuale allestimento della collezione permanente, rinnovandolo con le opere di 7 artisti contemporanei di provenienza internazionale e segnando così un’ulteriore evoluzione del progetto.Disseminate in varie sale della Galleria Nazionale, le opere di Elena Damiani, Fernanda Fragateiro, Francesco Gennari,Roni Horn, Giulio Paolini, Davide Rivalta e Jan Vercruysse si intarsiano nel preesistente delineando l’emergere di un’inedita costellazione il cui disegno appare capace di iscriversi nel corpus di Time is Out of Joint.

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Giacomo Balla

Palazzo Merulana presenta Giacomo Balla. Dal Futurismo astratto al Futurismo iconico una mostra curata da Fabio Benzi e incentrata sul famoso dipinto Primo Carnera del 1933.

Un’opera eccezionale della produzione del Maestro futurista. Dipinta sui due lati, con da una parte Vaprofumo del 1926, un soggetto tipicamente futurista che fu esposto nel 1928 alla mostra personale che Balla tenne agli Amatori e Cultori di Roma e che rappresenta appieno il giocoso sistema sinestetico del futurismo balliano dell’epoca: le forme chiare, i colori tenui, metallici e dorati, intendono evocare l’impressione olfattiva che si sprigiona da un flacone di profumo; la curiosa sagoma “bucata” del quadro rappresenta con le due aperture in alto le narici che percepiscono l’odore.

Sul verso dell’opera nel 1933, l’artista dipinge Primo Carnera che si ispira nitidamente a una foto di Elio Luxardo, amico di Marinetti (di cui fotografa la casa di piazza Adriana) e autore di un impressionante ritratto del pugile pubblicato sulla prima pagina della “Gazzetta dello Sport” nel 1933, quando diventò Campione del Mondo.
Questa immagine, diffusa simultaneamente in tutto il globo, costituisce la base iconografica del dipinto di Balla.

L’intenzione di far coincidere l’immagine dipinta con l’effetto del rotocalco è realizzato dall’artista applicando al fondo del dipinto una rete di metallo su cui poi dipinge, provocando un effetto di “retinatura”, identico a quello prodotto dalle immagini a stampa dei giornali.

Un confronto intenzionale, e per l’epoca straordinario, con i mezzi di diffusione di massa dell’immagine: elemento fondante, molti anni dopo, dell’universo figurativo del “pop art” americano (da Warhol a Lichtenstein).

È evidente che Balla studiasse un possibile sviluppo e rinnovamento del Futurismo trovando ispirazione, in sintonia con la sensibilità quotidiana della gente, nell’immaginario suscitato dal cinema, dalla fotografia di moda e di attualità, che quotidianamente si sfoglia su riviste patinate, che è simultaneamente guardata e imitata da milioni di persone
L’“avanguardia” del gusto è una sorta di immaginario di massa, di “avanguardia di massa”, concetto che egli sottolinea in un proclama futurista pubblicato nel 1930.

La mostra si propone quindi di indagare questo passaggio di stile, che sperimenta immagini che si associano fortemente, quasi violentemente, a quelle dei media dell’epoca, alla nascente iconicità dei divi mediatici (dello sport come del cinema).

In mostra si riuniscono, oltre ad alcuni dipinti più esplicitamente futuristi eseguiti negli stessi anni, le opere eseguite con quella tecnica a “retinatura”, mettendole a confronto con le immagini dei divi, realizzate da grandi fotografi come Luxardo e Ghergo, e con le riviste dell’epoca.

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Istantanee dell'assurdo

Radioattivi contrasti di esperimenti ormai maturi per riprendere il discorso dell’assurdo e del surreale nel teatro, nell’arte, nella letteratura. Intuizione premiata come sempre dalla empatia di un pubblico extra-ordinario (Alda Fendi). 
Con Ionesco, il Rinoceronte e Roma inizia un percorso che proseguirà con Beckett e poi con i film dei surrealisti. Assurdo come l’enfasi piratesca che rinnova il teatro nel dopoguerra, Ionesco e il suo Rinoceronte sono paradosso empatico, longevo, sensuale. Con gli autori dell’assurdo, niente è come sembra (Raffaele Curi)

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La moltitudine che è in ognuno di noi

Viviamo in moltitudine, siamo moltitudine, visto il carattere molecolare e liquido della società. Eppure c’è sempre in ciascuno di noi una sommersa tensione a conservare e sviluppare una propria specifica personalità. Se la moltitudine ci fa tutti eguali, in una continua ripetizione del medesimo, nella psicologia l’uomo ha bisogno di sentirsi unico e irripetibile. E non c’è nulla di più unico ed irripetibile del volto, del nostro volto, del volto di chi ci vive accanto, del volto di altri da noi. Non è un caso che Musia, il luogo in cui vi trovate in questo momento, sia nato dalla centenaria esperienza imprenditoriale della famiglia Jacorossi, che ha fatto della “centralità della persona” una preziosa linea guida.

Di qui il fascino di dialogare con il ritratto come “volto dell’altro”. In un silenzioso faccia a faccia che spinge alla curiosità per una persona conoscibile solo dalle sue sembianze fissate su tela o scolpite; che richiama improvvise ed inaspettate sensazioni; che risveglia e provoca una parte di noi stessi; che mette in circolo un germe di relazione interpersonale; che apre alla meraviglia di immagini non ripiegate su se stesse. Che addirittura provoca il singolo ad una ricerca di alterità dialettica; che è anche segretamente (lontano dalla moltitudine) una ricerca dell’Uno, se Levinas ha scritto che il volto di Dio comincia dal volto dell’altro.

Il rapporto con questi sessanta volti è quindi una “nuda provocazione” a chi guarda; non c’è bisogno di conoscerne gli autori, c’è solo da interpretare i singoli ritratti, come interlocutori di ciascuno di noi, andando oltre l’immediato gradimento o il disinvolto rigetto. Camminare in una paesaggio di volti può diventare, nel libero itinerario dei faccia a faccia, un modo di vivere la moltitudine in una mai banale compagnia.

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Mattia e Gregorio Preti

Le Gallerie Nazionali di Arte Antica presentano dal 22 febbraio al 16 giugno 2019, nella sede di Palazzo Barberini, la mostra Il trionfo dei sensi. Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti, a cura di Alessandro Cosma e Yuri Primarosa.
L’esposizione, che esamina la prima attività di Mattia Preti e la sua formazione nella bottega romana del fratello Gregorio, ruota attorno all’Allegoria dei cinque sensi delle Gallerie Nazionali, una monumentale tela d’impronta caravaggesca, rimasta per anni in deposito presso il Circolo Ufficiali delle Forze Armate. Saranno presenti in mostra altre undici opere che raccontano lo stretto legame esistente tra i due artisti calabresi: da un lato Gregorio, legato a esiti di stampo ancora accademico, e dall’altro il più giovane e talentuoso Mattia, suggestionato dall’universo caravaggesco e già cosciente dei nuovi sviluppi guercineschi e lanfranchiani del barocco romano. In mostra saranno presentati anche importanti dipinti inediti di Mattia: primo fra tutti il monumentale Cristo e la Cananea, in origine nella collezione dei Principi Colonna, opera capitale del periodo romano del pittore, databile su base documentaria al 1646-1647. 

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Le maschere arcaiche della Basilicata

Filo conduttore della mostra 38 opere tra maschere e sculture realizzate dall’artista Nicola Toce narratrici di storie, legate ai territori lucani e alle loro tradizioni, un viaggio nello spazio e nel tempo, alla scoperta di storie e cronache di vita, fra natura impervia e borghi accoglienti.

La mostra è all’interno di una più ampia manifestazione, organizzata dall’Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata, dedicata all’intera Basilicata e alla tradizione del Carnevale lucano, dei riti e dei miti di popoli che ancora oggi raccontano la loro storia.Tra volti antropomorfi, animali fantastici, creature magiche, travestimenti, spiriti e abitatori delle argille, filo conduttore dell’esposizione sono le narrazioni che le maschererealizzate con antiche tecniche di lavorazione e decorazione della cartapesta, sussurrano ai visitatori, trasportandoli in una dimensione altra, accogliente e spaesante, propria della Basilicata antica e contemporanea.

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Costellazione Beuys

La mostra curata da Giuseppe Garrera e Maria Gazzetti è dedicata interamente ai ritrovamenti legati alla figura e all’opera di Joseph Beuys (1921 –1986). Oggetti, manifesti, cartoline, inviti, edizioni, fotografie e segni di affetto dell’artista tedesco testimoniano la diffusione del suo operare e la sua presenza in Italia. Venerdì 7 dicembre Vi offriamo un'occasione davvero speciale: una visita guidata con il curatore Giuseppe Garrera e Petra Richter, una delle più importanti studiose tedesche di Beuys.

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Antonio Fraddosio

Un’installazione etica, un monumento antiretorico dedicato agli operai dell’Ilva e alla città di Taranto. Con il nuovo site specific dello scultore Antonio Fraddosio, l’arte affronta la realtà e in particolare la vicenda drammatica dell’Ilva di Taranto; una denuncia universale contro tutte le situazioni in cui il diritto al lavoro si guadagna dando in cambio la propria salute, la propria vita. Confrontandosi con i particolari spazi del chiostro-giardino della Galleria d’Arte Moderna, Antonio Fraddosio espone dieci grandi lamiere lacerate e contorte, potenti e misteriose, che richiamano le tute che dovrebbero proteggere gli operai dell’Ilva dai tumori, depositate, al termine del turno di lavoro e prima di andare alle docce, in una specie di camera di compensazione. La netta presa di posizione di Fraddosio è anche quella di un uomo del sud, per di più pugliese di nascita, che ha visto con i propri occhi, tante volte nel corso degli anni, l’impressionante trasformazione di Taranto causata dall’impianto siderurgico dell’Ilva, il più grande d’Europa.

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Bird Cage, a temporary shelter

La Galleria Borghese ospiterà in alcuni ambienti del Museo e presso gli spazi dell’Uccelliera e dell’adiacente Giardino segreto di Tramontana, il progetto monumentale site-specific Bird Cage, a temporary shelter, di Zhang Enli.

L’iniziativa si inquadra nell’ambito del programma Committenze Contemporanee che Anna Coliva, direttore della Galleria, ha ideato e sta portando avanti con produzioni di artisti contemporanei ispirate alle suggestioni della Galleria Borghese quale luogo artistico d’eccezione.

Il lavoro dell’artista cinese, infatti, rifletterà sulla relazione tra l’architettura e l’opera d’arte, in particolare sulla peculiarità del rapporto fra la Galleria Borghese e i giardini segreti adiacenti. In un gioco di trasposizioni, echi storici e ibridismi Zhang Enli darà vita a quattro strutture simboliche che rivelano allo spettatore narrazioni inaspettate, che parlano di terre lontane e di contaminazioni, e che trasferiscono la complessità del tempo antico nella realtà ugualmente stratificata del presente.

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Andy Warhol

La vera essenza di Warhol in mostra al Vittoriano. Un’esposizione che con oltre 170 opere traccia la vita straordinaria di uno dei più acclamati artisti della storia.

Il 3 ottobre apre i battenti a Roma, negli spazi del Complesso del Vittoriano – Ala Brasini, un’esposizione interamente dedicata al mito di Warhol, realizzata in occasione del novantesimo anniversario della sua nascita. La mostra Andy Warhol è prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con Eugenio Falcioni & Art Motors srl e curata da Matteo Bellenghi. Una mostra che parte dalle origini artistiche della Pop Art: nel 1962 il genio di Pittsburgh inizia a usando la serigrafia crea la serie Campbell’s Soup, minestre in scatola che Warhol prende dagli scaffali dei supermercati per consegnarli all’Olimpo dell’arte. Seguono le serie su Elvis, su Marilyn, sulla Coca-Cola. L’esposizione, con le sue oltre 170 opere, vuole riassumere l’incredibile vita di un personaggio che ha cambiato per sempre i connotati non solo del mondo dell’arte ma anche della musica, del cinema e della moda, tracciando un percorso nuovo e originale che ha stravolto in maniera radicale qualunque definizione estetica precedente.

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MACRO Asilo

Il 30 settembre con una festa aperta a tutti ha inaugurato il progetto sperimentale Macro Asilo che caratterizzerà il Macro di via Nizza per 15 mesi, fino al 31 dicembre 2019. Il nuovo dispositivo ideato da Giorgio de Finis, curatore del progetto, trasformerà l’intero museo in un vero e proprio organismo vivente, “ospitale” e relazionale, che inviterà all'incontro e alla collaborazione persone, saperi e discipline in una logica di costante apertura e partecipazione della città e del pubblico. L’ingresso sarà, infatti, libero per tutti.

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Paolo Di Paolo

Un racconto delicato, rigoroso e sapiente di un’Italia che rinasceva dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale.

Paolo Di Paolo è stato uno straordinario cantore dell’Italia tra gli anni Cinquanta e Sessanta, che ha pubblicato sul settimanale Il Mondo, del famoso giornalista Mario Pannunzio, più di 500 fotografie, ritraendo protagonisti del mondo dell’arte, della cultura, della moda, del cinema, accanto a gente comune.

Tra le sue foto, riscoperte dopo più di cinquant’anni di oblio, quelle di Pier Paolo Pasolini al Monte dei Cocci a Roma, Tennesse Williams in spiaggia con il cane, Anna Magnani con il figlio sulla spiaggia del Circeo, Kim Novak che stira in camera al Grand Hotel, Sofia Loren che scherza con Marcello Mastroianni negli studi di Cinecittà. E poi una famiglia per la prima volta di fronte al mare di Rimini e i volti affranti del popolo ai funerali di Palmiro Togliatti.

Main sponsor Gucci

 

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Elisabetta Catalano

Tra diapositive, fotocolor, stampe storiche, corrispondenza e provini d’artista, in mostra i documenti per raccontare la complessità del processo creativo di una importante fotografa

Un nuovo focus dedicato agli archivi del MAXXI che questa volta ha per protagonista Elisabetta Catalano, in collaborazione con l’Archivio Catalano.
In particolare, la mostra indaga il rapporto tra la sua fotografia e la performance, proponendo i ritratti di alcuni artisti durante le fasi gestazionali del processo performativo, tra cui Joseph Beuys, Fabio Mauri, Vettor Pisani, Cesare Tacchi.

ph. Elisabetta Catalano, Joseph Beuys, Scultura invisibile, performance in studio, 1973 (part)

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Unseen / Sguardi sull'Europa

Unseen | Non visti, un viaggio fotografico in un’Europa sconosciuta, tagliata fuori dallo sviluppo economico, dall’attenzione della politica e dei media.

Esiste un’Europa non vista, tagliata fuori dallo sviluppo economico, dall’attenzione della politica e dei media. Esiste un’Europa che, prima della crisi, produceva ed era competitiva e che ora è abbandonata dai suoi abitanti più giovani. Quattro fotografi, Jutta BenzenbergAndrei LiankevichLivio Senigalliesi e Mila Teshaieva, sono andati nelle zone rurali e nei piccoli centri dell’Albania, nella vasta palude della Polesia in Bielorussia, nella Sassonia-Anhalt nell’ex Germania dell’Est e nell’area carbonifera italiana del Sulcis in Sardegna e ne hanno raccontato il nucleo più interno e vulnerabile, quello familiare.

Il risultato è un racconto per immagini intenso e coinvolgente curato da Gabi Scardi che prende vita all’interno di Unseen / Non visti. Sguardi sull’Europa. Quattro fotografi in viaggio, la mostra in programma al Museo di Roma in Trastevere, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ideata e prodotta dal Goethe-Institut con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.
Dopo la prima tappa di Milano e l’appuntamento al Museo di Roma in Trastevere, l’esposizione sarà a Minsk nel mese di settembre e, subito dopo, proseguirà il suo cammino a Tirana. A inizio 2020, ultima tappa a Halle presso la Kunststiftung des Sachsen-Anhalts (Fondazione per l’arte della Sassonia-Anhalt).

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Vincenzo Scolamiero

Approdano al Museo Bilotti i quadri e le carte di Vincenzo Scolamiero, nella personale intitolata “Della declinante ombra” curata da Gabriele Simongini.
Inaugurazione giovedì 7 marzo 2019 ore 18.30sono invitati tutti i possessori della MIC card.

Come fotogrammi di un film pittorico sulla continuità che lega gli esseri in un andamento circolare fatto di connessioni misteriose, sulla fragilità ma anche sulla voglia d’assoluto, approdano al Museo Carlo Bilotti i quadri e le carte di Vincenzo Scolamiero (Sant’Andrea di Conza, 1956, romano d’adozione), nella personale intitolata Della declinante ombra e curata da Gabriele Simongini.

Prendendo spunto dalle forme in divenire e in transito verso il mistero che connotano le opere di Scolamiero, alcune delle quali realizzate per l’occasione, anche la mostra propone un mutamento parziale degli spazi coinvolti. Distesa ed articolata attraverso il primo piano del Museo Bilotti, ovvero nelle tre salette, nella project room e nel corridoio che le collega, la mostra per il primo periodo toccha anche la sala del Ninfeo al piano terra, con il dittico su tela intitolato "Mutevole canto" (2018) ed i quadri del ciclo "Lascia parlare il vento" (2015).

La pittura di Scolamiero è evocativa, raffinata, sinestetica ed è sempre attraversata da un vento malinconicamente inquieto che è prima di tutto soffio e respiro interiore. Come scrive Simongini, nelle sue opere emerge una natura poetica suggerita attraverso piccoli, antieroici resti e reperti in un microcosmo fatto di cose minute, ramoscelli, foglie secche, ciuffi d’erba, ciottoli, giunchi, nidi, i cui equivalenti reali il visitatore attento e paziente potrà trovare nella circostante Villa Borghese, prima o dopo aver visitato la mostra. Ma natura "altra" è quella cercata da Scolamiero, immersa in una dimensione quasi amniotica che spesso diventa umbratile e visionaria.

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Ragione e Sentimento

Inaugura nel Salone Centrale Ragione e Sentimento, una mostra che riflette la fisionomia delle collezioni della Galleria Nazionale con una particolare attenzione al XIX secolo. Il titolo, preso in prestito dal romanzo omonimo di Jane Austen, evoca, nella sua dicotomia, una complessità che affonda le radici nella storia.

“La mostra, come la sintesi di un romanzo – scrive Cristiana Collu, Direttrice della Galleria Nazionale – si concentra in un gioco strategico di linguaggio espresso e silenzio, strumenti sovversivi che intendono presentare in absentia tutto quello che non può essere raccontato. Chi guarda deve leggere fra le righe e ricordare ciò che sa, desiderare di sapere ma anche risvegliare un importante immaginario che attraversa storia, letteratura e arte.”

Con le opere di: Antonio Allegretti, Giacomo Balla, Emanuele Becheri, Vanessa Beecroft, Émile Bourdelle, Vincenzo Camuccini, Niccolò Cannicci, Natale Carta, Adalberto Cencetti , Guglielmo Ciardi, Antonio Ciseri, Tranquillo Cremona, Lorenzo Delleani, Marianna Dionigi, Giovanni Dupré, Francesco Fabj-Altini, Pietro Galli, Frederic Leighton, Étienne-Jules Marey e Georges Demenÿ, Girolamo Masini, Antonietta Raphaël Mafai, Paolo Meoni, Domenico Morelli, Giovanni Muzioli, Giacomo Favretto, Giacomo Grosso, Filiberto Petiti, Alessandro Piangiamore, Francesco Podesti, Barbara Probst, Medardo Rosso, Cesare Tallone, Scipione Vannutelli.

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La strada dove si crea il mondo

The Galleria Borghese is an art gallery in Rome, Italy, housed in the former Villa Borghese Pinciana. At the outset, the gallery building was integrated with its gardens, but nowadays the Villa Borghese gardens are considered a separate tourist attraction. The Galleria Borghese houses a substantial part of the Borghese collection of paintings, sculpture and antiquities, begun by Cardinal Scipione Borghese, the nephew of Pope Paul V (reign 1605–1621). The Villa was built by the architect Flaminio Ponzio, developing sketches by Scipione Borghese himself, who used it as a villa suburbana, a country villa at the edge of Rome.

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Julian Rosefeldt

L’architettura del Palazzo delle Esposizioni viene ridisegnata dall’installazione Manifesto di Julian Rosefeldt articolata in 13 grandi schermi con storie diverse che, di tanto in tanto, si accordano nella potenza di una voce corale. L’opera, apparsa per la prima volta nel 2015, rende omaggio alla tradizione toccante e alla bellezza letteraria dei manifesti artistici del Novecento, mettendo allo stesso tempo in discussione il ruolo svolto dalla figura dell’artista nella società contemporanea. 
 
Per ciascuna delle 13 proiezioni, Rosefeldt ha creato un collage di testi attingendo ai manifesti di futuristi, dadaisti, Fluxus, suprematisti, situazionisti, Dogma 95 e di altri collettivi o movimenti o alle riflessioni individuali di artisti, danzatori e registi come Umberto Boccioni, Antonio Sant’Elia, Lucio Fontana, Claes Oldenburg, Yvonne Rainer, Kazimir Malevich, André Breton, Elaine Sturtevant, Sol LeWitt, Jim Jarmusch, Guy Debord, Adrian Piper, John Cage. 
 
Ogni stazione presenta una diversa situazione incentrata, ad eccezione del prologo, su undici diversi personaggi femminili e su uno maschile: un senzatetto, una broker, l’operaia di un impianto di incenerimento dei rifiuti, una CEO, una punk, una scienziata, l’oratrice a un funerale, una burattinaia, la madre di una famiglia conservatrice, una coreografa, una giornalista televisiva e un’insegnante, tutte figure interpretate dall’attrice australiana Cate Blanchett. È lei a infondere nuova linfa drammatica alle parole dei manifesti che risuonano in contesti inaspettati.

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Roma nella camera oscura

L’arte fotografica a Roma nasce prestissimo: già nel 1839, anno della presentazione di Daguerre all’Accademia delle Scienze di Parigi del sistema da lui inventato per fissare le immagini su una lamina argentea, cominciano ad operare i primi dagherrotipisti. Negli anni a seguire Roma è una delle prime città italiane a registrare il passaggio alla fotografia stampata su carta da un negativo, che sarà anch’esso di carta e poi successivamente di vetro.
Nella Città Eterna, pur stretta nella morsa del governo temporale papalino, e negli altri stati italiani, pur agitati dagli eventi che portarono all’unità, si assistette ad una grande diffusione della fotografia che si inserì nella scia del vedutismo sia pittorico che incisorio, per trovare in esso un rapido campo di espansione e commercializzazione, ma che in realtà destabilizzò consolidati modi artistici e antichi sistemi di riproduzione, tanto da suscitare a più riprese l’interesse dei governanti per un sua regolamentazione.

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At Home / progetti per l'abitare contemporaneo

Tema centrale del nuovo allestimento delle collezioni di architettura è l’evoluzione del concetto di abitare dal dopoguerra a oggi, analizzato attraverso le opere dei grandi maestri del novecento e delle nuove figure emergenti nel panorama dell’architettura internazionale.

L’allestimento della mostra si basa sull’intersezione di più percorsi, intrecciando le varie scale dell’abitare, dall’individuale al collettivo, con particolare attenzione alle esperienze più articolate e ibride che testimoniano i nuovi rapporti tra individuo e comunità. Un continuo confronto tra maestri e giovani architetti, messi in dialogo attraverso le loro opere, offre una ulteriore chiave di lettura.

Saranno infine presenti una serie di nuove acquisizioni effettuate in questa occasione e volte a incrementare le collezioni del museo.

DEMOGO, Bivacco Fanton, Dolomiti (BL), 2015. Ph. Pietro Savorelli

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Donne. Corpo e immagine

Una riflessione sulla figura femminile attraverso artisti che hanno rappresentato e celebrato le donne nelle diverse correnti artistiche e temperie culturali tra fine Ottocento, lungo tutto il Novecento e fino ai giorni nostri.

Circa 100 opere, tra dipintisculturegrafica e fotografia, di cui alcune mai esposte prima o non esposte da lungo tempo, provenienti dalle collezioni d’arte contemporanea capitoline - Galleria d’Arte Moderna e MACRO - a documentazione di come l’universo femminile sia stato sempre oggetto prediletto dell’attenzione artistica, da oggetto da ammirare, in veste di angelo o di tentatrice, a soggetto misterioso che s’interroga sulla propria identità fino alla nuova immagine nata dalla contestazione degli anni sessanta.

Il percorso espositivo è accompagnato da materiale documentariovideoinstallazioni, documenti fotografici e filmici tratti da opere cinematografiche e cinegiornali, oltre che da video di performance e film d’artista.

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Paola Pivi

Un progetto site specific, immersivo e coinvolgente, tra opere storiche e lavori più recenti, tra scultura e installazione.

Dal gigantismo agli interventi minimi i lavori di Paola Pivi, classe 1971, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 1999, si appropriano degli spazi trasformandoli in contesti e momenti artistici caratterizzati da precisi caratteri materiali e formali, ma anche ludici, ironici e sorprendenti.

Con questo progetto, il MAXXI prosegue il suo lavoro di ricerca e valorizzazione di artisti italiani significativi nel panorama artistico internazionale, promuovendone la conoscenza anche al grande pubblico.

Paola Pivi, Untitled (donkey), 2003. Foto Hugo Glendinning, Courtesy Massimo De Carlo, Milan/London/Hong Kong

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Claudio Imperatore

La mostra vuole raccontare la personalità e l'operato dell'imperatore Claudio prendendo le mosse dal confronto con il celebre fratello.

La mostra, prodotta dalla Sovrintendenza Capitolina in collaborazione con il Musèe de Beaux Arts di Lione, dove ha avuto una prima sede tra il 1 dicembre 2018 e il 4 marzo 2019, vuole raccontare la personalità e l'operato dell'imperatore Claudio, prendendo le mosse dal confronto con il celebre fratello, ma cercando poi di approfondire, per quanto possibile, il carattere dell'uomo e la capacità tecnico-amministrativa e politica dell'imperatore, attraverso il confronto tra la documentazione archeologica e il racconto degli storici, troppo spesso con lui poco teneri. Le sezioni della mostra, partendo dal racconto della morte di Germanico, del rientro delle sue ceneri e dello svolgimento dei riti legati alle celebrazioni funebri che in suo onore si svolsero, testimoniati nel percorso da un importante documento come la Tabula Hebana, evidenziano l'importanza che per Claudio ebbe la propaganda dinastica, dettata dalla necessità di sottolineare il proprio legame con la dinastia giulio-claudia: anche se di natali noti, la sua acclamazione ad imperatore, avvenuta ad opera dei pretoriani e non con legale adozione, rendeva indispensabile l'affermazione del suo diritto a governare (la sua vicenda creerà peraltro un precedente fondamentale per la successiva storia dell'impero); sì entra poi più nello specifico della sua attività in politica estera, con particolare riferimento alla spedizione in Britannia e il conseguente allargamento dei confini dell'impero; viene quindi offerto un momento di riflessione sulla sua politica interna, sul rapporto con il Senato e il suo tentativo di allargarne i ranghi, testimoniato dall'interessante discorso contenuto nella tavola bronzea di Lione, uno dei più notevoli pezzi in mostra. Per completare il quadro del racconto, sarà trattato anche il tema della razionalizzazione dell'amministrazione pubblica, la costruzione di una vera e propria 'burocrazia', attraverso le deleghe ai potenti liberti imperiali e quello delle grandi opere di pubblica utilità, come il progetto del porto di Ostia, la problematica bonifica del Fucino e l'attenzione al rifornimento e all'approvvigionamento dell'acqua pubblica.

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Pollock e la Scuola di New York

Anticonformismo, introspezione psicologica e sperimentazione sono le tre linee guida che accompagnano lo spettatore della mostra POLLOCK e la Scuola di New York.
Attraverso circa 50 capolavori – tra cui il celebre Number 27, la grande tela di Pollock lunga oltre 3m resa iconica dal magistrale equilibrio fra le pennellate di nero e la fusione dei colori più chiari – colori vividi, armonia delle forme, soggetti e rappresentazioni astratte immergono gli osservatori in un contesto artistico magnifico: l’espressionismo astratto.

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Martin Creed

Martin Creed, Giorgio Griffa e Tatsuo Miyajima sono artisti il cui lavoro esplora idee di caso e ordine, l'apparente caos della vita e gli sforzi dell'uomo per darne un senso. Guardando il tempo, lo spazio e l'infinito, le opere di questa mostra cercano l'ordine e allo stesso tempo accettano il destino e la serendipità.

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Domus Romane

Redevelopment, research and musealisation carried out in a project entirely curated by art historians, archaeologists and architects has produced outstanding results. The importance of this area in the Roman age and the discoveries that have been made allow us to reconstruct an important piece of the ancient and medieval topography of the city of Rome. 

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DREAM

A occhi aperti oppure chiusi, di notte o di giorno, nel cassetto o realizzati, al Chiostro del Bramante i sogni incontrano la grande arte contemporanea. Magia, utopia, essenza, incanto e desideri prendono forma nella mostra Dream. L’arte incontra i sogniin un percorso espositivo coinvolgente e suggestivo che permetterà al pubblico di evadere dalla realtà ed entrare in contatto con l’inconscio e l’onirico.Dream, significato di esplorazione, conoscenza ed emozione, ma anche espressione della parte più profonda dell’essere umano, è la chiave di lettura per accedere ai «vasti e profondi territori dell’anima», come afferma il curatore dell’esposizione Danilo Eccher.  Tra incanto e utopia, magia e percezione, il sogno diviene elemento di riflessione e rivelazione attraverso i poetici linguaggi dei massimi esponenti dell’arte contemporanea, protagonisti della mostra Dream. L’arte incontra i sogni.

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Galleria Nazionale d'Arte Moderna

The Galleria Nazionale, or National Gallery of Modern Art, is an art gallery founded in 1883 and dedicated to modern and contemporary art; the full name is Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea. The museum displays about 1100 paintings and sculptures of the nineteenth and twentieth centuries, of which it has the largest collection in Italy. Among the Italian artists represented are Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Alberto Burri, Antonio Canova, Giorgio de Chirico, Lucio Fontana, Amedeo Modigliani, Giacomo Manzù, Vittorio Matteo Corcos, and Giorgio Morandi. The museum also holds some works by foreign artists, among them Braque, Calder, Cézanne, Degas, Duchamp, Giacometti, Kandinsky, Mondrian, Monet, Jackson Pollock, Rodin, and Van Gogh.

 

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Museo nazionale romano - Palazzo Massimo

L'ottocentesco palazzo in stile neorinascimentale, nei pressi della Stazione Termini, accoglie una delle più importanti collezioni di arte classica al mondo. Nei quattro piani del museo, sculture, affreschi, mosaici, monete e opere di oreficeria documentano l´evoluzione della cultura artistica romana dall’età tardo-repubblicana all’età tardo-antica (II sec. a.C. - V sec. d.C.), attraverso un itinerario espositivo nel quale rivivono la storia, i miti e la vita quotidiana di Roma.

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Museo Nazionale Preistorico Etnografico

The museum is divided into two main subjects; Prehistory and Ethnography. It is the first museum in Italy and nearby regions to lead the audience through the archaeological age to the end of the first iron age. They can admire what they manufactured and used in the traditional family life, which have been the best conserved, in a civilization inferior to ours, starting from the wild ages.

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Museo Nazionale Romano - Palazzo Altemps

Acquistato nel 1568 dal cardinale Marco Sittico Altemps, il palazzo oggi sfoggia il suo originario aspetto cinquecentesco grazie al recente restauro curato dal Ministero dei Beni Culturali.

Nelle sale ancora in parte affrescate è possibile ammirare sculture greche e romane appartenute nei secoli XVI e XVII a varie famiglie della nobiltà romana.

Il palazzo ospita nuclei di collezioni di reperti classici, tra cui spicca la nota collezione Boncompagni Ludovisi.

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Museo orto Botanico

The botanical garden of Rome with a parc that covers twelve hectares and about 2000 square meters of greenhouses is one of the largest in Italy. The collection is os particular interest not only for scientific importance but also, and above all, for methods of cultivation and scenic reconstruction of environments. They help the visitors to place the species in the areas of origin. 

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Villa Farnesina

The Villa Farnesina is a Renaissance suburban villa in the Via della Lungara, in the district of Trastevere in Rome, central Italy. The villa was built for Agostino Chigi, a rich Sienese banker and the treasurer of Pope Julius II. Between 1506–1510, the Sienese artist and pupil of Bramante, Baldassare Peruzzi, aided perhaps by Giuliano da Sangallo, designed and erected the villa. Chigi also commissioned the fresco decoration of the villa by artists such as Raphael, Sebastiano del Piombo, Giulio Romano, and Il Sodoma. The themes were inspired by the Stanze of the poet Angelo Poliziano, a key member of the circle of Lorenzo de Medici. Best known are Raphael's frescoes on the ground floor; in the loggia depicting the classical and secular myths of Cupid and Psyche, and The Triumph of Galatea. The villa became the property of the Farnese family in 1577. Later the villa belonged to the Bourbons of Naples and in 1861 to the Spanish Ambassador in Rome, Bermudez de Castro, Duke of Ripalta. Today, owned by the Italian State, it accommodates the Accademia dei Lincei, a long-standing and renowned Roman academy of sciences. Until 2007 it also housed the Gabinetto dei Disegni e delle Stampe (Department of Drawings and Prints) of the Istituto Nazionale per la Grafica, Roma.

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Museo Nazionale Romano

Palazzo Massimo (the Roman National Museum) is a nineteenth-century neo-Renaissance building, near the Termini Station, and houses one of the most important collections of classical art in the world. The four floors of the museum contain scupltures, frescoes, mosaics, coins and goldsmith works, which all document the evolution of Roman artistic culture. The basement houses the large numismatic collection, as well as furnishings, jewels and the Grottarossa mummy.

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Galleria Spada

The Palazzo Spada is just a few steps away from the Piazza Farnese and exhibits one of the most beautiful facades of the sixteenth century in Rome, with a great sequence of large stucco statues representing Roman heroes and emperors. 

Most of the exhibited works are collected by Bernardino Spada. In the courtyard you can admire the famous Prospettiva (Perspective Gallery) by Borromini. The gallery is still presented with the original furnishings of the ancient palace.

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Museo di Roma

Palazzo Braschi is located in the Renaissance heart of Rome, between the Navona square and the Corso Vittorio Emanuele II and was once designed by the architect Cosimo Morelli (1732-1812). It was ordered by Pope Pius VI (1775-1799) who wanted to donate it to his nephew Luigi Braschi Onesti.  Since 1952 it has housed the Museo di Roma but in 1990 the building became owned by the Capitoline Administration.

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Galleria D'Arte Moderna

The Modern Art Gallery (Galleria d'Arte Moderna) is situated in the heart of the city, a few meters away from the Trinità dei Monti, in a former  cloistered monastery dating back to the end of the 16th century, next to the church of S. Giuseppe in Capo le Case. The convent used to be the headquarters of the Discalced Carmelite Order and was already documented in 1600 in the area called alle fratte for its still marginal position compared to the inhabited center.

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Musei Capitolini

The Capitoline Museum is the main municipal civic museum in Rome. The birth of the Capitoline Museum dates back to 1471, when Pope Sixtus IV donated a group of bronze statues of great symbolic value to the Roman people. Most of the works in the museum are found in the city of Rome itself and therefore the museum has a very close link with the city.  
 

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Galleria d'Arte Antica in Palazzo Barberini

All'origine l'intento era quello di creare una Galleria Nazionale ordinata cronologicamente ma con la possibilità di inserire nel percorso acquisti e integrazioni, differente quindi come concezione dalla struttura definita dalle collezioni storiche del panorama romano. Nel complesso la collezione è ricchissima di capolavori, soprattutto dei secoli XVI e XVII. Non è rappresentato in modo completo il secolo XV, dove però spicca il fondamentale dipinto di Filippo Lippi con la Madonna in trono con Bambino, datato 1437, in deposito da Corneto Tarquinia. 

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Palazzo Merulana

Palazzo Merulana ospita una collezione composta prevalentemente da opere della scuola romana e del Novecento italiano, ma con uno slancio verso il contemporaneo. Il percorso espositivo che comprende più di 90 opere, su una superfice di 1800 mq, si articola su quattro piani. 

PIANO TERRA (Sala delle Sculture): Palazzo Merulana accoglie il visitatore in un portico, ad accesso gratuito con un bookshop e una caffetteria per una piacevole dove si può fare una piacevole sosta tra le sculture di Antonietta Raphaël, Lucio Fontana, Pericle Fazzini, Giuseppe Penone e molti altri artisti. 

SECONDO PIANO (Salone): cuore pulsante della collezione di Elena e Claudio Cerasi, il secondo piano ospita la maggior parte dell’esposizione pittorica e scultorea di Palazzo Merulana. De Chirico, Balla, Donghi, Capogrossi, Casorati, Pirandello, Severini, Cambellotti, per citarne alcuni.

TERZO PIANO (Galleria): uno spazio dinamico affacciato al contemporaneo, con opere, tra gli altri, di Boetti, Schifano, Pirandello e animato dalle mostre temporanee.

QUARTO PIANO (Attico): un luogo per attività culturali ed eventi enogastronomici.. Il piano ospita anche la “Macchina del Tempo”, un percorso video-fotografico che racconta a ritroso la storia del Palazzo dalle sue origini ad oggi. 

Terrazza: un luogo privilegiato di osservazione su Via Merulana. Tra gli alti platani, è possibile scorgere i tetti e le cupole della città.

 

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Galleria Doria Pamphilj

The Galleria Doria Pamphilj houses an extensive collection of paintings, furniture and statues including works by Jacopo Tintoretto, Tiziano, Raffaello Sanzio, Correggio, Caravaggio, Guercino, Gian Lorenzo Bernini, Parmigianino, Gaspard Dughet, Jan Brueghel the Elder, Velázquez and many other important artists. The collection has been put together, starting in the 16th century, by the Doria, Pamphilj, Landi and Aldobrandini families, who in the end united through marriages and descendants with the simplified surname of Doria Pamphilj.

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Museo delle Mura

The museo delle Mura (the Museum of the Wall) is situated inside the Porta S. Sebastiano of the Aurelian Wall and was opened in 1990 even if the history of the Wall and the monument goes back much more in time. In 1939, despite the contrary opinion of the Antiquity and Fine Arts Division, some works were carried out in the internal areas of the Porta.  The museum offers an educational itinerary inside the walls, but also on top of the two tours.  

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Museo Civico di Zoologia

The Museo Civico di Zoologia (the Civic Museum of Zoology) is a cultural institution that aims to promote and disseminate scientific knowledge in biological and natural sciences. Traditionally, the main purpose of the museum was conserving the zoological finds that resulted from studies and surveys, which provide important information for the reconstruction of the natural history and the conservation of the environment. All collections are carefully preserved and increased.

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Museo Carlo Bilotti

The permanent collection of the museum was established after a donation of 23 works (paintings, drawings and sculptures) was made by the entrepreneur Carlo Bilotti to the Municipality of Rome. The largest group consists of 18 works by Giorgio de Chirico, 17 of which are exhibited in this room. Outside the museum one of his sculptures, Ettore and Andromaca, is shown. De Chirico's works represent the most famous subjects produced by the artist from the second half of the twentieth century to the seventies. 

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Musei di Villa Torlonia

Villa Torlonia is one of the most recent Roman noble villa and is very charming thanks to the original English garden, which is one of the few English gardens remaining in Rome. Apart from the garden you can also admire the huge quantity of buildings and sculptures thourout the parc, amongst which the the Casina delle Civette, the Casino dei Principi and the Casino Nobile, all three part of the Villa Torlonia Museum.  

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Museo Napoleonico

In 1927 Count Giuseppe Primoli (1851-1927), son of Count Pietro Primoli and Princess Carlotta Bonaparte, his important art collection including Napoleonic relics and family memories, enclosed in the rooms of the ground floor of his palace, to the city of Rome. The donation, from which parts were owned by his brother Luigi (1858-1925), was born from the desire to document the intense relationships of the Bonaparte family with Rome.

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Villa Giulia Museo Nazionale Etrusco

Villa Giulia is today the most representative museum of Etruscan civilization and houses not only some of the most precious creations of this civilization, but also greek artifacts of the highest level from the 8th until the 5th century BC. The museum was founded in 1889 to collect  all the pre-Roman antiquities of Lazio, southern Etruria and Umbria belonging to the Etruscan and Faliscan civilizations.
 

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Centrale Montemartini

The exhibition center of the Capitoline Museums is situated in the former thermoelectric power plant of Giovanni Montemartini and is an extraordinary example of industrial archeology converted into a museum. It began in 1997 with the transfer of hundreds of sculptures during the restructuring of large sections of the Capitoline complex. The museum itself became part of a larger redevelopment project in the Ostiense Marconi area.

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Museo Galleria Borghese

The Galleria Borghese is an art gallery in Rome, Italy, housed in the former Villa Borghese Pinciana. At the outset, the gallery building was integrated with its gardens, but nowadays the Villa Borghese gardens are considered a separate tourist attraction. The Galleria Borghese houses a substantial part of the Borghese collection of paintings, sculpture and antiquities, begun by Cardinal Scipione Borghese, the nephew of Pope Paul V (reign 1605–1621). The Villa was built by the architect Flaminio Ponzio, developing sketches by Scipione Borghese himself, who used it as a villa suburbana, a country villa at the edge of Rome.

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Museo dei Fori Imperiali

From 1985 to today  over 40.000 fragments have been found and inventoried in the forensic area of the Imperial Forums, which is actually a small percentage of what should be the huge amount of marble in this area. There are various itineraries at the museum, who also wanted to include a kind of communicationproject: the architecture of the forum within the architecture of the markets and the history of the city within the history of one of the cities districts. 

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Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo

Archaeological site, fortress and prison, but also a papal residence full of artistic events of great importance, the National Museum of Castel Sant'Angelo can be considered, at the same time, monument, archaeological area and museum. The "Secret Castle" is an itinerary in the heart of the monument, which includes places not normally accessible such as the Passetto di Borgo, the historical Prisons, the Olearie, the courtyard of Leo X and the Stufetta of Clement VII, famous for the frescoes of the workshop of Raphael.

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CineCitta' Si Mostra

Dal 2011 gli studi di Cinecittà hanno aperto al pubblico con il progetto Cinecittà si Mostra, un’iniziativa culturale che intende svelare al pubblico il grande patrimonio storico e architettonico della famosa Fabbrica dei Sogni offrendo la possibilità di visitare per la prima volta i grandi set all’aperto e gli edifici storici con i percorsi espositivi allestiti al loro interno. 

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Tesori del Sichuan nell’antica Cina

La mostra presenta reperti in bronzo, oro, giada e terracotta, databili dall’età del bronzo (II millennio a.C.) fino all’epoca Han (II secolo d.C.) provenienti da importanti istituzioni cinesi.

L’Esposizione è realizzata sotto la guida dell’Ufficio Provinciale della cultura del Sichuan e patrocinata dall’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia. L’intento della mostra è far conoscere i tratti evocativi della cultura del popolo Shu, raccontata attraverso i suoi oggetti più significativi, come le misteriose maschere in bronzo provenienti dagli scavi archeologici del sito di Sanxingdui.

Un percorso straordinario nella vita sociale e nel mondo spirituale dell’antico popolo Shu, che proprio su questa terra nel sud-ovest della Cina ha creato una civiltà unica. Saranno esposte eccezionali opere in bronzo, oro, giada e terracotta – databili dall’età del bronzo (II millennio a.C.) fino all’epoca Han (II secolo d.C.) – rinvenute nei siti di Sanxingdui e Jinsha (solo per citarne alcuni) e provenienti da importanti istituzioni cinesi come il Museo di Sanxingdui, il Museo del Sito Archeologico di Jinsha, il Museo del Sichuan, il Museo di Chengdu, l’Istituto di ricerca di reperti e archeologia di Chengdu, il Museo di Mianyang, il Museo Etnico Qiang della Contea di Mao.

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Musei Vaticani e Cappella Sistina

The magnificent and vast Vatican Museums represent one of the largest and most interesting museum complexes in the world. They host a variety of museums within the complexe: Museo Pio Clementino, Museo Chiaramonti, Museo Gregoriano Etrusco, Museo Gregoriano Egizio, Museo Gregoriano Profano, Museo Pio Cristiano, Museo Missionario Etnologico, Collezione d’Arte Religiosa Moderna, Gallerie Superiori, Museo della Biblioteca Vaticana, Pinacoteca and ofcourse the worldfamous Sistine Chapel. 

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Museo Nazionale di Palazzo Venezia

The National Museum of Palazzo di Venezia is housed in what was once the grand papal residence of Paolo II Barbo from Venice. Established in 1921, the museum polarises its interest around the so-called applied arts. The preserved artifacts are: collections of paintings  and canvas from the 15th and 18th century, 18th century pastels, terracotta reliefs from the 16th and 17th century, early medieval and renaissance marbles, a vast collection of ceramics and porcelains.

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Museo del Risorgimento

The Institute is based in Rome in the monumental complex of the Vittoriano and "has the task of promoting and facilitating studies on the history of Italy from the preparatory period of Unity and Independence until the end of the First World War, collecting documents, publications and memorabilia, editing editions of sources and memories, organizing scientific congresses ".

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Casa di Goethe

Nelle stanze dove Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832) soggiornò durante il suo viaggio dal 1786 al 1788 insieme a Johann Heinrich Wilhelm Tischbein e altri artisti tedeschi, è stato inaugurato nel 1997 l'unico museo tedesco all'estero, la Casa di Goethe. Una mostra permanente con testi in tedesco, italiano e inglese racconta il viaggio in Italia del poeta e il suo soggiorno romano. Le mostre temporanee sono dedicate a temi italo-tedeschi e alla tradizione del viaggio in Italia fino ai nostri giorni. La Casa dispone di un book shop e di una propria collezione. Eventi e manifestazioni culturali come conferenze, letture e colloqui fanno sì che si ritorni volentieri nella Casa di Goethe, un luogo quindi di incontro artistico, scientifico e culturale. Biblioteca specializzata di consultazione con numerose prime edizioni delle opere di Goethe e un ricco fondo di letteratura critica. Da settembre 2012 la biblioteca e il lascito del Deutscher Künstlerverein si trovano nelle collezioni del museo, in un ulteriore spazio al secondo piano del palazzo. La Casa di Goethe è un'istituzione dell' Associazione Tedesca degli Istituti di Cultura autonomi (AsKI e.V.) con sede a Bonn. E' finanziata dall'Incaricata della Repubblica Federale per la Cultura e i Media. La Casa di Goethe è sede romana della Gesellschaft für deutsche Sprache e.V. (GfdS).A Malcesine (VR) sul Garda la Casa di Goethe ha curato la mostra documentaria. Il palazzo in Via del Corso 18 che ospita oggi il museo ha avuto nel corso dei secoli tanti inquilini e visitatori, alcuni anche illustri, come ad esempio Paul Heyse, primo scrittore tedesco a ricevere il premio Nobel per la lettatura.

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Museo di Roma in Trastevere

The museum is located at piazza Sant'Egidio in a historical building that was used as a convent of the Carmelitane scalze from the 17th century until the unification of Italy. Even the square owes its name to the monastery, where we can also find the church of Sant'Egidio. The first stones of the monastery were built in 1601 near the small church of S. Lorenzo in Laniculo. The museum has been recently renovated to make it more functional for museographic requirements.

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Explora il Museo dei bambini

The Museum offers an opportunity for play, direct experimentation and learning in a field that focuses on children and their potential, offering opportunities for enrichment and socialization and promoting the development of their cognitive and emotional skills. “Explora” brings children closer to science, environment, communication, society, economy, new technologies, creating opportunities that allow them to investigate the mysteries of things through interactive installations.

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MAXXI

MAXXI, the National Museum of 21st Century Arts, is the first Italian national institution devoted to contemporary creativity.Conceived as a broad cultural campus, MAXXI is managed by a Foundation constituted in the July of 2009 by the Ministry for Cultural Heritage and Activities and headed by Giovanna MelandriSince December 2013 Hou Hanru has been the Artistic Director of the museum, which includes MAXXI Architettura, directed by Margherita Guccione, and MAXXI Arte, directed by Bartolomeo Pietromarchi.The programming of the activities – exhibitions, workshops, conferences, shows, projections, educational projects – reflects MAXXI’s vocation as a place for the conservation and exhibition of its collections but also, and above all, a laboratory for cultural experimentation and innovation, for the study, research and production of the aesthetic contents of our time.The MAXXI building is a major architectural work designed by Zaha Hadid, located in Rome’s Flaminio quarter and featuring innovative and spectacular forms.

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Casa Museo Mario Praz

Il Museo Mario Praz di Roma è un tipico esempio di casa-museo e contiene oltre 1200 oggetti collezionati dallo stesso nell'arco della sua vita.

Gli oggetti della collezione, di stili che vanno dal neoclassico al biedermeier, vengono presentati all'interno dell'abitazione dello studioso nella affascinante disposizione da lui pensata per appagare il proprio piacere di vivere non solo circondato, ma addirittura "immerso" nel bello.

Si tratta dell'abitazione privata del critico d'arte e di letteratura, Mario Praz (1896-1982), conservata così com'era alla morte del proprietario e aperta al pubblico nel 1995. Proprietà del MIBACT e già museo satellite della Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea di Roma, dal dicembre 2014 è entrato a far parte del Polo museale del Lazio. L'ingresso è gratuito.

Il Museo Mario Praz è situato all'interno di Palazzo Primoli in Via Zanardelli 1 a Roma ed è visitabile su prenotazione in gruppi di massimo 10 persone ed accompagnati da un responsabile.

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Macro Testaccio - La Pelanda

La Pelanda, the cultural center within the Mattatoio complex (the former slaugtherhouse in Testaccio), was born as a project some years ago from an idea by Zoneattive. It is stretched out over an area of 5000 squared meters and is the perfect example of industrial architecture, the result of a careful restoration that lasted more than three years, now used for exhibitions, training and workshops. The space is completely dedicated to contemporry art and this is enriched by the presence of the Academy of Fine Arts and the Faculty of Architecture of Roma Tre.  

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Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina

The museum inside the Porta San Pancrazio is dedicated to the important historical events during the Unification (Risorgimento) period in Rome. In addition to the importance of the location itself for its history, the museum will become a privileged readingpoint for the historical-monumental area of the Gianicolo hill.  

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