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Colori degli Etruschi

Una straordinaria selezione di lastre parietali figurate e decorazioni architettoniche a stampo in terracotta policroma, provenienti dal territorio di Cerveteri (l’antica città di Caere) e in parte inedite.

Si tratta di testimonianze di fondamentale importanza per la storia della pittura etrusca, recentemente rientrate in Italia grazie all’azione di contrasto del traffico illegale di reperti archeologici dell’Arma dei Carabinieri e alla diplomazia culturale del Mibac.

All’inizio del 2016 i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale hanno recuperato a Ginevra una ingente quantità di reperti sottratti illegalmente all’Italia: insieme a vasi figurati della Magna Grecia e a statue romane è stata rinvenuta una straordinaria serie di lastre parietali e di frammenti architettonici etruschi dalla vivace policromia, accumulati in frantumi in diecine di casse, senza più alcun ordine coerente.
Un’attenta attività di studio e restauro condotta dalla SABAP su tali reperti, frutto di scavi clandestini e quindi privi di dati di contesto, ha consentito di riconoscere in un cospicuo numero di frammenti, grazie alle loro caratteristiche tecniche e alla raffinatezza di esecuzione, lastre dipinte etrusche provenienti dall’antica Cerveteri, note finora solo da esemplari presenti in alcune delle più importanti collezioni museali italiane e straniere.

A questo fortunato recupero di opere è seguita la ratifica di un importante accordo di cooperazione culturale internazionale siglato tra il Mibac e la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen, che ha comportato il rientro dalla Danimarca in Italia di una consistente ulteriore serie di frammenti di lastre dipinte etrusche, analoghe a quelle trovate a Ginevra.

Attraverso l’articolato percorso espositivo, la mostra vuole offrire al pubblico una chiave di lettura il più possibile esaustiva delle terrecotte dipinte etrusche recuperate, suddivise per temi e tipologie (imprese di Ercole e altri miti; la danza; gli atleti e i guerrieri; i contesti; le terrecotte architettoniche) e illustrate da preziosi materiali di confronto, in molti casi inediti, cercando di restituire al meglio a questi frammenti, decontestualizzati dallo scavo e dal commercio clandestino, una serie di preziose informazioni che permettano loro di fornire nuovamente il proprio inestimabile contributo alla conoscenza della storia e della produzione artistica dell’antica Caere all’apice del suo splendore culturale.

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Alberto Garutti. Ai nati oggi

L’ambizioso progetto di Alberto Garutti collega i lampioni della piazza con il reparto di maternità del Policlinico Agostino Gemelli IRCCS. Ogni volta che la luce pulserà, vorrà dire che è nato un bambino: l’opera è dedicata a lui e a tutti coloro che in quel giorno nasceranno in città. Garutti, esponente rilevante dell’arte pubblica, sviluppa la sua ricerca a partire da opere che escono dallo spazio del museo per inserirsi nel contesto urbano e creare un coinvolgimento del pubblico mirato alla condivisione totale del messaggio.

Tramite un pulsante, che il personale del reparto premerà in occasione di ogni nuova nascita, il sistema di lampioni aumenterà gradualmente l’intensità luminosa della piazza, per poi tornare dopo circa trenta secondi alla media costante di illuminazione. Nella piazza, in corrispondenza dei principali accessi pedonali e lungo i più importanti assi urbani dello spazio coinvolto, sulla pavimentazione esistente, saranno poste delle lastre in ferro sulla quali sarà riportato, in altorilievo, il seguente testo:

I lampioni di Piazza del Popolo sono collegati con il reparto di maternità del Policlinico Agostino Gemelli.
Ogni volta che la luce pulserà vorrà dire che è nato un bambino.
Quest’opera è dedicata a lui e ai nati oggi in questa città.

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Circo Maximo Experience

Attraverso un percorso di visita immersiva, indossando gli appositi visori di tipo Zeiss VR One Plus accoppiati con smartphone di tipo iPhone e sistemi auricolari stereofonici, si vede il Circo Massimo in tutte le sue fasi storiche: dalla semplice e prima costruzione in legno, ai fasti dell’età imperiale, dal medioevo fino alla seconda guerra mondiale. La tecnologia utilizzata permette al visitatore di immergersi totalmente nella sua storia con la visione delle ricostruzioni architettoniche e paesaggistiche durante i diversi periodi.

E' possibile vedere l’antica Valle Murcia arricchirsi di costruzioni, passeggiare nel Circo tra le botteghe del tempo, assistere a un'emozionante corsa di quadrighe tra urla di incitamento e capovolgimenti di carri, fino all’imponente Arco di Tito alto circa venti metri, ricostruito in realtà aumentata e in scala reale davanti ai propri occhi.
 
Le 8 tappe in cui è articolato prevedono: la Valle e le origini del Circo, il Circo da Giulio Cesare a Traiano, il Circo in età imperiale, la Cavea, l’Arco di Tito, le Botteghe (tabernae), il Circo in età medievale e moderna e, infine, “Un giorno al Circo”.

La narrazione in lingua italiana è affidata alle voci degli attori Claudio Santamaria e Iaia Forte.

A supporto dei contenuti visivi delle esperienze e dell’unicità della tecnologia utilizzata sono state prodotte 8 colonne sonore originali pensate con lo scopo di rendere l’esperienza ancora più unica e avvincente.

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Giuseppe Uncini. Realtà in equilibrio

Dopo le personali di Carlo Lorenzetti, Bruno Conte e Giulia Napoleone, la Galleria Nazionale celebra Giuseppe Uncini, concludendo il ciclo di mostre Realtà in equilibrio, curato da Giuseppe Appella.

Nel 1982, per una mostra alla Galleria Il Segno di Roma che comprendeva Lorenzetti, Napoleone, Conte, Aricò e Giuseppe Uncini, Fausto Melotti intitolava Realtà in equilibrio il testo pubblicato in un foglio- manifesto diffuso per l’occasione. Considerava i cinque artisti “anacoreti, lontani dalle tentazioni del mondo” che “vedono dalle finestre e conoscono fuori e anzitempo ciò che sarà necessario alla costruzione dell’edificio dell’arte” […], compagni nella ricerca, […] compagni in ciò che l’arte richiede, sacrificio e amore. […]. Non di mimi, si tratta di alcune pietre portanti dell’arte”.

Attraverso 58 sculture e 30 disegni di Giuseppe Uncini, datati 1957-2008, la mostra ripercorre in una antologica le varie tappe del cammino dell’artista scandito da Terre, Cementarmati, Ferrocementi, Strutture spazio, Strutturespazio-ambienti, Mattoni, Terrecementi, Ombre, Interspazi, Dimore delle cose, Dimore e muri d’ombra, Spazi di ferro, Spazicementi e Tralicci, Muri di cemento, Architetture, Telai-Artifici.

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DREAM

A occhi aperti oppure chiusi, di notte o di giorno, nel cassetto o realizzati, al Chiostro del Bramante i sogni incontrano la grande arte contemporanea. Magia, utopia, essenza, incanto e desideri prendono forma nella mostra Dream. L’arte incontra i sogniin un percorso espositivo coinvolgente e suggestivo che permetterà al pubblico di evadere dalla realtà ed entrare in contatto con l’inconscio e l’onirico.Dream, significato di esplorazione, conoscenza ed emozione, ma anche espressione della parte più profonda dell’essere umano, è la chiave di lettura per accedere ai «vasti e profondi territori dell’anima», come afferma il curatore dell’esposizione Danilo Eccher.  Tra incanto e utopia, magia e percezione, il sogno diviene elemento di riflessione e rivelazione attraverso i poetici linguaggi dei massimi esponenti dell’arte contemporanea, protagonisti della mostra Dream. L’arte incontra i sogni.

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Ritratto di famiglia

Ritratto di famiglia è un racconto corale che, in un percorso di oltre 100 fotografie e una selezione di opere, restituisce al visitatore una storia per immagini della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea. Un racconto sfaccettato, non stereotipato, a volte intimo, come quello di chi ritrae un luogo d’affezione.

La mostra, a cura di Claudia Palma con Alessia Tobia, attraverso gli obiettivi attenti dei fotografi coinvolti, intreccia memorie e suggestioni guidando a una lettura trasversale della Galleria Nazionale e della sua storia. Un intarsio di esperienze, una “questione di sguardi”, per citare John Berger, una sorta di slideshow dove ciascuno diventa protagonista della propria narrazione.

Fotografie di: Roberto Bossaglia, Roberto Cotroneo, Serge Domingie, Fernando Guerra, Inga Knölke, Marina Malabotti, Alberto Muciaccia, Anton Giulio Onofri, Mattia Panunzio, Massimo Siragusa, Silvio Scafoletti, Paolo Mussat Sartor.

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Picasso e la fotografia

La mostra è un inedito racconto di vita dell’artista e dell’uomo Pablo Picasso.

Due fotografi, André Villers ed Edward Quinn, ne hanno catturato momenti di intimità e slanci di creativa ricerca, in cui emergono tutti gli aspetti della vita del Maestro: la personalità, la famiglia, la maschera e il travestimento, lo studio, e il legame con i due stessi fotografi per un viaggio alla scoperta di uno dei più grandi protagonisti della storia dell’arte contemporanea.

Oltre 90 fotografie di proprietà del fondo del collezionista lussemburghese Guy Ludovissy, gestito dal Reial Cercle Artístic de Barcelona, vengono esposte per porre a confronto l’opera dei due fotografi.
Tanto Villers come Quinn diventarono amici, collaboratori e confidenti di Picasso, condizioni concesse a pochissime persone per tutto l’arco della vita dell’artista.

Villers e Quinn realizzarono una serie di ritratti fotografici inaspettati e singolari, in cui il Maestro mette alla prova le sue capacità per il travestimento, lo scherzo, la caricatura e la parodia: le fotografie che si presentano in mostra offrono quindi per la prima volta al pubblico la possibilità di curiosare nella sua più nascosta intimità, rivelando l’uomo che sta dietro l’artista. Un uomo ricco di passioni ma anche di manie e ossessioni: Picasso apprese con il tempo, e grazie all’ esperienza personale, che esisteva una connessione tra i fatti quotidiani, il comportamento e l’esito della propria arte.

La mostra ripercorre attraverso sei sezioni l’estro e l’umanità di Pablo Picasso, tramite lo sguardo, l’attenzione, la cura e la narrazione di due grandi maestri.

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Chiara Dynys

Chiara Dynys. Enlightening Books, curata da Giorgio Verzotti, non è pensata come una retrospettiva del lavoro di Chiara Dynys ma come una rassegna che trasversalmente tocca diversi periodi della sua attività, opere di diversa fattura accomunate dal tema della trasformazione e della tensione verso la conoscenza. 
La mostra si articola in due padiglioni, il 9B e la Galleria delle Vasche, che l’artista utilizza per sottolineare con forza che il percorso verso la conoscenza è complesso e faticoso ma conduce ad un'illuminazione che è metaforica e reale ad un tempo.

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MACRO Asilo

Il 30 settembre con una festa aperta a tutti ha inaugurato il progetto sperimentale Macro Asilo che caratterizzerà il Macro di via Nizza per 15 mesi, fino al 31 dicembre 2019. Il nuovo dispositivo ideato da Giorgio de Finis, curatore del progetto, trasformerà l’intero museo in un vero e proprio organismo vivente, “ospitale” e relazionale, che inviterà all'incontro e alla collaborazione persone, saperi e discipline in una logica di costante apertura e partecipazione della città e del pubblico. L’ingresso sarà, infatti, libero per tutti.

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Elisabetta Catalano

Tra diapositive, fotocolor, stampe storiche, corrispondenza e provini d’artista, in mostra i documenti per raccontare la complessità del processo creativo di una importante fotografa

Un nuovo focus dedicato agli archivi del MAXXI che questa volta ha per protagonista Elisabetta Catalano, in collaborazione con l’Archivio Catalano.
In particolare, la mostra indaga il rapporto tra la sua fotografia e la performance, proponendo i ritratti di alcuni artisti durante le fasi gestazionali del processo performativo, tra cui Joseph Beuys, Fabio Mauri, Vettor Pisani, Cesare Tacchi.

ph. Elisabetta Catalano, Joseph Beuys, Scultura invisibile, performance in studio, 1973 (part)

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Terre in movimento

Gli occhi di tre grandi fotografi per raccontare un paesaggio che sta cambiando.

Olivo BarbieriPaola De Pietri e Petra Noordkamp sono i primi artisti coinvolti dal progetto Terre in movimento.

Tre autori per una committenza fotografica sul paesaggio marchigiano, promossa dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche e dal MAXXI, che vuole restituire l’immagine di paesaggi, opere d’arte, rovine, nuovi fragili insediamenti e le persone che li abitano, nel territorio sconvolto dal sisma del 2016. Un selezione delle opere del progetto entreranno a far parte della collezione MAXXI.

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KRONOS E KAIROS

Al via dal 19 luglio Kronos e Kairos, la mostra che rinnova l’appuntamento con l’arte contemporanea nei monumentali spazi del Palatino, fino al 3 novembre.
Se Kronos è il tempo che scorre, Kairos è il momento opportuno, quello in cui qualcosa di particolare accade. Questa doppia definizione crea un legame, ma anche una contrapposizione, tra il tempo come quantità, Kronos, e il tempo come qualità, Kairos, lungo il corso di una dimensione storica, narrata sul Palatino, attraverso le 15 opere di altrettanti artisti italiani e internazionali invitati a partecipare.
L’allestimento suggerisce una visione del contemporaneo che dialoga con il patrimonio storico, mostrando la continuità e la stratificazione che caratterizzano la ricchezza e l’unicità del Parco archeologico del Colosseo.
Le opere scelte, tra audiovisivi e installazioni, si combinano con gli scenari dei palazzi imperiali; l’antico e il contemporaneo si sostengono e accolgono vicendevolmente, aprendo il varco ad una relazione continua tra il mondo di ieri e quello di oggi.
Equilibrio, relazione tra storia e natura, memoria e sedimentazione, così come invecchiamento e conservazione sono i temi che legano i 15 artisti in mostra:  Nina Beier – Catherine Biocca – Fabrizio Cotognini – Dario D’Aronco – Rä di Martino – Jimmie Durham – Kasia Fudakowski – Giuseppe Gabellone – Hans Josephsohn – Oliver Laric – Cristina Lucas – Matt Mullican – Hans Op De Beeck – Giovanni Ozzola –  Fernando Sánchez Castillo

A cura di Lorenzo Benedetti

 

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Al norte de la tormenta

I capolavori della collezione IVAM al MAXXI

La mostra fa parte di Expanding The Horizon, il programma dedicato allo sviluppo di collaborazioni internazionali tra il museo, altre istituzioni culturali e collezioni private.
In questa occasione il MAXXI ospita alcune opere della collezione dell’IVAM, Institut Valencià d’Art Modern, uno dei più importanti musei d’arte moderna della Spagna con capolavori storici dell’arte spagnola e internazionale.

La mostra prende il nome da un’opera del 1986 del celebre artista spagnolo Juan Muñoz, Al norte de la tormenta. Esposti inoltre, tra gli altri, lavori di Bruce Nauman, Robert Rauschenberg,Tony Cragg, Antoni Tàpies, Cristina Iglesias, Susana Solano, Ángeles Marco.
Nel 2020 un focus sulla collezione del MAXXI sarà ospitato nelle sale dell’IVAM.

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BVLGARI, la storia, il sogno

Ideata dal Polo Museale del Lazio in collaborazione con l’azienda, la mostra BVLGARI, la storia, il sogno ripercorre la vicenda ultracentenaria del marchio, da piccola azienda a conduzione familiare a brand di lusso dal successo planetario oggi in seno ad un mega gruppo francese come quello Lvmh di Bernard Arnault. Una storia totalmente Made in Italy che si apre con il talentuoso argentiere e mitico fondatore Sotirio Bulgari, che nel 1884 approda a Roma in cerca di fortuna. Il percorso si snoda tra aneddoti familiari, strategie commerciali e intuizioni creative che permisero all’azienda di distinguersi a poco a poco nel panorama, grazie all’apporto di documenti d’archivio inediti, foto d’epoca e filmati. In mostra, i gioielli della Collezione Heritage dell’Azienda, alcuni dei quali esposti per la prima volta, e creazioni in prestito da importanti collezioni private, accompagnate dagli abiti di alta moda dalla collezione di Cecilia Matteucci Lavarini.

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The Independent. Il colorificio

Il nuovo appuntamento di The Independent, il programma del museo dedicato alle pratiche indipendenti, ha per protagonista Il Colorificio, collettivo curatoriale e spazio attivo a Milano dal 2016, vincitore di i9 – Spazi indipendenti, l’iniziativa dedicata alle realtà non profit italiane promossa dalla fiera ArtVerona.

Tra esperienza reale e fruizione digitale un’area del museo si espande per riscrivere una diversa narrazione del sé.

Sul wall dedicato al progetto Il Colorificio presenta Flashing and flashing!: sette opere, una per ciascuno degli artisti presentati nello spazio – Daria Blum, Deniz Eroglu, Marco Giordano, IOCOSE, Tamara MacArthur, Vasilis Papageorgiou e Michele Rizzo –, circoscritte all’interno di un green screen.
Sfruttando le possibilità virtuali, la parete espositiva si espande estendendo lo spazio della mostra.

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Roma nella camera oscura

L’arte fotografica a Roma nasce prestissimo: già nel 1839, anno della presentazione di Daguerre all’Accademia delle Scienze di Parigi del sistema da lui inventato per fissare le immagini su una lamina argentea, cominciano ad operare i primi dagherrotipisti. Negli anni a seguire Roma è una delle prime città italiane a registrare il passaggio alla fotografia stampata su carta da un negativo, che sarà anch’esso di carta e poi successivamente di vetro.
Nella Città Eterna, pur stretta nella morsa del governo temporale papalino, e negli altri stati italiani, pur agitati dagli eventi che portarono all’unità, si assistette ad una grande diffusione della fotografia che si inserì nella scia del vedutismo sia pittorico che incisorio, per trovare in esso un rapido campo di espansione e commercializzazione, ma che in realtà destabilizzò consolidati modi artistici e antichi sistemi di riproduzione, tanto da suscitare a più riprese l’interesse dei governanti per un sua regolamentazione.

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At Home / progetti per l'abitare contemporaneo

Tema centrale del nuovo allestimento delle collezioni di architettura è l’evoluzione del concetto di abitare dal dopoguerra a oggi, analizzato attraverso le opere dei grandi maestri del novecento e delle nuove figure emergenti nel panorama dell’architettura internazionale.

L’allestimento della mostra si basa sull’intersezione di più percorsi, intrecciando le varie scale dell’abitare, dall’individuale al collettivo, con particolare attenzione alle esperienze più articolate e ibride che testimoniano i nuovi rapporti tra individuo e comunità. Un continuo confronto tra maestri e giovani architetti, messi in dialogo attraverso le loro opere, offre una ulteriore chiave di lettura.

Saranno infine presenti una serie di nuove acquisizioni effettuate in questa occasione e volte a incrementare le collezioni del museo.

DEMOGO, Bivacco Fanton, Dolomiti (BL), 2015. Ph. Pietro Savorelli

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Paola Pivi

Un progetto site specific, immersivo e coinvolgente, tra opere storiche e lavori più recenti, tra scultura e installazione.

Dal gigantismo agli interventi minimi i lavori di Paola Pivi, classe 1971, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 1999, si appropriano degli spazi trasformandoli in contesti e momenti artistici caratterizzati da precisi caratteri materiali e formali, ma anche ludici, ironici e sorprendenti.

Con questo progetto, il MAXXI prosegue il suo lavoro di ricerca e valorizzazione di artisti italiani significativi nel panorama artistico internazionale, promuovendone la conoscenza anche al grande pubblico.

Paola Pivi, Untitled (donkey), 2003. Foto Hugo Glendinning, Courtesy Massimo De Carlo, Milan/London/Hong Kong

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Connection Gallery - Andrea Mastrovito

Connection Gallery è un progetto della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, a cura di Massimo Mininni, nato per promuovere il lavoro di giovani artisti, chiamati a realizzare un’opera site-specific per il museo. Il primo dei tre momenti dedicati ad altrettanti artisti italiani contemporanei, selezionati e abbinati ciascuno a un diverso curatore, è quello che inaugura il 17 giugno con Andrea Mastrovito, autore dell’intervento Very Bad Things, a cura di Ilaria Bernardi.

Con l’intento di creare un ambiente capace di indurre la riflessione e la partecipazione attiva del visitatore, nonché di dare rilievo al femminile nell’arte, l’artista rivolge l’attenzione al complesso rapporto della donna con l’uomo e con il potere.

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Frank Holliday

In mostra le opere dell'artista Frank Holliday, dipinte a Roma nell'estate del 2016.

Frank Holliday, uno degli artisti del Club 57, lo storico locale dell’East Village al quale recentemente il MoMA di New York ha dedicato una grande mostra, fa il suo primo ingresso in un’istituzione museale italiana con una mostra personale di 36 opere dipinte nel suo studio vicino a Piazza Navona, dove ha lavorato alacremente avendo come ispirazione le opere dei maestri della storia dell’arte.

Il percorso espositivo comprende anche la proiezione del film inedito di Anney Bonney "Roman Holliday".

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La Fratelli Toso: i vetri storici

La mostra ripercorre la produzione artistica di una delle vetrerie più importanti e innovative di Murano, precisamente quella dal 1930, anno che corrisponde all’inizio di una ricerca e innovazione delle tecniche vetrarie più antiche, fino al 1980, anno della chiusura definitiva della Fratelli Toso.

La mostra è organizzata da Il Mondo del Vetro, società che da più di 20 anni si occupa di vetro storico muranese, in collaborazione con Caterina Toso, attuale proprietaria della collezione privata Fratelli Toso e del relativo archivio.

In mostra saranno esposte più di 60 opere in vetro, tutti pezzi unici esposti precedentemente solo in importanti eventi internazionali, come le Biennali di Venezia e le Triennali di Milano. Tutte le opere provengono direttamente dalla collezione privata della Fratelli Toso e saranno accompagnati dai relativi bozzetti e foto storiche, conservate nell’archivio storico Fratelli Toso.

Una parte della mostra sarà dedicata all’approfondimento della murrina, tecnica molto utilizzata dai Fratelli Toso e da loro rivoluzionata, tanto da guadagnarsi il nome di “murrinari”.

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Armi e potere

Il Polo Museale del Lazio diretto da Edith Gabrielli organizza a Roma, nella doppia sede di Castel Sant’Angelo e Palazzo di Venezia, una mostra dedicata interamente al mondo delle armi in età rinascimentale. La mostra, curata dallo specialista Mario Scalini, vede nel catalogo la presenza di Massimo Carlo Giannini.

Le armi, da sempre compagne di vita e di morte dell’Uomo, assunsero giusto nel Rinascimento una dimensione totalizzante, soprattutto in Italia. Il sistema di valori che le armi sottendevano, infatti, si spingeva allora ben oltre il loro uso concreto, ossia il ferire, l’uccidere il nemico o all’opposto il difendersi. In una società che avvertiva il combattimento o almeno la minaccia della lotta in termini ricorrenti o endemici, questo sistema coinvolgeva aspetti sociali e rituali, simbolici e iconografici. In questo modo si comprendono fra l’altro i tornei e i bagordi, autorappresentazioni rutilanti, spettacolari e truculente del ceto aristocratico e, appunto, combattente.

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Volti di Roma

La mostra fotografica propone una selezione di 60 fotografie in bianco e nero, formato 50 x 60 cm, che il fotografo Luigi Spina ha realizzato con banco ottico, tecnica già utilizzata dall’autore con risultati di alto livello, e ha poi personalmente stampato a mano.

Le immagini fotografiche ritraggono 37 volti antichi in marmo o travertino, significativi esempi delle collezioni capitoline al Museo Centrale Montemartini, alcuni oggetto di più scatti e tutti scelti dall’autore per le loro potenzialità espressive. Si tratta di ritratti di epoca repubblicana e imperiale, che raffigurano personaggi la cui identità ci è nota, ma anche volti di sconosciuti, oltre ad alcune teste ideali, copie romane da originali greci.

Ponendosi per lunghe silenziose giornate davanti ai volti antichi, Luigi Spina li ha svelati, li ha profondamente compresi attraverso il mezzo che gli è più congeniale.

La fine ricerca fotografica di Luigi Spina ha portato alla realizzazione di immagini che, cogliendo vari e originali aspetti dei volti scolpiti, suggeriscono particolari e dettagli non sempre facilmente individuabili a una prima osservazione. I visitatori sono così invitati a intraprendere un nuovo originale percorso di visitaun vero e proprio viaggio che è vera scoperta della contemporaneità espressa dai tratti fisiognomici delle antiche sculture, proposte in tutta la loro vibrante umanità ed espressività.

L’allestimento prevede la distribuzione diffusa delle foto in tutte le sale del museo, collocate in prossimità dei soggetti che ritraggono, in modo che il visitatore possa apprezzare al meglio le suggestioni espresse dalle fotografie. Attraverso la personale sensibilità e interpretazione artistica di Luigi Spina può così tornare a osservare con uno sguardo diverso le opere esposte, diventando egli stesso protagonista del dialogo visivo tra i due diversi linguaggi artistici.

L’inaugurazione della mostra è arricchita dalla presentazione del catalogo “Volti di Roma alla Centrale Montemartini. Fotografie di Luigi Spina”, a cura di Claudio Parisi Presicce e Luigi Spina, in cui la successione dei volti nelle immagini fotografiche di Luigi Spina segue la sensibilità del fotografo che ha colto una serie di richiami suggestivi tra le opere e ha creato un suo ideale percorso, un percorso visivo, non vincolato in alcun modo da cronologia e stile delle antiche sculture.

Un regesto finale a chiusura del volume fornisce un breve inquadramento storico-artistico delle opere antiche, oggetto degli scatti.

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Donne. Corpo e immagine

Una riflessione sulla figura femminile attraverso artisti che hanno rappresentato e celebrato le donne nelle diverse correnti artistiche e temperie culturali tra fine Ottocento, lungo tutto il Novecento e fino ai giorni nostri.

Circa 100 opere, tra dipintisculturegrafica e fotografia, di cui alcune mai esposte prima o non esposte da lungo tempo, provenienti dalle collezioni d’arte contemporanea capitoline - Galleria d’Arte Moderna e MACRO - a documentazione di come l’universo femminile sia stato sempre oggetto prediletto dell’attenzione artistica, da oggetto da ammirare, in veste di angelo o di tentatrice, a soggetto misterioso che s’interroga sulla propria identità fino alla nuova immagine nata dalla contestazione degli anni sessanta.

Il percorso espositivo è accompagnato da materiale documentariovideoinstallazioni, documenti fotografici e filmici tratti da opere cinematografiche e cinegiornali, oltre che da video di performance e film d’artista.

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Claudio Imperatore

La mostra vuole raccontare la personalità e l'operato dell'imperatore Claudio prendendo le mosse dal confronto con il celebre fratello.

La mostra, prodotta dalla Sovrintendenza Capitolina in collaborazione con il Musèe de Beaux Arts di Lione, dove ha avuto una prima sede tra il 1 dicembre 2018 e il 4 marzo 2019, vuole raccontare la personalità e l'operato dell'imperatore Claudio, prendendo le mosse dal confronto con il celebre fratello, ma cercando poi di approfondire, per quanto possibile, il carattere dell'uomo e la capacità tecnico-amministrativa e politica dell'imperatore, attraverso il confronto tra la documentazione archeologica e il racconto degli storici, troppo spesso con lui poco teneri. Le sezioni della mostra, partendo dal racconto della morte di Germanico, del rientro delle sue ceneri e dello svolgimento dei riti legati alle celebrazioni funebri che in suo onore si svolsero, testimoniati nel percorso da un importante documento come la Tabula Hebana, evidenziano l'importanza che per Claudio ebbe la propaganda dinastica, dettata dalla necessità di sottolineare il proprio legame con la dinastia giulio-claudia: anche se di natali noti, la sua acclamazione ad imperatore, avvenuta ad opera dei pretoriani e non con legale adozione, rendeva indispensabile l'affermazione del suo diritto a governare (la sua vicenda creerà peraltro un precedente fondamentale per la successiva storia dell'impero); sì entra poi più nello specifico della sua attività in politica estera, con particolare riferimento alla spedizione in Britannia e il conseguente allargamento dei confini dell'impero; viene quindi offerto un momento di riflessione sulla sua politica interna, sul rapporto con il Senato e il suo tentativo di allargarne i ranghi, testimoniato dall'interessante discorso contenuto nella tavola bronzea di Lione, uno dei più notevoli pezzi in mostra. Per completare il quadro del racconto, sarà trattato anche il tema della razionalizzazione dell'amministrazione pubblica, la costruzione di una vera e propria 'burocrazia', attraverso le deleghe ai potenti liberti imperiali e quello delle grandi opere di pubblica utilità, come il progetto del porto di Ostia, la problematica bonifica del Fucino e l'attenzione al rifornimento e all'approvvigionamento dell'acqua pubblica.

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Martin Creed

Martin Creed, Giorgio Griffa e Tatsuo Miyajima sono artisti il cui lavoro esplora idee di caso e ordine, l'apparente caos della vita e gli sforzi dell'uomo per darne un senso. Guardando il tempo, lo spazio e l'infinito, le opere di questa mostra cercano l'ordine e allo stesso tempo accettano il destino e la serendipità.

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Plessi a Caracalla

Plessi rende un suo omaggio alla grande storia di Roma con una nuova opera, disposta lungo oltre 200 metri dei sotterranei delle Terme, finora sconosciuti ai visitatori e aperti dopo un complesso lavoro di consolidamento e restauro. Si tratta del settore sotto l’esedra del calidarium, cuore pulsante dell’impianto ed esempio unico dell’alto livello tecnologico raggiunto dagli antichi romani, ora finalmente visibile nel nuovo percorso. I forni, le caldaie, i magazzini, una grande arteria sotterranea, le statue in prestito, faranno da contrappunto a Plessi a Caracalla. Il segreto del tempo: 12 video installazioni che, tanto nelle strutture di supporto agli schermi, che nei contenuti degli stessi video, spazieranno su temi classici. Acqua, fuoco, la storia delle Terme, la figura di Caracalla e altro ancora, saranno al centro di una esperienza immersiva, che celebra il più sontuoso impianto di Terme imperiali di Roma.

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Viaggio nei Fori - Foro di Cesare

FORUM OF CAESAR Piero Angela's story, accompanied by reconstructions and videos, starts from the history of the excavations carried out for the construction of Via dei Fori Imperiali, when an army of 1500 masons, laborers and workers was mobilized for an unprecedented operation: razing to the ground an entire neighborhood and dig the whole area to reach the original street level of ancient Rome.

 

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Wechselspiel

Wechselspiel (interplay, in senso lato interazione) è il titolo della doppia installazione site specific di Paolo Bielli e Susanne Kessler.

Partendo proprio dal tema della mostra, il corpo della donna e la sua evoluzione nell’arte contemporanea, e giocandoci a volte intorno, Paolo Bielli e Susanne Kessler creano un doppio percorsofisico e ironicoincentrato sul dualismo.

Attraverso le loro installazioni, i concetti di uomo/donna, maschio/femmina, ma anche ombra/luce, rivelano il loro doppio mettendosi direttamente in collegamento con le sculture esposte nel Chiostro delle sculture della Galleria.

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Domus Romane

Redevelopment, research and musealisation carried out in a project entirely curated by art historians, archaeologists and architects has produced outstanding results. The importance of this area in the Roman age and the discoveries that have been made allow us to reconstruct an important piece of the ancient and medieval topography of the city of Rome. 

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L'Arte Ritrovata

L’esposizione L’Arte Ritrovata, ai Musei Capitolini dal 7 giugno 2019 al 26 gennaio 2020, è ospitata nel Palazzo dei Conservatori (Sale terrene) in occasione del cinquantennale di istituzione del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

La mostra, nata dalla lunga e consolidata collaborazione fra il TPC e il Centro Europeo per il Turismo, propone un mosaico di testimonianze archeologiche e storico artistiche, dall’VIII secolo a.C all’età moderna, altamente simbolico e rappresentativo della pluridecennale azione di salvaguardia operata dall’Arma. In tutto trenta opere che compongono il percorso della mostra, tutte provenienti da sequestri a ricettatori o collezionisti, spesso inserite nella ramificata trama del commercio internazionale che ha alimentato anche prestigiose collezioni di musei stranieri.

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Galleria Nazionale d'Arte Moderna

The Galleria Nazionale, or National Gallery of Modern Art, is an art gallery founded in 1883 and dedicated to modern and contemporary art; the full name is Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea. The museum displays about 1100 paintings and sculptures of the nineteenth and twentieth centuries, of which it has the largest collection in Italy. Among the Italian artists represented are Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Alberto Burri, Antonio Canova, Giorgio de Chirico, Lucio Fontana, Amedeo Modigliani, Giacomo Manzù, Vittorio Matteo Corcos, and Giorgio Morandi. The museum also holds some works by foreign artists, among them Braque, Calder, Cézanne, Degas, Duchamp, Giacometti, Kandinsky, Mondrian, Monet, Jackson Pollock, Rodin, and Van Gogh.

 

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Museo Nazionale Preistorico Etnografico

The museum is divided into two main subjects; Prehistory and Ethnography. It is the first museum in Italy and nearby regions to lead the audience through the archaeological age to the end of the first iron age. They can admire what they manufactured and used in the traditional family life, which have been the best conserved, in a civilization inferior to ours, starting from the wild ages.

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Villa Farnesina

The Villa Farnesina is a Renaissance suburban villa in the Via della Lungara, in the district of Trastevere in Rome, central Italy. The villa was built for Agostino Chigi, a rich Sienese banker and the treasurer of Pope Julius II. Between 1506–1510, the Sienese artist and pupil of Bramante, Baldassare Peruzzi, aided perhaps by Giuliano da Sangallo, designed and erected the villa. Chigi also commissioned the fresco decoration of the villa by artists such as Raphael, Sebastiano del Piombo, Giulio Romano, and Il Sodoma. The themes were inspired by the Stanze of the poet Angelo Poliziano, a key member of the circle of Lorenzo de Medici. Best known are Raphael's frescoes on the ground floor; in the loggia depicting the classical and secular myths of Cupid and Psyche, and The Triumph of Galatea. The villa became the property of the Farnese family in 1577. Later the villa belonged to the Bourbons of Naples and in 1861 to the Spanish Ambassador in Rome, Bermudez de Castro, Duke of Ripalta. Today, owned by the Italian State, it accommodates the Accademia dei Lincei, a long-standing and renowned Roman academy of sciences. Until 2007 it also housed the Gabinetto dei Disegni e delle Stampe (Department of Drawings and Prints) of the Istituto Nazionale per la Grafica, Roma.

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Museo orto Botanico

The botanical garden of Rome with a parc that covers twelve hectares and about 2000 square meters of greenhouses is one of the largest in Italy. The collection is os particular interest not only for scientific importance but also, and above all, for methods of cultivation and scenic reconstruction of environments. They help the visitors to place the species in the areas of origin. 

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Museo Nazionale Romano

Palazzo Massimo (the Roman National Museum) is a nineteenth-century neo-Renaissance building, near the Termini Station, and houses one of the most important collections of classical art in the world. The four floors of the museum contain scupltures, frescoes, mosaics, coins and goldsmith works, which all document the evolution of Roman artistic culture. The basement houses the large numismatic collection, as well as furnishings, jewels and the Grottarossa mummy.

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Galleria Spada

The Palazzo Spada is just a few steps away from the Piazza Farnese and exhibits one of the most beautiful facades of the sixteenth century in Rome, with a great sequence of large stucco statues representing Roman heroes and emperors. 

Most of the exhibited works are collected by Bernardino Spada. In the courtyard you can admire the famous Prospettiva (Perspective Gallery) by Borromini. The gallery is still presented with the original furnishings of the ancient palace.

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Galleria D'Arte Moderna

The Modern Art Gallery (Galleria d'Arte Moderna) is situated in the heart of the city, a few meters away from the Trinità dei Monti, in a former  cloistered monastery dating back to the end of the 16th century, next to the church of S. Giuseppe in Capo le Case. The convent used to be the headquarters of the Discalced Carmelite Order and was already documented in 1600 in the area called alle fratte for its still marginal position compared to the inhabited center.

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Galleria d'Arte Antica in Palazzo Barberini

All'origine l'intento era quello di creare una Galleria Nazionale ordinata cronologicamente ma con la possibilità di inserire nel percorso acquisti e integrazioni, differente quindi come concezione dalla struttura definita dalle collezioni storiche del panorama romano. Nel complesso la collezione è ricchissima di capolavori, soprattutto dei secoli XVI e XVII. Non è rappresentato in modo completo il secolo XV, dove però spicca il fondamentale dipinto di Filippo Lippi con la Madonna in trono con Bambino, datato 1437, in deposito da Corneto Tarquinia. 

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Galleria Doria Pamphilj

The Galleria Doria Pamphilj houses an extensive collection of paintings, furniture and statues including works by Jacopo Tintoretto, Tiziano, Raffaello Sanzio, Correggio, Caravaggio, Guercino, Gian Lorenzo Bernini, Parmigianino, Gaspard Dughet, Jan Brueghel the Elder, Velázquez and many other important artists. The collection has been put together, starting in the 16th century, by the Doria, Pamphilj, Landi and Aldobrandini families, who in the end united through marriages and descendants with the simplified surname of Doria Pamphilj.

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Musei di Villa Torlonia

Villa Torlonia is one of the most recent Roman noble villa and is very charming thanks to the original English garden, which is one of the few English gardens remaining in Rome. Apart from the garden you can also admire the huge quantity of buildings and sculptures thourout the parc, amongst which the the Casina delle Civette, the Casino dei Principi and the Casino Nobile, all three part of the Villa Torlonia Museum.  

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Museo Napoleonico

In 1927 Count Giuseppe Primoli (1851-1927), son of Count Pietro Primoli and Princess Carlotta Bonaparte, his important art collection including Napoleonic relics and family memories, enclosed in the rooms of the ground floor of his palace, to the city of Rome. The donation, from which parts were owned by his brother Luigi (1858-1925), was born from the desire to document the intense relationships of the Bonaparte family with Rome.

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Centrale Montemartini

The exhibition center of the Capitoline Museums is situated in the former thermoelectric power plant of Giovanni Montemartini and is an extraordinary example of industrial archeology converted into a museum. It began in 1997 with the transfer of hundreds of sculptures during the restructuring of large sections of the Capitoline complex. The museum itself became part of a larger redevelopment project in the Ostiense Marconi area.

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Museo Carlo Bilotti

The permanent collection of the museum was established after a donation of 23 works (paintings, drawings and sculptures) was made by the entrepreneur Carlo Bilotti to the Municipality of Rome. The largest group consists of 18 works by Giorgio de Chirico, 17 of which are exhibited in this room. Outside the museum one of his sculptures, Ettore and Andromaca, is shown. De Chirico's works represent the most famous subjects produced by the artist from the second half of the twentieth century to the seventies. 

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Museo delle Mura

The museo delle Mura (the Museum of the Wall) is situated inside the Porta S. Sebastiano of the Aurelian Wall and was opened in 1990 even if the history of the Wall and the monument goes back much more in time. In 1939, despite the contrary opinion of the Antiquity and Fine Arts Division, some works were carried out in the internal areas of the Porta.  The museum offers an educational itinerary inside the walls, but also on top of the two tours.  

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Museo Frati Cappuccini e Cripta Ossario

Le otto sale del museo, ricavate all'interno del convento, mostrano altrettante sezioni che risalgono alle origini del luogo, ne ripercorrono la storia e presentano la vita di coloro che, divenuti religiosi, s'ispirano alle testimonianze esemplari dei santi cappuccini come San Felice da Cantalice, San Crispino da Viterbo, San Giuseppe da Leonessa, ecc., ma anche a figure contemporanee di vastissima risonanza pubblica come, ad esempio, San Pio da Pietrelcina, stimmatizzato per 50 anni e Padre Mariano da Torino,primo predicatore multimediale. La più ampia sezione del museo, la quarta mette in evidenza la Cultura e la Spiritualità attraverso l'esposizione di vesti e oggetti di uso liturgico e quella di manufatti di uso quotidiano.Questa sezione è inoltre arricchita da alcuni approfondimenti didattici, quali il tema del crocifisso e del “crocifisso sanguinante”.La quinta sezione è dedicata al “San Francesco in meditazione”, opera del Caravaggio, realizzata appositamente per il Convento dei Cappuccini.A chiusura del percorso espositivo, l'ottava sezione introduce al luogo conclusivo e di grande suggestione che chiude la visita del museo: la Cripta. Opera d'arte singolare, realizzata verso la prima metà del XVIII secolo, la Cripta nacque dall'esigenza pratica di fare posto ai nuovi defunti nel piccolo cimitero del convento e quindi trovare una giusta collocazione per le ossa dei frati riesumati. La geniale composizione diventa occasione eccellente per l'annuncio tutto positivo del senso cristiano della vita umana e dell'approdo di questa alla risurrezione. Espressione di un'esperienza ricchissima, quella di quasi 500 anni di vita cappuccina, questo Museo, oltre che conservativo, pensa e si proietta nel futuro e si concepisce come “laboratorio propositivo” in ricerca e in divenire.

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Museo Civico di Zoologia

The Museo Civico di Zoologia (the Civic Museum of Zoology) is a cultural institution that aims to promote and disseminate scientific knowledge in biological and natural sciences. Traditionally, the main purpose of the museum was conserving the zoological finds that resulted from studies and surveys, which provide important information for the reconstruction of the natural history and the conservation of the environment. All collections are carefully preserved and increased.

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Museo dei Fori Imperiali

From 1985 to today  over 40.000 fragments have been found and inventoried in the forensic area of the Imperial Forums, which is actually a small percentage of what should be the huge amount of marble in this area. There are various itineraries at the museum, who also wanted to include a kind of communicationproject: the architecture of the forum within the architecture of the markets and the history of the city within the history of one of the cities districts. 

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Museo del Risorgimento

The Institute is based in Rome in the monumental complex of the Vittoriano and "has the task of promoting and facilitating studies on the history of Italy from the preparatory period of Unity and Independence until the end of the First World War, collecting documents, publications and memorabilia, editing editions of sources and memories, organizing scientific congresses ".

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Museo Galleria Borghese

The Galleria Borghese is an art gallery in Rome, Italy, housed in the former Villa Borghese Pinciana. At the outset, the gallery building was integrated with its gardens, but nowadays the Villa Borghese gardens are considered a separate tourist attraction. The Galleria Borghese houses a substantial part of the Borghese collection of paintings, sculpture and antiquities, begun by Cardinal Scipione Borghese, the nephew of Pope Paul V (reign 1605–1621). The Villa was built by the architect Flaminio Ponzio, developing sketches by Scipione Borghese himself, who used it as a villa suburbana, a country villa at the edge of Rome.

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CineCitta' Si Mostra

Dal 2011 gli studi di Cinecittà hanno aperto al pubblico con il progetto Cinecittà si Mostra, un’iniziativa culturale che intende svelare al pubblico il grande patrimonio storico e architettonico della famosa Fabbrica dei Sogni offrendo la possibilità di visitare per la prima volta i grandi set all’aperto e gli edifici storici con i percorsi espositivi allestiti al loro interno. 

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Musei Vaticani e Cappella Sistina

The magnificent and vast Vatican Museums represent one of the largest and most interesting museum complexes in the world. They host a variety of museums within the complexe: Museo Pio Clementino, Museo Chiaramonti, Museo Gregoriano Etrusco, Museo Gregoriano Egizio, Museo Gregoriano Profano, Museo Pio Cristiano, Museo Missionario Etnologico, Collezione d’Arte Religiosa Moderna, Gallerie Superiori, Museo della Biblioteca Vaticana, Pinacoteca and ofcourse the worldfamous Sistine Chapel. 

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Museo Nazionale di Palazzo Venezia

The National Museum of Palazzo di Venezia is housed in what was once the grand papal residence of Paolo II Barbo from Venice. Established in 1921, the museum polarises its interest around the so-called applied arts. The preserved artifacts are: collections of paintings  and canvas from the 15th and 18th century, 18th century pastels, terracotta reliefs from the 16th and 17th century, early medieval and renaissance marbles, a vast collection of ceramics and porcelains.

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Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina

The museum inside the Porta San Pancrazio is dedicated to the important historical events during the Unification (Risorgimento) period in Rome. In addition to the importance of the location itself for its history, the museum will become a privileged readingpoint for the historical-monumental area of the Gianicolo hill.  

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Explora il Museo dei bambini

The Museum offers an opportunity for play, direct experimentation and learning in a field that focuses on children and their potential, offering opportunities for enrichment and socialization and promoting the development of their cognitive and emotional skills. “Explora” brings children closer to science, environment, communication, society, economy, new technologies, creating opportunities that allow them to investigate the mysteries of things through interactive installations.

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Casa di Goethe

Nelle stanze dove Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832) soggiornò durante il suo viaggio dal 1786 al 1788 insieme a Johann Heinrich Wilhelm Tischbein e altri artisti tedeschi, è stato inaugurato nel 1997 l'unico museo tedesco all'estero, la Casa di Goethe. Una mostra permanente con testi in tedesco, italiano e inglese racconta il viaggio in Italia del poeta e il suo soggiorno romano. Le mostre temporanee sono dedicate a temi italo-tedeschi e alla tradizione del viaggio in Italia fino ai nostri giorni. La Casa dispone di un book shop e di una propria collezione. Eventi e manifestazioni culturali come conferenze, letture e colloqui fanno sì che si ritorni volentieri nella Casa di Goethe, un luogo quindi di incontro artistico, scientifico e culturale. Biblioteca specializzata di consultazione con numerose prime edizioni delle opere di Goethe e un ricco fondo di letteratura critica. Da settembre 2012 la biblioteca e il lascito del Deutscher Künstlerverein si trovano nelle collezioni del museo, in un ulteriore spazio al secondo piano del palazzo. La Casa di Goethe è un'istituzione dell' Associazione Tedesca degli Istituti di Cultura autonomi (AsKI e.V.) con sede a Bonn. E' finanziata dall'Incaricata della Repubblica Federale per la Cultura e i Media. La Casa di Goethe è sede romana della Gesellschaft für deutsche Sprache e.V. (GfdS).A Malcesine (VR) sul Garda la Casa di Goethe ha curato la mostra documentaria. Il palazzo in Via del Corso 18 che ospita oggi il museo ha avuto nel corso dei secoli tanti inquilini e visitatori, alcuni anche illustri, come ad esempio Paul Heyse, primo scrittore tedesco a ricevere il premio Nobel per la lettatura.

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Museo di Roma in Trastevere

The museum is located at piazza Sant'Egidio in a historical building that was used as a convent of the Carmelitane scalze from the 17th century until the unification of Italy. Even the square owes its name to the monastery, where we can also find the church of Sant'Egidio. The first stones of the monastery were built in 1601 near the small church of S. Lorenzo in Laniculo. The museum has been recently renovated to make it more functional for museographic requirements.

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Tesori del Sichuan nell’antica Cina

La mostra presenta reperti in bronzo, oro, giada e terracotta, databili dall’età del bronzo (II millennio a.C.) fino all’epoca Han (II secolo d.C.) provenienti da importanti istituzioni cinesi.

L’Esposizione è realizzata sotto la guida dell’Ufficio Provinciale della cultura del Sichuan e patrocinata dall’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia. L’intento della mostra è far conoscere i tratti evocativi della cultura del popolo Shu, raccontata attraverso i suoi oggetti più significativi, come le misteriose maschere in bronzo provenienti dagli scavi archeologici del sito di Sanxingdui.

Un percorso straordinario nella vita sociale e nel mondo spirituale dell’antico popolo Shu, che proprio su questa terra nel sud-ovest della Cina ha creato una civiltà unica. Saranno esposte eccezionali opere in bronzo, oro, giada e terracotta – databili dall’età del bronzo (II millennio a.C.) fino all’epoca Han (II secolo d.C.) – rinvenute nei siti di Sanxingdui e Jinsha (solo per citarne alcuni) e provenienti da importanti istituzioni cinesi come il Museo di Sanxingdui, il Museo del Sito Archeologico di Jinsha, il Museo del Sichuan, il Museo di Chengdu, l’Istituto di ricerca di reperti e archeologia di Chengdu, il Museo di Mianyang, il Museo Etnico Qiang della Contea di Mao.

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MAXXI

MAXXI, the National Museum of 21st Century Arts, is the first Italian national institution devoted to contemporary creativity.Conceived as a broad cultural campus, MAXXI is managed by a Foundation constituted in the July of 2009 by the Ministry for Cultural Heritage and Activities and headed by Giovanna MelandriSince December 2013 Hou Hanru has been the Artistic Director of the museum, which includes MAXXI Architettura, directed by Margherita Guccione, and MAXXI Arte, directed by Bartolomeo Pietromarchi.The programming of the activities – exhibitions, workshops, conferences, shows, projections, educational projects – reflects MAXXI’s vocation as a place for the conservation and exhibition of its collections but also, and above all, a laboratory for cultural experimentation and innovation, for the study, research and production of the aesthetic contents of our time.The MAXXI building is a major architectural work designed by Zaha Hadid, located in Rome’s Flaminio quarter and featuring innovative and spectacular forms.

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Palazzo Merulana

Palazzo Merulana ospita una collezione composta prevalentemente da opere della scuola romana e del Novecento italiano, ma con uno slancio verso il contemporaneo. Il percorso espositivo che comprende più di 90 opere, su una superfice di 1800 mq, si articola su quattro piani. 

PIANO TERRA (Sala delle Sculture): Palazzo Merulana accoglie il visitatore in un portico, ad accesso gratuito con un bookshop e una caffetteria per una piacevole dove si può fare una piacevole sosta tra le sculture di Antonietta Raphaël, Lucio Fontana, Pericle Fazzini, Giuseppe Penone e molti altri artisti. 

SECONDO PIANO (Salone): cuore pulsante della collezione di Elena e Claudio Cerasi, il secondo piano ospita la maggior parte dell’esposizione pittorica e scultorea di Palazzo Merulana. De Chirico, Balla, Donghi, Capogrossi, Casorati, Pirandello, Severini, Cambellotti, per citarne alcuni.

TERZO PIANO (Galleria): uno spazio dinamico affacciato al contemporaneo, con opere, tra gli altri, di Boetti, Schifano, Pirandello e animato dalle mostre temporanee.

QUARTO PIANO (Attico): un luogo per attività culturali ed eventi enogastronomici.. Il piano ospita anche la “Macchina del Tempo”, un percorso video-fotografico che racconta a ritroso la storia del Palazzo dalle sue origini ad oggi. 

Terrazza: un luogo privilegiato di osservazione su Via Merulana. Tra gli alti platani, è possibile scorgere i tetti e le cupole della città.

 

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Mattatoio

La Pelanda, the cultural center within the Mattatoio complex (the former slaugtherhouse in Testaccio), was born as a project some years ago from an idea by Zoneattive. It is stretched out over an area of 5000 squared meters and is the perfect example of industrial architecture, the result of a careful restoration that lasted more than three years, now used for exhibitions, training and workshops. The space is completely dedicated to contemporry art and this is enriched by the presence of the Academy of Fine Arts and the Faculty of Architecture of Roma Tre.  

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Viaggio nei Fori - FORO DI AUGUSTO

FORO DI AUGUSTO Pur spaziando su vari aspetti di quel fenomeno unico che fu la romanità, il racconto resta sempre ancorato al sito di Augusto, utilizzando in modo creativo i resti del Foro per cercare di far parlare il più possibile le pietre. Oltre alla ricostruzione fedele dei luoghi, con effetti speciali di ogni tipo, il racconto si sofferma sulla figura di Augusto, la cui gigantesca statua, alta ben 12 metri, dominava l’area accanto al tempio.

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Casa Museo Mario Praz

Il Museo Mario Praz di Roma è un tipico esempio di casa-museo e contiene oltre 1200 oggetti collezionati dallo stesso nell'arco della sua vita.

Gli oggetti della collezione, di stili che vanno dal neoclassico al biedermeier, vengono presentati all'interno dell'abitazione dello studioso nella affascinante disposizione da lui pensata per appagare il proprio piacere di vivere non solo circondato, ma addirittura "immerso" nel bello.

Si tratta dell'abitazione privata del critico d'arte e di letteratura, Mario Praz (1896-1982), conservata così com'era alla morte del proprietario e aperta al pubblico nel 1995. Proprietà del MIBACT e già museo satellite della Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea di Roma, dal dicembre 2014 è entrato a far parte del Polo museale del Lazio. L'ingresso è gratuito.

Il Museo Mario Praz è situato all'interno di Palazzo Primoli in Via Zanardelli 1 a Roma ed è visitabile su prenotazione in gruppi di massimo 10 persone ed accompagnati da un responsabile.

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Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo

Archaeological site, fortress and prison, but also a papal residence full of artistic events of great importance, the National Museum of Castel Sant'Angelo can be considered, at the same time, monument, archaeological area and museum. The "Secret Castle" is an itinerary in the heart of the monument, which includes places not normally accessible such as the Passetto di Borgo, the historical Prisons, the Olearie, the courtyard of Leo X and the Stufetta of Clement VII, famous for the frescoes of the workshop of Raphael.

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Musei Capitolini

The Capitoline Museum is the main municipal civic museum in Rome. The birth of the Capitoline Museum dates back to 1471, when Pope Sixtus IV donated a group of bronze statues of great symbolic value to the Roman people. Most of the works in the museum are found in the city of Rome itself and therefore the museum has a very close link with the city.  
 

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